FRANCESCO MUSANTE

FRANCESCO MUSANTE
UNA ROSA LA LUNA E LA NOTTE INTERA PER PENSARE A TE

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.
I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita ma se leggevi loro le favole. Betty Hinman

giovedì 13 agosto 2009

IL GURU CI RIPENSA...

Qualche giorno fa a me e a Miranda, mentre stiamo facendo la classica passeggiata dal parcheggio alla spiaggia, ci cade l'occhio su un bel poster di Baglioni, incollato sui cartelloni pubblicitari. Si, proprio lui, Claudio. Quello che nei ricordi ha il capello nero corvino, sulle spalle, l'occhio misterioso e il sorriso accattivante. Annuncia un tour. Il viso stampato è quello di un signore brizzolato, vittima del tempo impetuoso. Ancora bello, ma datato, inesorabilmente. Cattura la nostra attenzione il titolo, la frase d'effetto, che accompagna l'annuncio dell'evento. Suona più o meno così: "LA STORIA DI UN GRANDE AMORE, CHE NON DURA TUTTA LA VITA MA TE LA CAMBIA PER SEMPRE". Dico io, o Claudio, nella nostra giovinezza, negli anni migliori della nostra vita ci hai confuso, imbambolato, condizionato, parlandoci di "piccoli grandi amori", che ti fanno perdere "dentro il rosso di un tramonto", ci hai descritto un "amore bello come il cielo, bello come giorno, bello come il mare"... Hai urlato "ti voglio, quanto ti voglio...e non posso fare a meno di te..."...e via di questo passo. Ho in mente mille frasi, decine di canzoni dove tiri avanti con il solito discorso sull'amore di tutta la vita, che doveva resistere alle intemperie del tempo, sempre con la stessa intensità, che ti faceva dire:"mi basta tenerti per mano e volevo portarti lontano lontano e non so fare a meno di te..." Non vorrei fare polemica ma, te lo ricordi Claudio?, dicevi:"mi sembra già che non potrò più farne a meno"... Ora ti rimangi tutto? Non potevi dirlo prima? Che bella fregatura eh?! E intanto la vita è cambiata, ha preso una svolta, determinata da quell'amore che, Mannaggia!, non dura per niente tutta la vita con la stessa intensità... Abbiamo deciso: al tuo concerto questa volta non verremo! Wilma e Miranda boicottano il tour! Deluse dal loro guru, enormemente...

