FRANCESCO MUSANTE

FRANCESCO MUSANTE
UNA ROSA LA LUNA E LA NOTTE INTERA PER PENSARE A TE

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.
I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita ma se leggevi loro le favole. Betty Hinman

lunedì 7 settembre 2009

Oggi sono andata da mia madre nella Valle Incantata, lì dove sono cresciuta e presto tornerò ad abitare. Infatti, dopo che la lotta tra me ed i piccioni è stata vinta da questi ultimi ed ho dovuto dichiarare la resa incondizionata, non posso più stendere i panni sul mio terrazzo, caduto nelle mani di quei tremendi, irriducibili volatili scagazzatori.
Mentre stendevo un panno alla volta mia madre non mi ha perso di vista un istante. Su ogni panno un commento, su ogni gancetto una critica.
La tua lavatrice non lava bene, a me la biancheria viene più bianca! Forse non usi il detersivo giusto... Ma sei sicura di aver messo l'anticalcare? Sposta un po' quel gancetto... Li avevi scossi per bene prima di metterli nella cesta? Questo te lo passo con la varechina perchè ti è rimasto macchiato... Arrivando addirittura a contestare il colore dei ganci che usavo! Ma come? Hai messo un gancio bianco ed uno giallo su una maglia rossa? E usali dello stesso colore, no? Non essere sempre così sprecisa!
In realtà stendere è una delle poche incombenze domenstiche che so fare bene perchè, come ogni madre che lavora, so bene che un panno ben steso si aggiudica l'esonero dalla stiratura. Dunque mi chiedo quando tra poco abiterò a pochi metri da lei cosa dirà dei libri malamente impilati qua e là per tutta la casa, dei cassetti straripanti, delle mensole non spolverate, delle monete sparpagliate sui mobili, delle ciabatte dimenticate dove capita...?
Comunque non mi dovrei stupire di questo atteggiamento di mia madre perchè è sempre stata così. Passavo il pomeriggio a spolverare tutti i miei libri? Lei ne trovava sempre uno con la costola ancora polverosa. Sfregavo, lavavo, passavo la cera, lucidavo a specchio il pavimento dell'intero piano? Lei mi indicava, controluce, una ditata nell'angolo in fondo. E poi il rebbo incrostato di una forchetta, un alone sul vetro, una briciola sotto il tavolo. Insomma, per quanto facessi, non la soddisfacevo mai. Dovrei saperlo, dunque che è fatta così: incontentabile e criticona. Ma non ci si abitua mai ad esser sempre, immancabilmente biasimati. La mia vita, in questi anni, lontana da lei e dai suoi giri di ispezione, dai suoi sguardi di disapprovazione e dalle critiche neanche troppo velate, è stata una vacanza. Poter sbagliare, lasciare in disordine, rimandare a domani e magari anche a dopodomani certe noiose incombenze domestiche è stato un lusso impagabile. Mi ha consentito di superare quel senso di inadeguatezza in cui sprofondavo sia per l'età che per i suoi frequenti biasimi e di raggiungere una serenità che rincorrevo a vuoto quando vivevo sotto il suo tetto.
Tornare a vivere vicino a mia madre non sarà facile. Per nessuna delle due.

venerdì 4 settembre 2009

NON CI RESTA CHE ...RIDERE?!?

Berlusconi si è un po' incattivito...
Ha venduto Kakà e ha comprato Feltri.
Ha visto che costa meno però Feltri sulle punizioni è molto più bravo: non ne sbaglia una!
Ecco uno spezzone dell'intervento di R. Benigni alla festa del PD a Genova. Vista con i suoi occhi, raccontata dalle sue battute, la realtà italiana è ci appare ancora più assurda ed inverosimile.

martedì 1 settembre 2009

Oggi un dio non ho...

