FRANCESCO MUSANTE

FRANCESCO MUSANTE
UNA ROSA LA LUNA E LA NOTTE INTERA PER PENSARE A TE

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.
I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita ma se leggevi loro le favole. Betty Hinman
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venerdì 30 dicembre 2011

2011, non uno come tanti....

Addio 2011...
Anno intenso, sorprendente, tragico, rivoluzionario...
anno di lutti e di sommosse,
imprevedibile, drammatico.
Anno di odio e di rabbia, di sangue e di rivolta, di grandi cambiamenti, di tragedie irreparabili, di presa di coscienza, di assunzione di responsabilità.
Anno di crescita, di entusiasmanti scoperte, di voglia di cambiare tutto.
Anno che ci ha stupito, risvegliato, appassionato, cambiato per sempre.
Lungo, generoso e denso come un secolo.
Fecondo di eventi sorprendenti ed inattesi, di opportunità insolite, di avvenimenti memorabili.

La Primavera araba, i tentativi di repressione, l'addio al potere di Ben Alì in Tunisia, e di Hosni Mubarak in Egitto, le donne italiane in piazza perché "se non ora quando", lo tzunami in Giappone e l’uscita di materiale radioattivo a Fukushima,

il referendum-ricatto di Mirafiori, i 150 anni dell’Unità d’Italia, il tricolore alle finestre, l’uccisione di Bin Laden, la vittoria del centrosinistra alle amministrative, la voglia di cambiamento,
Pisapia, De Magistris e Zedda sindaci di buone speranze, il trionfo sul web dell'ironia contro una certa arroganza politica, la partecipazione popolare ai referendum e il trionfo dei sì, Londra che brucia, i riot, la follia razzista, le bombe di Oslo,
l'omicidio dei ragazzi di Utoia, gli insospettabili neutrini più veloci della luce, le cazzate della Gelmini (più veloci dei neutrini!), la morte del Sic, il Venerdì della rabbia e la repressione in Siria,l’addio di Santoro alla Rai, la scommessa di Servizio Pubblico,
la protesta contro Wall Street, il 99%,
la crisi della Grecia, la paura del default, le agenzie di rating e lo spread, l’indipendenza del Sudan,
l’alluvione delle Cinque Terre, i morti di Aulla, Genova travolta dall'acqua, le dimissioni di Berlusconi,
Re Giorgio e il governo Monti, la morte di Steve Jobs, gli Indignados spagnoli, la scelta di Monicelli e di Magri, le proteste contro Putin, e ancora la repressione, la fine della guerra in Iraq,
di nuovo la follia razzista, l'omicidio di due senegalesi a Firenze,
la cattura e l'uccisione di Gheddafi, i funerali di Kim Jong II,
la morte di Giorgio Bocca, la chiusura di Liberazione.
Ma di questo anno sopratutto non dimenticherò le piazze, le piazze di tutto il mondo, di Atene, di Londra,
di Madrid, di Roma, di New York, di Tripoli, del Cairo, di Damasco, di Mosca, della Tunisia, del Marocco, dell'Algeria.
Piazze piene di giovani, di voglia di cambiamento, di partecipazione, di riscatto.
Piazze di lotta e di speranza.
ADDIO 2011, non sei stato uno dei tanti, non ci hai lasciati immutati, indifferenti, apatici.
Ed a voi tutti....BUON ANNO!

lunedì 25 aprile 2011

BUON 25 APRILE!

Io, quella volta lì, avevo sessant’anni. Eravamo nel 2000 o giù di lì. Praticamente ora. E vedendo le nuove generazioni, i venticinquenni di ora così diversi mi domando: che eredità abbiamo lasciato ai nostri figli?

Forse, in alcuni casi, un normale benessere. Ma non è questo il punto.

Voglio dire… un’idea, un sentimento, una morale, una visione del mondo… No, tutto questo non lo vedo.

Allora ci saranno senz’altro delle colpe. Sì, il coro della tragedia greca: i figli devono espiare le colpe dei padri. Siamo stati forse noi padri insensibili, autoritari, legislatori di stupide istituzioni? No. Allora dove sono le nostre colpe?

Un momento, era troppo facile per noi essere pacifisti, antiautoritari e democratici.

I nostri padri avevano fatto la Resistenza. Forse avremmo dovuta farla anche noi, la Resistenza. E’ sempre tempo di Resistenza.

Perché invece di esibire il nostro atteggiamento libertario non abbiamo dato uno sguardo all’avanzata dello sviluppo insensato?