martedì 11 agosto 2009

La Comunità

In spiaggia, ogni anno, si crea una piccola comunità. E' un organismo che, da un punto di vista sociologico, ha caratteristiche simili ad un organizzazione sociale in cui i valori, le aspettative, le priorità, sono condivise. Gli imperativi sono la cordialità senza coinvolgimento emotivo, andare formalmente d'accordo, farsi i fatti propri. I valori emergenti sono la famiglia, la fedeltà coniugale, l'accudimento dei figli, l'abbronzatura, gli sconti nei supermercati, il programma degli eventi estivi e la pesca subacquea. Come in ogni comunità che si rispetti, l'individualità non è considerata; a meno che non sia una manifestazione eccezionale dei valori condivisi: ad esempio, si parla volentieri della più abbronzata della spiaggia o della Signora, non più giovanissima, alla terza gravidanza ed anche dei successi scolastici del figlio di...Ovviamente si presentano dinamiche interessanti ogni volta che si presenta un "dissidente", una "voce fuori dal coro", un'estraneo che potrebbe mettere in crisi il sistema dei valori del piccolo dorato mondo in cui si trascorre l'estate. Qualche giorno fa, l'ovattato clima dei benpensanti, satolli e rilassati, adulti e inclini ad un umorismo velatamente allusivo a tematiche erotiche-sessuali, è stato turbato da un'avventata frase di un adolescente sconosciuto, in preda alla consueta tempesta ormonale. Si "narra" che l'adolescente in questione, arrivato da poco nel gruppo, al telefono con "il principe azzurro" di una tredicenne lì presente, lo abbia allertato avvertendolo:"vieni subito che questa qui ha voglia del tuo cazzo!". E' successo il terremoto! Si sono fatte dissertazioni varie sulla gioventù che, ormai, è completamente allo sfascio, sul tramonto dei valori, sulla crisi della funzione genitoriale, sul bullismo e la devianza, sulle droghe e le dipendenze, su internet e la delegittimazione degli insegnanti, sulla mancanza di regole e l'eccessivo permissivismo. Si sono largamente profuse le esclamazioni di sconcerto, di smarrimento, di sdegno e di disapprovazione. Per ore e ore l'argomento ha tenuto impegnato il gruppo. Ignari dell'acqua cristallina, dei gabbiani che, dagli scogli, si tuffavano eleganti, di un tramonto suggestivo che stava avanzando come un regalo inaspettato, della quiete che il paesaggio marino impone, da sempre. Ero semplicemente allibita, quasi come di fronte alle trasmissioni della De Filippi. Inanzitutto mi son chiesta come è arrivata fino a noi questa frase dei ragazzi: un tempo (neanche troppo lontano) i genitori stavano fuori dai nostri discorsi o meglio, noi facevamo di tutto per tenerli fuori... Poi ho ricordato le conversazioni con i coetanei nell'adolescenza: mi sono un pò vergognata. Sono stata assalita dal dubbio di aver condiviso le mie giornate con un gruppo di depravati, violentatori e delinquenti... Per fortuna mia madre, alle soglie dei settant'anni, mi ha tranquillizzato senza saperlo: ha scosso la testa più volte, in segno di dissenso totale ed ha sentenziato:"Sciocchezze! E' l'età, son gli ormoni..." poi, saggia, equilibrata,serena, mi ha confidato:"Già cinquant'anni fa, quando passavi per strada, i più audaci ti gridavano, ridendo:"me la dai?"...e proprio loro, ora, fingono di scandalizzarsi!". Come si dice? Si nasce incendiari, si muore pompieri... "...Una vecchia mai stata moglie, senza più figli senza più voglie, si prese la briga e, di certo, il gusto, di dare a tutte il consiglio giusto..." (De Andrè "Bocca di Rosa")

lunedì 10 agosto 2009

Se metti l'inconscio ai piedi...

Arrivo al mare tardi. Niente parcheggio, come al solito. Faccio scendere Il Piccolo e riparto: so dove potrò trovare un parcheggio libero. C'è sempre posto lì, perchè è un po' lontano dalla spiaggia e nessuno ha voglia di farsi un km a piedi per raggiungere il mare. La gente preferisce girare invano, sotto il sole, imprecando e sperando che qualcuno se ne vada, lasciando libero il posto e, se non ha questa fortuna, piazzare l'auto in mezzo, in doppia o terza fila, fregandosene se gli altri non riescono ad uscire o semplicemente a passare. Io, invece, sono felice di avere l'occasione di farmi una breve passeggiata e di attraversare l'antica pineta ombreggiata, antistante la spiaggia, costeggiata da un torrente verdazzurro, popolato da germani reali dal piumaggio iridescente e da anatre che scortano, in fila, i loro pulcini. Mentre mi godo l'ombra e lo splendido panorama scorgo un uomo in bicicletta. Un tipo interessante e... interessato. Sono in imbarazzo perchè, lo ammetto, dopo la maternità e con gli anni mi è diventato molto difficile essere seduttiva, fare la donna, sorridere ammiccante. Comunque non stamattina, no stamattina voglio proprio provarci! Lui mi lancia sguardi intriganti e io, contraccambio sfacciatamente. Tento pure con un sorriso ma, a quel punto, i miei piedi... sapete cosa fanno? Incespicano! Io che, ondeggiando sinuosa e sicura, ho attraversato, su tacchi improbabili e pericolosamente vertiginosi, i terreni più insidiosi, vado ad incespicare su un semplice cenno d'interesse da parte di un uomo! Credevo di avere il pieno controllo ed invece i miei piedi mi sfuggono, fanno i fatti loro, obbediscono al mio inconscio e mi fanno fare delle figure di m....
MALEDETTI PIEDI, lo volete capire chi è qui che comanda?

sabato 8 agosto 2009

LE FERIE..

