Ci sono stati i parenti a darci il benvenuto, la zia che ci ha mandato una fantastica torta di noci e la granita al caffè preparate da lei, l'amica che ci ha fatto trovare la colazione già pagata nel fornaio del paese, la sorella che ci ha fatto assaggiare le "pucce" cotte nel fuoco a legna, la madre che ha impastato per noi chili di impagabili orecchiette con sugo denso di pomodoro e ricotta secca...
Sono tornata, in quei giorni, indietro mille anni; ho ritrovato un pò di me stessa: quella dei pomeriggi a trovare le zie, quella del caffè con la "panna", che preparava la nonna con tanto zucchero e un goccio della prima schiumetta, del primo liquido profumato che usciva dalla moka, quella dei pomeriggi d'estate con una madre casalinga e le sue amiche, tra merende, sbucciature alle ginocchia e canzoni dal jukebox, nell'unico bar del paese.
Mi son detta che la globalizzazione, quella che ferisce le tradizioni, le peculiarità locali, in Puglia è ancora lontana: grazie alle donne, che ancora portano avanti, con cura e impegno, la loro preziosa arte culinaria, grazie agli uomini, ai contadini, ai piccoli produttori di vino, che ancora utilizzano il "capasone" di creta al posto delle botti.FRANCESCO MUSANTE
UNA ROSA LA LUNA E LA NOTTE INTERA PER PENSARE A TE
La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.
I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita ma se leggevi loro le favole. Betty Hinman
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lunedì 26 settembre 2011
PUCCE NO GLOBAL
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mercoledì 29 settembre 2010
Samantha, Miranda e Wilma in gita
Siamo tornate, ma con la testa sono ancora là.. nel verde del parco del Residence, nelle tiepide acque del laghetto, nei vapori del bagno turco, con la vista che si perde nel mare a Baratti, il palato agli spaghetti, l'olfatto al salmastro e l'occhio rivolto al mare. Nelle orecchie le nostre risate ( ma quanto abbiamo riso?! ) le chiacchiere, le confidenze, le discussioni sui temi importanti, le cazzate.. ( ma quante ne abbiam sparate? ) Noi tre, sole.
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martedì 31 agosto 2010
SUL CASENTINO ED ALTRO...
Abbiamo alloggiato a Poppi, di fronte al Castello dei Conti Guidi, in un albergo ricavato in una delle più antiche costruzioni del paese; lì, ogni
mattina, ci coccolavano vistosamente servendoci un'abbondante colazione in giardino, sotto un pergolato di glicine.
Con i "miei compagni di viaggio" formavamo una compagnia alquanto eterogenea:
c'era il mio amico Francesco, il miglior organizzatore di viaggi che io abbia mai conosciuto, con i suoi due bambini e la zia settantenne, insegnante in pensione; c'era il mio Piccolino, ancora fedele cangurino e mia madre, tenace ed entusiasta turista.
Abbiamo visitato i vari paesi della vallata spostandoci senza fretta,
soffermandoci alla vista di un pascolo, di bianche mucche, di farfalle , faggeti e abbazie.
Abbiamo apprezzato, con gusto,
i piatti tipici della cucina Casentinese: paste fatte in casa, polenta con funghi, ravioli di patate e grigliate di carne.
Siamo stati bene tra noi. E la sera, quando la piazza che dominava la vallata ci accoglieva con il suo caffè al ginseng e i bambini giocavano se
reni, arrivava il momento delle confidenze, delle condivisioni, delle riflessioni empatiche. Era l'occasione in cui, programmando il giorno successivo e facendo un resoconto della giornata passata, ridevamo anche del numero delle volte in cui io e Francesco eravamo stati scambiati per marito e moglie. Mi appariva, così, banale ma profonda, la considerazione dell'innegabile bisogno umano di mettere ordine nel caos, o in ciò che consideriamo tale. L'amara conclusione che, per organizzare la realtà ricorriamo a superficiali pregiudizi che ci offrono tranquillità e sicurezza: un uomo e una donna, che viaggiano insieme con tre bambini e due "probabili" nonne, sono senz'altro una coppia.