Perché invece di parlare di buoni e di cattivi non abbiamo alzato un muro contro la mano invisibile e spudorata del mercato?

Perché avvertivamo l’appiattimento del consumo e compravamo motorini ai nostri figli?

Perché non ci siamo mai ribellati alla violenza dell’oggetto?

Il mercato ci ringrazia. Gli abbiamo dato il nostro prezioso contributo.

Ma voi, sì, voi come figli, non avete neanche una colpa?

Dov’è il segno di una vita diversa? Forse sono io che non vedo.

Rispondetemi: dov’è la spinta verso qualcosa che sta per rinascere?

Dov’è la vostra individuazione del nemico?

Quale resistenza avete fatto contro il potere, contro le ideologie dominanti, contro l’annientamento dell’individuo?

D’accordo, non posso essere io a lanciare ingiurie contro la vostra impotenza. C’ho da pensare alla mia.

Però spiegatemi: perché vi abbandonate ad un’inerzia così silenziosa e passiva?

Perché vi rassegnate a questa vita mediocre senza l’ombra di un desiderio, di uno slancio, di una proposta qualsiasi?

Forse il mio stomaco richiede qualcosa di più spettacolare, di più rabbioso, di più violento? No! Di più vitale, di più rigoroso, qualcosa che possa esprimere almeno un rifiuto, un’indignazione, un dolore…

Quale dolore? Ormai non sappiamo neanche più cos’è, il dolore. Siamo caduti in una specie di noia, di depressione… Certo, è il marchio dell’epoca. E quando la noia e la depressione si insinuano dentro di noi tutto sembra privo di significato. Il dolore è visibile, chiaro, localizzato, mentre la depressione evoca un male senza sede, senza sostanza, senza nulla…salvo questo nulla non identificabile che ci corrode.

GIORGIO GABER

lunedì 16 novembre 2009

IL MURO DI BERLINO: Accadeva vent'anni fa...

In quei giorni la Storia, inarrestabile e impietosa, arrivava a Berlino con passi di baldanza. Crollava quel muro odioso che divideva Berlino e il mondo intero. Lo vedevamo, attraverso lo schermo della tv nel telegiornale delle 20:00, fatto a pezzi a tempo di musica da folle di giovani ventenni esultanti e in festa. Li guardavamo, increduli, quei nostri coetanei berlinesi ballare, felici, sulle macerie. Liberi finalmente. E pieni di speranza.
Io avevo, allora, vent'anni. Vent'anni appena compiuti, una vita davanti piena di promesse e una tenace, ingenua convinzione. Quella di sapere già tutto. Mentre non sapevo un bel niente.
Crollava il Muro e, implacabile e misteriosa, la Storia cambiava direzione e metteva fine ad un'epoca. E così, da quello schermo, io assistevo, sbigottita, gli occhi umidi di lacrime, alla fine di un Mondo. Può sembrare strano, oggi, e molti, nati dopo quel 1989, non capiranno, ma quei giorni non furono giorni di festa per tutti. Infatti, per alcuni di noi che, ingenuamente, avevano creduto di poter costruire un mondo diverso, una società più egalitaria, e più giusta, sotto quelle macerie si seppelliva un Sogno. Scompariva un'Idea. Per quelli di noi, che quel Sogno condivisero e perseguirono, il crollo del Muro lasciò un vuoto incolmabile. Improvvisamente ci ritrovammo orfani, ad aprire gli occhi su una realtà spietata che non eravamo riusciti a vedere. Noi che, ostinatamente, avevamo cercato di non udire il sinistro scricchiolio delle travi che cedevano e delle crepe che si aprivano, sempre più ampie, sempre più pericolose, ci accorgemmo del crollo solo di fronte alle macerie fumanti. La Storia, inarrestabile, noi non la sentimmo arrivare. E ci lasciò così, inermi, e sgomenti. Improvvisamente orfani. E senza speranza.
Perchè il Muro nel suo ineluttabile crollo, trascinò con sè anche la possibilità di immaginare altri modi di stare su questo mondo, di crescere e di prosperare insieme. Da quel giorno ha prevalso un unico, totalizzante, modello di società. Quello occidentale, che, dopo la caduta del Muro, ha rotto ogni indugio e sta precipitando, irresponsabile e senza freni verso i suoi eccessi. Questo modello è rappresentativo di una società che persegue il piacere personale ed immediato prima di tutto, invoca il perseguimento ossessivo dei propri interessi, esalta il guadagno facile, le speculazioni selvagge e il successo immeritato, si ammanta di moralismo e se ne fotte dell'etica e del bene comune. Una società in cui un individuo è valutato in base a ciò che possiede e alle amicizie importanti su cui può far leva e non dalla coerenza e onestà dei propri atti. Una società che ama l'arte e la cultura solo come fonti di immediato guadagno. Una società che proprio non mi piace.
Sbagliavamo allora. Ma inseguivamo un sogno. Avevamo un'alternativa. Potevamo pensare che un altro mondo era possibile e a portata di mano.
Dopo vent'anni, il vuoto lasciato dalla caduta del Muro di Berlino ancora niente l'ha colmato. Allora non scesi in piazza a ballare e a festeggiare. E, francamente, non mi sento di festeggiare neanche oggi.