E' un'estate diversa.. Il lavoro occupa quasi tutte le mie giornate,risucchia le mie energie.. Ogni giorno controllo la mia agendina e conto le ore,i giorni,le settimane che si susseguono..e penso: "Se lunedì lavoro la mattina e poi anche il pomeriggio, però martedì riesco a rilassarmi diciamo.. dalle cinque.. se sabato prossimo è l'ultimo di luglio..mm vediamo un pò se voglio organizzare una cena.." e via dicendo.. Intendiamoci,non sono a lavorare in fabbrica in un'afosa città lontana da lidi rigeneranti! Son fortunata..vivo vicina al mare e il mio lavoro continua lì..in spiaggia,tra buche e secchielli: "Bimbiii non allontanatevi dalla riva!!" "Bimbiii venite a raccogliere le palette!" e le loro vocine:"Tata io ho fameee!" "Tata mi scappa la pipìì!" La mia Piccola gioca un pò con le piccole pesti poi mi dice:"ok adesso però voglio andare a fare un bel bagno..da sola!!" Il mio ragazzo mi sostiene mooolto spontaneamente in quei 3 minuti che mi servono per andare velocemente in bagno per la pipì e dice:"Si li controllo io,poi quanto mi dai?! ; ) " E l'estate scivola così.. Settimana scorsa ero a terra..energie esaurite,ma una bella serata con Wilma e Miranda,a cena, in una splendida cittadina mi hanno rimesso in piedi!! Potere dell'amicizia..non mi stancherò mai di dirlo!! Poi penso a qualche estate fà..io eternamente stesa sulla battigia con il mio libro ad arrostire al sole per ore,alternando lettura, pisolini e un occhio buttato là al passaggio..a recuperare le energie delle serate danzanti!! E penso:son sempre io quella tipa?? Quella che non avrebbe mai rinunciato al sole non-stop,che usciva tutte le settimane, e disponeva di energia a gò gò?? E allora penso..caz ma saranno mica i 40 che si stanno avvicinando..?? PAURA!!! Ma stamani..finalmente sabato!! Son riposata..penso allla giornata che mi aspetta e a quella di domani.. e vedo le cose da un'altra prospetiva..solo relax marino come piace a me!! E così passa anche la paura dei.. 40!! ; ) Auguro a tutti voi ferie,momenti relax e ricariche energetiche il più innumerevoli possibili!! Un abbraccio, Vostra Samantha

mercoledì 5 agosto 2009

La stanchezza

"Esiste una stanchezza dell'intelligenza astratta ed è la più terribile delle stanchezze. Non è pesante come la stanchezza del corpo e non è inquieta come la stanchezza dell' emozione. E' un peso della consapevolezza del mondo, una impossibilità di respirare con l'anima." Fernando Pessoa
Mi sento così: terribilmente spossata, vinta, fragile, incapace. Avrei voglia di buttarmi sul letto e di dormire ore e ore, di svegliarmi e dormire ancora. Non so dare un nome specifico a questo stato di torpore ma incide significativamente sulle mie relazioni interpersonali. In una parola: non sopporto più nessuno! Sono stanca di giustificare tutto e tutti, di essere comprensiva, instancabile, accomodante, attiva e propositiva. Mi irritano gli abituali comportamenti dei miei familiari e ancor più la consapevolezza di averli sempre tollerati. Questi sentimenti apparentemente bellicosi si esplicitano in uno stato di apatia che potrebbe definirsi tristezza, mancanza di volontà, abulia. Sono sprovvista di emozioni e di desideri. Niente mi coinvolge a pieno... Avrei voglia solo di ingozzarmi di dolci, gelato, cioccolata e patatine, ma son certa che, se cedessi, il senso di colpa mi sommergerebbe... Solo un pensiero mi consola: fortuna che la fase pre-mestruale dura solo qualche giorno!!! Ma allora "tutto" si concentra solo in una banale, scontata, razionale, biologica questione ormonale???!!! Datemi un dirupo che mi ci tiro di sotto!!! Wilma-noiosa, versione quindicenne.