Ah! dimenticavo: credo di aver incrociato anche NEGROBLANCO, in sella alla sua bici, nei pressi di Camaldoli. Non l'ho salutato, inanzitutto perchè non c'era Miranda e, per quel sacro codice sancito in adolescenza, non avrei mai fatto questo ad un'amica, secondo perchè non mi sembra troppo incline alla socializzazione, terzo perchè sfrecciava come Bartali e non lo volevo fermare.
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domenica 15 agosto 2010
L'ORRIDO DI BOTRI
Erano anni che volevamo andare e cercavamo solo l'occasione giusta. Finalmente è arrivata: Miranda mi annuncia che hanno organizzato una gita in pulmann all'Orrido di Botri e noi non possiamo proprio mancare! Zaino in spalla,
zeppo come di consueto con metà casa più Iva e scarponi ai piedi, partiamo all'alba! Ma dove son finiti i calzini da trekking, pagati quanto tre ingressi in piscina? Scappati con il 740 dell'anno scorso! vabbè opto per i "fantasmini", son più trendy! Nei giorni precedenti ho chiesto a Google qualche notizia sul percorso (ormai mi rivolgo a lui per qualsiasi questione, dall'ovulazione al programma di studi, tremo pensando al momento in cui mi risponderà con un meritato:"Vaff.!") e lui mi ha risposto vago, distraendomi con immagini mozzafiato e scenari fiabeschi che hanno preso il sopravvento! (...Son giovane...Son spensierata...Son sognatrice...E che ci volete fare?). In pulmann, quando mi accorgo che è già passata un'era geologica da quando siamo partiti, mi rendo conto che non mi ero informata neppure sulla distanza. A dire il vero mi ero accontentata della risposta di una razionale Miranda che mi aveva assicurato: "...una mezz'oretta, quaranta minuti, siamo là...". A un certo punto del tragitto, come una milanese snob che vive in centro città, costringo l'autista a fermarsi perchè ho la nausea e stò da cani, come dopo una bella sbornia di gioventù! Per fortuna riesco a scendere prima di fare vittime in pulmann e , fuori, appoggiata al guard rail in posizione tipica, mi chiedo, sopraffatta:"...ma cosa mi riserverà la vecchiaia??". Dopo mille curve o poco più, arriviamo. Ci forniscono i caschi e si comincia la marcia. Tutti corrono, sicuri e impavidi come se fossero sempre vissuti lì. Noi arranchiamo per non perderli. Ma perchè sono così veloci, leggiadri? O cazz! Non hanno gli zaini. Perchè?? Come faranno quando arriveranno alla meta agognata, bagnati e affamati? Si mangeranno le nost
re focacce farcite? Mi ruberanno gli slip? Miranda chiede spiegazioni, preoccupata più per la mortadella che per gli indumenti intimi...La risposta è fornita in un misto di compatimento e compassione: "Gli zaini dovevano essere lasciati dove siamo partiti perchè è lì che torneremo per il cambio e il pranzo!". NO! No! nnnooo!!! e noi faremo 3Km all'andata e altrettanti al ritorno, saltando come circensi su massi scivolosi, appena sopra il pelo dell'acqua, con questi macigni sulle spalle? Quattro ore di cammino rischiando di cadere e di ammollare tutto il contenuto degli zaini in acqua gelata? Ma che abbiamo studiato a fare? Appena arrivo a casa strappo il libretto universitario, altro che specialistica! Vabbè, ormai ci siamo, su, coraggio...Bello è bello, anzi, bellissimo...Ecco, da lontano si intravede il punto in cui guaderemo il fiume. Nelle foto di google si notava che gli escursionisti in quel punto avevano l'acqua che gli arrivava ai polpacci; sarà fredda ma sopporteremo. Avverto il Piccolino, che, come un piccolo canguro, segue sempre la sua mamma in ogni avventura (ancora per quanto??), lo rassicuro e gli fornisco le informazioni che ho. Non penso, testa vuota, che nelle ultime due settimane ha piovuto per diversi giorni e che ci sono stati
pure degli alluvioni, quindi l'acqua del fiume potrebbe essere salita. Non lo penso finchè non ci sbatto di naso: dobbiamo fare un bel tratto di percorso con l'acqua che, a me, arriva ai fianchi! Il Piccolo piange per quanto è gelata! Siamo immersi, con pantaloni, scarponi, zaino! Ditemi che è un'incubo, ditemi che ora mi sveglio. Il Piccolo inizia a piangere e dice che le gambe gli si stanno paralizzando. Cerco di parlare ma la voce non esce, mi manca il respiro per quanto è freddo il fiume. Intanto il gruppo si è volatilizzato. C'era la guida? Non l'ho vista...Immagini di spiagge rilassanti, piscine beate, divani comodi e giardini allettanti si sovrappongono una sull'altra. Ma chi ce l'ha fatto fare?? Chi? Chi? Alla fine, dopo circa due ore di cammino, scopro un'angolo dove si è posato un bel raggio di sole; ci sono anche delle farfalle variopinte e un bel masso piano, pronto a ricevere la mia stanchezza. La decisone è immediata: non farò un passo in più, mi fermo qui e aspetto il gruppo. Dagli scarponi l'acqua esce come da una caraffa e i fantasmini, quelli trendy, non hanno protetto le mie caviglie che, ora, mostrano un bel taglio rosso ciascuna!