martedì 10 novembre 2009

IL MURO DI BERLINO

Il parlamento italiano, con la legge n. 61 del 15 aprile 2005, ha dichiarato il 9 novembre "Giorno della libertà", quale ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.

"Oggi a Berlino sono rimasti pochi resti di quel muro che 20 anni fa era un simbolo di divisione e di repressione. Tuttavia, rimangono in piedi muri che rendono alcune persone più uguali di altre sul piano del godimento dei diritti umani. Nonostante le minacce, le intimidazioni e gli arresti, i difensori dei diritti umani in ogni angolo d'Europa, stimolati dall'energia sprigionata dal crollo del Muro, continuano a lottare per un continente dove tutti i diritti umani siano rispettati, per tutti"

(Duckworth- Amnesty International)

martedì 28 aprile 2009

BUON COMPLEANNO!!!!

...e per festeggiare che ne dici di un buon aperitivo?
(come vedi è già pronto)

sabato 25 aprile 2009

...ORA E SEMPRE RESISTENZA!

A tutti quelli che ogni giorno resistono
alla voglia di mollare tutto e di prendere a sassate chi ci governa,
alla crisi economica da precari, da cassaintegrati, da disoccupati,
alle battute del Presidente, ai suoi scherzi idioti, alla voglia di prenderlo a calci nel culo,
alle parole interessate di chi lo difende a spada tratta e alla sprovvedutezza di chi lo ha votato,
all'asservimento servilistico dei sindacati,
alla contrattazione non contrattata,
a condizioni di lavoro infami, a stipendi da fame,
a interminabili attese per un controllo medico,
all'incuria degli Enti locali, alla lentezza della burocrazia,
alla tentazione di espatriare da un Paese irriconoscibile,
a programmi televisivi vuoti ed inutilmente dispendiosi,
alla vergogna degli stipendi d'oro di calciatori e star televisive,
alla popolarità di imbecilli chiusi in una casa a non far niente,
al revisionismo storico che ci vuol far credere che l'Olocausto non c'è mai stato,
alla pacificazione nazionale che vorrebbe pietà per i morti di Salò quando pietà era morta,
all'omologazione al pensiero unico,
alla disgregazione della sinistra,
alla frammentazione dei comunisti,
all'inopposizione dell'opposizione,
al disprezzo condito di luoghi comuni di chi vorrebbe alzare confini tra l'Italia ed il resto del mondo,
alla fame e alla sete durante traversate in mare su barche fatiscenti,
all'intolleranza di chi è nato per caso nella parte più ricca del mondo,
all'indifferenza di chi decide di non guardare e di non vedere,
alla disperazione perchè non ha più che una tenda della Protezione Civile come riparo per la notte,
insomma
ai tanti che ogni giorno cercano di resistere
BUON 25 APRILE!

venerdì 19 settembre 2008

Il giorno del mio compleanno

Ho pensato tanto a cosa desidererei per festeggiare il mio compleanno...Dopo tanto pensare, ho deciso! Sono anche molto soddisfatta della scelta! Potrei spiegarvelo a parole ma per evitare fraintendimenti vi invio il modello, così son certa che lo capite bene e non vi sbagliate.

Spero non abbiate difficoltà a trovarlo...Aspetto fiduciosa!!!!

Vostra Wilma-in attesa

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!
L'Italia è sull'orlo del precipizio, ci aspettano mesi di tagli e manovre "lacrime e sangue", l'opposizione è inesistente e Mario Monti non è il nostro eroe ma almeno...BERLUSCONI SI E' DIMESSO!!!

SE NON ORA QUANDO?

SE NON ORA QUANDO?
FIRENZE, 13 FEBBRAIO 2011.