LA VENDETTA DELLE BANCHE

Non so niente di come funzonano le banche. Le detesto con i loro sportelli luccicanti, i marmi lucidi, i cassieri seri e composti. Detesto la lettere che mi mandano, piene di cifre, conti e percentuali impossibili da capire. Inutili, del resto, perchè io mi interesso solo alla voce in fondo: SALDO FINALE. Giusto per sapere se di soldi ne ho ancora o se sono finita in rosso. E neppure so niente di tassi d'interesse, commissioni di scoperto o se sia preferibile un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile... Tutto questo mi è ostico, mi rifugge. Sono una di quelle persone che, quando il monitor del bancomat chiede "desidera ricevere lo scontrino dell'operazione effettuata?", con terrore digita NO. Non ne voglio di scontrini. Li ritroverei tra vent'anni in fondo a qualche borsa o a qualche cassetto. Inutili. Carta sprecata, perchè tanto io non riesco a tenere i conti. Mai. Vado ad occhio. Seguo la filosofia del pressappoco, del più o meno. In banca mi disapproverebbero, così precisi al centesimo loro. Così efficienti.
Una cosa però credevo di averla capita quest'inverno. Tremonti aveva sostenuto che con l'abolizione della commissione massimo scoperto (cioè se uno rimaneva scoperto anche per un solo giorno la banca applicava una percentuale su tutto il trimestre. INGORDI!) le famiglie avrebbero risparmiato dai 30 ai 70 euro per trimestre. Come fosse, come non fosse si doveva risparmiare! E la parola risparmio è chiara pure a me!
"Pronto? Grazie Ministro Tremonti"
Ma oggi la mia banca mi scrive. Mi informa che i termini del contratto sono cambiati e che in caso di conto in rosso c'è una commissione di scoperto di conto per cui dovrò pagare 2 euro al giorno per ogni giorno di scoperto (fino a 1000 euro). Insomma, cambiano le parole ma la fregatura rimane! COME AL SOLITO A GUADAGNARCI SONO SEMPRE E SOLO LE BANCHE!
... "Ministro Tremonti,... è ancora in linea?"

lunedì 3 agosto 2009

MIRANDA E WILMA, MEDAGLIA D'ORO

Ogni estate io e Wilma, anzi più Wilma che io, programmiamo una giornata al parco acquatico. I nostri figli attendono con ansia quel giorno, e, pregustando già tuffi, scivolate, spruzzi e risate, non ci danno tregua finchè non li portiamo. Quest'anno sembrava davvero difficile: la mia auto che fa i capricci, i mariti al lavoro come sempre, amici che si aggregano e disdicono all'ultimo momento, gli impegni di lavoro di Wilma, la mia pigrizia in aumento... Alla fine scegliamo di andare con il treno e alle sette e mezza siamo già in stazione con la truppa ancora assonnata, gli zaini in spalla e le borse frigo piene di ogni bendidio, dalla frutta fresca all'insalata di pollo, perchè mica ci accontentiamo di mangiare quelle focaccine gommose e quelle pizzette unte del bar, Wilma ed io! Dopo quasi due ore di viaggio, due cambi di treni e due kilometri a piedi arriviamo finalmente al parco. Appena entrati i nostri figli spariscono, corrono da uno scivolo all'altro, da una piscina all'altra, impossibile tenerli d'occhio. Tornano solo quando hanno fame o sete e naturalmente mai tutti insieme. Io e Wilma passiamo la giornata a preparare panini, a cercare di avvistare l'uno o l'altro dei nostri figli, a spalmare creme solari ogni volta che riusciamo ad acchiapparne uno, a sgridare e spendere inutili raccomandazioni a tutti, a versare acqua all'assetato di turno. Alla fine ho due bolle sotto i piedi per aver corso tutto il giorno dietro ai ragazzi, sono stanca morta e non ho NEMMENO FATTO IL BAGNO! Non c'è più tempo, al volo saliamo sulla corriera per la Stazione, il tempo di un gelato e già è in arrivo il treno, affollato e maleodorante, un pisolino e di nuovo si scende per prendere di corsa l'ultimo regionale verso casa. La giornata è finita. I nostri figli sono stanchi morti, arrossati nonostante le varie spalmate di crema, orgogliosi e soddisfatti per le bravate compiute e già vogliono sapere quando torneremo.
Dico a Wilma: "Non credi che dopo questa giornata ci meriteremmo la nomina a Cavalieri del lavoro? O almeno una medaglia d'oro?" E lei: "Chissenefrega della medaglia! Ci preparassero anzi la cena stasera!"
...eh sì! Perchè dopo la maratona, appena arrivate a casa, neanche il tempo di una doccia, e ci siamo dovute mettere a cucinare!