zeppo come di consueto con metà casa più Iva e scarponi ai piedi, partiamo all'alba! Ma dove son finiti i calzini da trekking, pagati quanto tre ingressi in piscina? Scappati con il 740 dell'anno scorso! vabbè opto per i "fantasmini", son più trendy! Nei giorni precedenti ho chiesto a Google qualche notizia sul percorso (ormai mi rivolgo a lui per qualsiasi questione, dall'ovulazione al programma di studi, tremo pensando al momento in cui mi risponderà con un meritato:"Vaff.!") e lui mi ha risposto vago, distraendomi con immagini mozzafiato e scenari fiabeschi che hanno preso il sopravvento! (...Son giovane...Son spensierata...Son sognatrice...E che ci volete fare?). In pulmann, quando mi accorgo che è già passata un'era geologica da quando siamo partiti, mi rendo conto che non mi ero informata neppure sulla distanza. A dire il vero mi ero accontentata della risposta di una razionale Miranda che mi aveva assicurato: "...una mezz'oretta, quaranta minuti, siamo là...". A un certo punto del tragitto, come una milanese snob che vive in centro città, costringo l'autista a fermarsi perchè ho la nausea e stò da cani, come dopo una bella sbornia di gioventù! Per fortuna riesco a scendere prima di fare vittime in pulmann e , fuori, appoggiata al guard rail in posizione tipica, mi chiedo, sopraffatta:"...ma cosa mi riserverà la vecchiaia??". Dopo mille curve o poco più, arriviamo. Ci forniscono i caschi e si comincia la marcia. Tutti corrono, sicuri e impavidi come se fossero sempre vissuti lì. Noi arranchiamo per non perderli. Ma perchè sono così veloci, leggiadri? O cazz! Non hanno gli zaini. Perchè?? Come faranno quando arriveranno alla meta agognata, bagnati e affamati? Si mangeranno le nost
re focacce farcite? Mi ruberanno gli slip? Miranda chiede spiegazioni, preoccupata più per la mortadella che per gli indumenti intimi...La risposta è fornita in un misto di compatimento e compassione: "Gli zaini dovevano essere lasciati dove siamo partiti perchè è lì che torneremo per il cambio e il pranzo!". NO! No! nnnooo!!! e noi faremo 3Km all'andata e altrettanti al ritorno, saltando come circensi su massi scivolosi, appena sopra il pelo dell'acqua, con questi macigni sulle spalle? Quattro ore di cammino rischiando di cadere e di ammollare tutto il contenuto degli zaini in acqua gelata? Ma che abbiamo studiato a fare? Appena arrivo a casa strappo il libretto universitario, altro che specialistica! Vabbè, ormai ci siamo, su, coraggio...Bello è bello, anzi, bellissimo...Ecco, da lontano si intravede il punto in cui guaderemo il fiume. Nelle foto di google si notava che gli escursionisti in quel punto avevano l'acqua che gli arrivava ai polpacci; sarà fredda ma sopporteremo. Avverto il Piccolino, che, come un piccolo canguro, segue sempre la sua mamma in ogni avventura (ancora per quanto??), lo rassicuro e gli fornisco le informazioni che ho. Non penso, testa vuota, che nelle ultime due settimane ha piovuto per diversi giorni e che ci sono stati
