Finalmente, ora che il regalo a Samantha è stato consegnato, lo possiamo raccontare: siamo state da Enrico Padrevecchi! Siamo partite, Miranda ed io, un caldo pomeriggio primaverile in cui il sole, anche lui eccitato per l'evento, esagerava decisamente (tanto da farmi pensare di sbarazzarmi dei collant in macchina)!
Garule e sovraeccitate abbiamo imboccato l'autostrada già pensando alla ventata d'arte che ci avrebbe atteso, da lì a poco. Per dirla tutta eravamo anche un pò imbarazzate, temendo di trovarci in un'ambiente un pò aristocratico e, forse, troppo elegante; ci facevamo, comunque, forza l'un l'altra: siamo o no donne impegnate e colte???!!! L'ansia da prestazione si è un pò attenuata quando il navigatore ha cominciato a ossessionarci con il suo:"Ha raggiunto la metaaa..." mentre eravamo immerse nella campagna pisana, lungo una strada sterrata e semi-deserta: lì, tra cani, gatti e tanto verde, in un'ambiente che sa di semplicità, tenacia e valori genuini, c'è il laboratorio di Padrevecchi. Ci ha accolto lui in persona: gentile e frettoloso, passionale e brusco, intento e assorto nel suo lavoro, instancabile e innamorato. Ci attendevano le sue cornici meravigliose, in ogni angolo, in ogni piccolo spazio. Anticate, dorate, disegnate, intarsiate, grandi, piccole, con lo specchio invecchiato...E lui con loro diventava un tutt'uno. A tratti si concedeva raccontandoci del suo lavoro da artigiano, che svolge da quando era poco più che bambino, poi, con garbo, senza pronunciarlo con le parole, ci invitava a scegliere in fretta, che tanto lavoro lo attendeva. Eravamo conquistate da tanta bellezza; ne abbiamo toccate e apprezzate a decine, e forse più... Alla fine una cornice ha scelto noi: bianca, con lo specchio e piccole foglie ad ogni angolo, appena dipinta d'oro. Perfetta per Samantha. Abbiamo chiesto se potevamo pagare con il bancomat: che stonatura! Un'unghia che graffia la lavagna! Si è quasi sdegnato ed ha risposto toscano: "Non ho il bancomat! Portatela via, datela alla vostra amica, se le piace tornate a pagarla!". Ovviamente ci siamo affannate alla ricerca della banca più vicina, troppo civilizzate per accettare l'offerta, ma al ritorno, mentre pagavamo, mi ha detto enigmatico e profondo:"quella cornice là l'ho messa via per lei, torni quando vuole, se non ci sono io lo dica che è per lei...". Lo so, pensando al viaggio compiuto, al tempo che non ho mai, al prezzo allettante che mi aveva proposto, (decisamente irrisorio rispetto a quanto previsto dal cartellino), avrei dovuto acquistarla subito, ma le alchimie che si creano tra le persone non seguono mai sentieri razionali...Così, da allora, attendo di tornare. E l'attesa mi procura emozioni.