mercoledì 29 luglio 2009

Diario di viaggio

Che giornata meravigliosa! Siamo tornate a Monterosso: il paesino più occidentale delle cinque terre, in Liguria. Impossibile trasmettere la poesia che contiene, i profumi che sprigiona, la bellezza naturale che ostenta. E' il paese in cui Montale trascorreva le sue vacanze e che ispirò al poeta versi di una bellezza compiuta e coinvolgente. E' il luogo romantico e sereno dove il mare è cristallino e chiarissimo, di un azzurrino dorato, posato su un tappeto di sassolini bianchi, fini. Ci trovi ricci di mare e stelle marine, pesciolini che ti strusciano le caviglie e scogliere eleganti. Qui possenti piante di aloe, colorati oleandri, e antiche bouganville rosse e viola, arroccate sulla roccia, fanno da sfondo ad un paesaggio affollato, turistico, che mantiene comunque il suo aspetto incontaminato, naturale, prezioso. Siamo partite io e Miranda con la troupe al seguito: i due Piccoli e l'Adolescente imbronciato, che si è unito a noi controvoglia, costretto. E' venuta anche AnimaFragile: paziente e rilassante, bella e ventenne, determinata e intelligente, già incerta sull'esistenza del Principe Azzurro...
Siamo arrivati in treno. Appena usciti dalla stazione il paesino di mare ci ha accolto con le particolarità tipiche dei luoghi balneari: ristori, bazar, profumi di focaccia ligure e di basilico. Una breve passeggiata ci ha condotto fino alla spiaggetta sovrastata dall'imponente statua del gigante: il Dio Nettuno, che regge sulle spalle un singolare giardino pensile. Lì l'acqua del mare ci chiamava insistente e noi non ci siamo fatti pregare: ci siamo immersi al mattino e ne siamo usciti nel tardo pomeriggio. La pelle arrossata e piena di sale come quella dei marinai. Negli occhi la pace di un paesaggio che, ancora, porta speranza.

martedì 28 luglio 2009

NON VEDO, NON PARLO, NON SENTO

Serata noiosissima, alla tv non c'è niente di interessante da vedere. Giriamo da un canale all'altro, annoiati, finchè non ci fermiamo su Italia Uno dove trasmettono una candid camera. Un signore con un furgone si ferma a mettere benzina. Dentro il furgone tiene, immobilizzata sul pavimento, legata e imbavagliata, una ragazza. Pur sapendo che è uno scherzo la scena è di una violenza enorme. Sembra una delle peggiori puntate di Criminal Mind; una delle pagine più brutali di un triller di D. Coontz. La candid camera vuole osservare il comportamento dei vari benzinai quando si accorgono della ragazza. Uno prova, evidentemente impaurito e in imbarazzo, a chiedere spiegazioni, due ragazzi ne ridono divertiti, un altro si scoccia dell'insistenza con cui la ragazza chiede aiuto e l'apostrofa "Che cazzo vuoi?", un signore anziano lo lascia andar via ma corre a chiamare la polizia ma il figlio gli consiglia di lasciar perdere. Pietà è morta. Di fronte a tutte queste persone indifferenti, senza pietà, senza compasione, che preferiscono non correre rischi, pensare ai fatti propri, preoccupate solo di difendere la propria quotidiana tranquillità io mi sento invadere dallo sgomento e dal terrore. Temiamo che qualche pazzo ci possa fare del male. Ma il vero pericolo non sono quei pochi che cercano di nuocere al prossimo ma quelle migliaia di persone perbene, gente onesta e buoni padri di famiglia, che, pur potendo impedirlo, si girerebbero dall'altra parte, fingendo di non vedere. Di fronte al mio muto sbigottimento le immagini continuano a scorrere, dure. Ecco l'ultimo benzinaio. Sente le grida disperate di aiuto della poveretta. Si affaccia al finestrino, la vede e... corre a liberarla. Senza pensare un attimo, senza chiedere, senza paura di intrromettersi in faccende che non lo riguardano. C'è una sola cosa giusta da fare e lui la fa senza tentennamenti. Semplicemente. Umanamente. La normalità sembra ripristinata. Il mondo torna a girare nel verso giusto. Il Principe ha sconfitto il drago e liberato la Principessa. Ma ci voleva così tanto?

venerdì 24 luglio 2009

Vita di mare...