pure degli alluvioni, quindi l'acqua del fiume potrebbe essere salita. Non lo penso finchè non ci sbatto di naso: dobbiamo fare un bel tratto di percorso con l'acqua che, a me, arriva ai fianchi! Il Piccolo piange per quanto è gelata! Siamo immersi, con pantaloni, scarponi, zaino! Ditemi che è un'incubo, ditemi che ora mi sveglio. Il Piccolo inizia a piangere e dice che le gambe gli si stanno paralizzando. Cerco di parlare ma la voce non esce, mi manca il respiro per quanto è freddo il fiume. Intanto il gruppo si è volatilizzato. C'era la guida? Non l'ho vista...Immagini di spiagge rilassanti, piscine beate, divani comodi e giardini allettanti si sovrappongono una sull'altra. Ma chi ce l'ha fatto fare?? Chi? Chi? Alla fine, dopo circa due ore di cammino, scopro un'angolo dove si è posato un bel raggio di sole; ci sono anche delle farfalle variopinte e un bel masso piano, pronto a ricevere la mia stanchezza. La decisone è immediata: non farò un passo in più, mi fermo qui e aspetto il gruppo. Dagli scarponi l'acqua esce come da una caraffa e i fantasmini, quelli trendy, non hanno protetto le mie caviglie che, ora, mostrano un bel taglio rosso ciascuna!Comunque, tutto è bene ciò che finisce bene,come si suol dire; alla fine ci attendeva uno spazio attrezzato con bei
tavoli di legno e tanto verde. Ci siamo liberati degli abiti zuppi e abbiamo pranzato allegramente, in una bella frescura, con una simpatica e rilassante compagnia che ci ha offerto salsicce grigliate, patatine, dolcetti al cioccolato e noccioline.
tavoli di legno e tanto verde. Ci siamo liberati degli abiti zuppi e abbiamo pranzato allegramente, in una bella frescura, con una simpatica e rilassante compagnia che ci ha offerto salsicce grigliate, patatine, dolcetti al cioccolato e noccioline.Dico solo una cosa ancora: se qualcuno organizza una gita là, sappia che io ci son già stata e cedo il posto...
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martedì 23 marzo 2010
EMOZIONI A VENEZIA....
Sono stata a Venezia tre giorni. Volevo viverla prima del "promesso sindaco". Prima della stagione piena. Prima che succedesse qualsiasi cosa per cui non potevo più andare. Forse non me lo potevo permettere quest'ennesimo viaggio, ma ho preso un'impegno con me stessa: prendermi cura della mia dose di felicità.
Ieri, il giorno dopo il rientro, ho avuto la risposta della biopsia che attendevo: negativa! Così Venezia sarà contrassegnata ancor più, nei miei ricordi, di emozioni che sanno di attaccamento alla vita, di istinto primordiale, di crescita e tempo che fugge.
Il viaggio l'ha organizzato il mio amico Francesco, con la razionalità e l'inquietudine che, dentro di lui, sono sempre in perenne lotta. Ho portato anche mia madre, spinta da quell'accudimento protettivo che nasce alla soglia dei quarant'anni verso la donna più importante della nostra vita, specie se questa è diventata di colpo fragile, bisognosa di guida e vicina ai settanta. Specie se Venezia non l'aveva mai vista e le scopri, con piacere infinito, una curiosità infantile di fare nuove esperienze. C'era anche il Piccolino che, data l'assenza del padre, ha ritenuto naturale sostituirlo nei gesti prettamente maschili e nell'affettuosa protezione ve
rso di me. Inaspettatamente ho avuto vicino un piccolo uomo premuroso, appassionato di fotografia. Ma quando è successo che il mio pulcino è diventato tanto grande?
E son stati giorni di passeggiate infinite, alla ricerca di vicoli e segreti, di profumi e arte. La quiete, le scarse parole, lo stupore per lo scenario romantico e suggestivo, hanno caratterizzato le giornate.