Vivo giornate leggere, semplici e genuine. Penso poco, passeggio molto, parlo di nulla. Faccio vita di mare. Sto con i miei figli. Tra splendide nuotate e interminabili partite a carte, raccogliamo sassi e vetrini, lasciamo asciugare al sole la pelle salina, commentiamo i colori del mare senza parole. Godiamo della semplicità coinvolgente di giornate tutte uguali. Al riparo dal mondo. Immersi in un ritmo dall'odore salmastro che ricorda la salsedine e le alghe marine. Al termine della giornata ci attende una stanchezza buona, che concilia il sonno.
Ricordo le giornate della mia infanzia, al mare con mia nonna. Arrivavamo in spiaggia con il pullman; era sempre stracarico, di gente, di odori, di palette, secchielli e bambini eccitati. La nonna, energica e senza età, piantava l'ombrellone nel tratto di spiaggia che a lei sembrava più bello: vicino a un'amica, lontano dall'acqua, un pò appartato.
Appena arrivati, noi bambini cominciavamo a chiedere "l'ora del bagno": la risposta era sempre la stessa, "non prima delle quattro!". Non ricordo tentennamenti nè scenate da parte degli adulti. E noi aspettavamo le quattro, chiedevamo di continuo ma non c'erano sconti. Alle quattro in punto "il gruppo" si fiondava in mare ed era felicità allo stato puro. Gli adulti, in genere mamme e nonne, si mettevano di vedetta, non ci perdevano mai di vista nè si tuffavano mai a giocare con noi. Trascorsa mezz'ora ci mostravano gli asciugamani aperti e noi uscivamo schiamazzando allegramente, pronti per la merenda, già fantasticando sui giochi con la sabbia che sarebbero seguiti, mentre gli adulti giocavano a tombole improvvisate, accostando i teli da mare e gli ombrelloni, con l'occhio vigile su di noi e sull'orario, attenti a non perdere l'unico pullman del ritorno.
Sembra un secolo fa. Un'altra Italia. Eppure non è passato molto. Mi chiedo cosa ci sia successo così in fretta. Mi chiedo se è davvero progresso questa assenza di gruppo che avverto, questa chiusura nella propria individualità familiare, questa eccessiva cortesia che ci contraddistingue, questo rispetto per la privacy e l'ossessione di non disturbare. Mia nonna si prendeva cura di tutti i bambini che cadevano sotto il suo spazio visivo: una parola per tutti, un commento, una sgridata e una raccomandazione a ognuno, senza incertezze. Ricordo che un giorno, di fronte a un bambino tedesco che secondo lei si stava avventurando troppo tra le acque, sfoderò una serie di frasi incomprensibili. Più tardi, fiera di sè, mi spiegò che le aveva sentite dire dai soldati, in tempo di guerra. Al bambino, per lo più aveva gridato:"Caput!", "Rauss!" e altri suoni, così come li aveva registrati nella memoria, sicura di trasmettergli un messaggio che doveva suonare così:"Torna indietro immediatamente, l'acqua è alta ed è pericoloso!...". Quel bambino la riguardava. Anche se era un'estraneo. Anche se non l'aveva per niente compresa e che, forse, l'aveva scambiata per pazza. Niente e nessuno l'avrebbe convinta che non era affar suo. Non la sfiorava neppure il pensiero di essere invadente o di ledere la privacy di quella famiglia. Per lei era naturale così. Non si perdeva in riflessioni filosofiche e sociologiche con le amiche. Agiva secondo un codice non scritto, insindacabile, forse ancestrale. Di cui ho un pò nostalgia. Di cui non posso non sentirne l'assenza nella mia generazione di genitori distratti, educati, stanchi... Nella mia generazione di crisi educativa.

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!
L'Italia è sull'orlo del precipizio, ci aspettano mesi di tagli e manovre "lacrime e sangue", l'opposizione è inesistente e Mario Monti non è il nostro eroe ma almeno...BERLUSCONI SI E' DIMESSO!!!

SE NON ORA QUANDO?

SE NON ORA QUANDO?
FIRENZE, 13 FEBBRAIO 2011.