Sono stata bene, siamo s
tati bene. Lontani da un'umanità sconveniente, almeno nello spirito. Ho percepito la mancanza di Fred, come un senso di incompletezza, come un fastidio nello stomaco. Ho realizzato la naturale separatezza con l'Adolescente che, al telefono, era sempre di fretta, impegnato in mille questioni inderogabili. Ho avvertito l'urgenza di cogliere tutte le occasioni di star bene che si presentano nella nostra vita. E ho deciso che, se un giorno mi verrà data la possibilità di decretare una legge, fisserò una multa "salata" a chi non coglie le opportunità al volo. Attenta, Miranda!
rso di me. Inaspettatamente ho avuto vicino un piccolo uomo premuroso, appassionato di fotografia. Ma quando è successo che il mio pulcino è diventato tanto grande?
E son stati giorni di passeggiate infinite, alla ricerca di vicoli e segreti, di profumi e arte. La quiete, le scarse parole, lo stupore per lo scenario romantico e suggestivo, hanno caratterizzato le giornate.
Sono stata bene, siamo s
tati bene. Lontani da un'umanità sconveniente, almeno nello spirito. Ho percepito la mancanza di Fred, come un senso di incompletezza, come un fastidio nello stomaco. Ho realizzato la naturale separatezza con l'Adolescente che, al telefono, era sempre di fretta, impegnato in mille questioni inderogabili. Ho avvertito l'urgenza di cogliere tutte le occasioni di star bene che si presentano nella nostra vita. E ho deciso che, se un giorno mi verrà data la possibilità di decretare una legge, fisserò una multa "salata" a chi non coglie le opportunità al volo. Attenta, Miranda!
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martedì 19 gennaio 2010
Wilma è tornata...
Son tornata da Parigi da alcune ore e sono ancora invasa da mille emozioni. Veramente ingarbugliate e difficili da decifrare. Inanzitutto mi vien da dire che, pur non avendo prestato attenzione alle previsioni astrologiche del nuovo anno appena iniziato son certa che il 2010 non è l'anno della vergine! Che c'entra con Parigi??!! C'entra, c'entra...
Partiamo dall'inizio: Sabato mattina partenza dall'aeroporto di Bologna. Siamo in perfetto orario, il tempo è con noi. Alle 10,20 è previsto il nostro volo! Saremo a Parigi in mattinata! Arriviamo eccitati e pieni di speranze: io, Fred, il Piccolo e l'Adolescente. Dietro e davanti a noi, in fila, uomini, donne, bambini, tutti in trepida attesa. Percepisco le loro aspettative dai sorrisi, dai gesti, da alcune parole rubate...Dopo una breve attesa inconcludente comincia a girar voce che il volo è stato rimandato causa nebbia ma la certezza (dopo mille richieste) arriva dopo più di un'ora di fila, gomitate, caldo, valige intralcianti, giubbetti invernali, visi rattristati, sogni infranti...Che facciamo? La stanchezza si affaccia e ci rende tutti nervosi. Ai miei figli vien quasi da piangere, io vorrei sfogarmi picchiando qualcuno a caso (il pensiero va a un noto personaggio, piccolo di statura e calvo, da poco malmenato, quindi pronto per una replica...). In massa ci catapultiamo alla biglietteria per un rimborso. Io e i due fratelli siamo inconsolabili. Ma Fred è ancora pieno di speranze:"Non vi preoccupate, andremo a Parigi!". Deciso a far decollare il sogno trova la soluzione: "Partiremo con il prossimo volo, da Pisa!". Ci rimettiamo in marcia, i sorrisi si riaccendono...La partenza però è alle sette di sera, voleremo con il buio, dovremo fare un'altro viaggio in macchina e poi il ritorno sarà comunque a Bologna perchè da Pisa, lunedì, il volo è previsto solo al mattino...Pensieri pessimistici si associano ad altri desiderosi di svago...Fred non molla: lunedì sera, a Bologna, prenderemo il treno fino a Pisa. La giornata di sabato a Parigi è ormai andata...In aeroporto, a Pisa, i soliti riti di partenza. La stanchezza e la delusione cominciano a dar segni evidenti. Ad un certo punto dall'altoparlante mi chiamano a gran voce:"Il passeggero Wilma è attesa con urgenza per un controllo..." E CHECCAZZ! Lasciamo i pargoli in attesa, semi-abbandonati in mezzo a sconosciuti e andiamo insieme a svelare l'arcano. Fred viene reclutato da poliziotti enigmatici e perentori. Resto in attesa per un tempo indefinibile. In preda a mille pensieri e varie esclamazioni, tutte irripetibili! Finalmente Fred riemerge: è incazzato nero con l'Adolescente! La sua cintura bruttissima, causa di mille estenuanti discussioni, con la fibbia a forma di minuscola pistola, tutta ricoperta di ridicoli brillantini, ha creato il "panico-attentato"!
Alla fine partiamo. Arriviamo a Parigi di notte, oltretutto piove...
Il ritorno? Altrettanto tragico! Tanto che il Piccolo, stanotte, in treno, facendo riferimento ad una conversazione di qualche giorno fa tra me e suo padre (ma quello ci ascolta sempre, anche quando non c'è? mette forse delle telecamere?"), ha sentenziato:"ora un trauma ce l'ho anch'io: è questo viaggio!". Dico solo che abbiamo rischiato di perdere l'ultimo treno, che lo abbiamo preso al volo, senza biglietto, che arrivati al parcheggio dell'aeroporto di Pisa Fred ha inserito il biglietto per pagare la sosta e, dopo inutili tentativi, ha scoperto che era quello di Bologna e che forse quello di Pisa l'aveva buttato...Insomma, mi fermo qua...Ho reso l'idea?
Comunque negli occhi, nel cuore, ho le meraviglie di quella romantica città, malgrado tutto. Che mi ha regalato due giorni stupendi, oltretutto di sole...
Ho visto il Louvre, la Torre Eiffel, l'Arc de Triomphe, le Champs-Elysèes...Ho attraversato il ponte sulla Senna, annusato i profumi inconfondibili, assaggiato le specialità delle brasserie, sognato alla Fayette e riso tanto, e condiviso tutto questo con le persone che amo di più al mondo. Assolutamente senza prezzo. E se un prezzo c'era l'ho pagato!
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lunedì 16 novembre 2009
TORINO E LA "DONNA SENZA ETA'"....

Siamo stati qualche giorno a Torino. Ospiti di una meravigliosa donna senza età e della sua famiglia. Siamo tornati molto più ricchi di quando siamo partiti. Negli occhi, nel cuore, tanti momenti intensi da ricordare. Torino è una città aristocratica e accogliente, che in autunno, per vezzo, per magia, si colora di rosso amaranto, di giallo ocra, di arancio. E si profuma di cioccolato fondente e gianduia. Torino è liberty. Come la "Donna senza età". E come lei ti seduce in interminabili passeggiate sul lungo Po,
dove si snodano i ricordi e i sogni, i dolori e gli amori. Il percorso lungo il fiume, che continuamente cambia per stupire il viandante, affascina, eccita, stanca, commuove...Come la vita vissuta intensamente. Come un bel libro cominciato, che non è ancora del tutto scritto, che forse non sarà mai compiuto ma che, proprio per questo, fa esplodere sogni e batticuori. Grazie per l'ospitalità, che è stata tanto empatica da permettere l'incontro e l'apertura l'un l'altro e tanto genuina da farci assaporare un benessere caldo e piacevole. Torneremo senz'altro. O forse siamo ancora lì, perchè non si lascia mai del tutto ciò che ci ha regalato emozioni.
dove si snodano i ricordi e i sogni, i dolori e gli amori. Il percorso lungo il fiume, che continuamente cambia per stupire il viandante, affascina, eccita, stanca, commuove...Come la vita vissuta intensamente. Come un bel libro cominciato, che non è ancora del tutto scritto, che forse non sarà mai compiuto ma che, proprio per questo, fa esplodere sogni e batticuori. Grazie per l'ospitalità, che è stata tanto empatica da permettere l'incontro e l'apertura l'un l'altro e tanto genuina da farci assaporare un benessere caldo e piacevole. Torneremo senz'altro. O forse siamo ancora lì, perchè non si lascia mai del tutto ciò che ci ha regalato emozioni.
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12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!
L'Italia è sull'orlo del precipizio, ci aspettano mesi di tagli e manovre "lacrime e sangue", l'opposizione è inesistente e Mario Monti non è il nostro eroe ma almeno...BERLUSCONI SI E' DIMESSO!!!
SE NON ORA QUANDO?
FIRENZE, 13 FEBBRAIO 2011.