Non sono credente. Sono nata in una famiglia cattolica praticante e cresciuta in un piccolo paese di campagna raccolto intorno alla chiesa e tenuto insieme da un prete di grande levatura e fascino. La mia infanzia è stata scandita dal ritmo delle festività e ritualità cattoliche, tutta organizzata attorno alle consuetudini ed agli impegni religiosi: il catechismo il sabato pomeriggio, la messa delle undici la domenica mattina, i rosari nel mese mariano, le riunioni del gruppo di ACR, la benedizione delle uova a Pasqua, l'esame di coscienza e la confessione settimanale, la pesca di beneficenza, la processione con i lumini del Corpus Domini e così via. Ricordo che mi stupiva enormemente, da piccola, che per la festa del 25 aprile non si dovesse andare a messa. Come se non fosse pensabile una festa laica, non legata alla ritualità cattolica, dispensata dai consueti obblighi religiosi. A sedici anni, quando ho maturato il coraggio di guardarmi onestamente dentro, oltre il muro della rassicurante consuetudine, oltre la paura di essere disapprovata, ho scoperto che un dio, per me, non c'è. Non ho smesso di credere per rabbia o delusione, perchè ho perso una sorella in fasce e mio padre troppo presto o perchè la malvagità presente nel mondo mal si concilia con l'idea di un dio buono e misericordioso. Nè, del resto, mi hanno fatto mutare opinione certe indebite ingerenze e i tanti atteggiamenti contraddittori e di convenienza da parte della Chiesa, nè taluni diffusi comportamenti vergognosi da parte di alcuni preti. Sarebbe stato come stabilire l'importanza dell'acqua per la vita umana calcolando i danni dell'acqua alta a Venezia. Niente di tutto questo. Semplicemente dentro di me non ho trovato alcuna fede, nè vi ho scorto alcun dio. Eppure non sarei quella che sono senza quei primi insegnamenti religiosi e quelle esperienze. Molte sono, infatti, le cose che debbo al Cristianesimo. Una forte urgenza di giustizia sociale e di rispetto verso la dignità umana. La convinzione che su questa Terra siamo tutti uguali e tutti fratelli e dunque la disponibilità ad accogliere ed aiutare l'altro, anche chi è diverso e lontano da me per cultura, provenienza, opinioni o altro. Un forte senso di responsabilità personale, rispetto alle proprie scelte ed al proprio agire personale e sociale. Il rifiuto della guerra e di ogni forma di violenza, di disprezzo e di intolleranza verso il prossimo; l'impegno individuale e collettivo nella costruzione della pace e di un mondo migliore per tutti. La condanna dell'arricchimento facile e dell'uso spregiudicato del denaro; il bisogno di trasparenza e di onestà nell'agire.
Non c'è bisogno di Dio per credere in tutto questo!

lunedì 31 agosto 2009

...MA QUANTO CI COSTERA'...?

Le allegre serate del Presidente a Palazzo Grazioli nel lettone di Putin, le docce di ninfette aspiranti veline o ministre (tanto è lo stesso) a villa Certosa, gli ospiti importanti deliziati da bellezze semisvestite a bordo piscina, a noi italiani quanto costeranno?
Chi pagherà le Indulgenze che il Presidente dovrà acquistare per avere ancora il consenso (e i voti) della Chiesa? Li pagheremo tutti noi e ci costeranno davvero molto caro: più soldi e benefici alle scuole cattoliche, restrizioni all'uso della RU 486, nessun riconoscimento dei diritti civili alle coppie di fatto, nullità del testamento biologico e via di questo passo.
I sollazzi dell'Imperatore hanno un prezzo davvero alto. Troppo.
...ma continuiamo pure a raccontarci che la vita privata del Presidente non ci riguarda...

martedì 25 agosto 2009

A PROPOSITO D'AMORE...

I PORCOSPINI E LA TEORIA DELL'AMORE


Una compagnia di porcospini,
in una fredda giornata d'inverno,
si strinsero vicini,
per proteggersi,
col calore reciproco, dal rimanere assiderati.
Ben presto, però, sentirono le spine reciproche;
il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo
l'uno dall'altro.
Quando poi il bisogno di scaldarsi
li portò di nuovo a stare insieme,
si ripetè quell'altro malanno;
di modo che venivano sballottati avanti e indietro
tra due mali, finchè non ebbero trovato
una moderata distanza reciproca,
che rappresentava per loro la migliore posizione.


Arthur Schopenhauer
(Parerga e Paralipomena, II, 2, Cap.30, 396)

domenica 23 agosto 2009

L'AMORE IMPLOSIVO

Fa un caldo bestiale, l'aria sembra paralizzata sotto una cappa densa di umidità. Nuvoloni che si addensano vicino alle montagne fanno sperare che sia l'ultimo giorno di afa e che presto un po' di sospirata pioggia arrivi a prepararci a rientrare nei ranghi dopo la fine delle ferie. Dunque, boccheggiando, provo a scrivere questo post che medito da tempo. Le parole di Paolo, l'amico blogger dal nome che fa pensare ad un gelato, mi avevano fatto decidere di scrivere un post sull'amore. Credevo, difatti, di essere oramai divenuta un'esperta nel campo, di sapere tutto, ma proprio tutto, sull'argomento. Presumevo di ritrovare intatti nei ricordi le emozioni e con esse le antiche convinzioni, di possedere certezze rassicuranti, di conoscere verità inossidabili. Confidavo che l'età e l'esperienza mi avessero messo al riparo da dubbi, inutili dilemmi, tentennamenti adolescenziali. Invece mi ritrovo con mille pensieri che ronzano, instabili e contraddittori. Come se, col tempo, il concetto di amore, a mia insaputa, lentamente, avesse assunto altri colori, ulteriori, indecifrabili sfumature e contorni meno netti e più indistinti. Tanti ancora, i dubbi, mille le domande. Esiste un solo modo di amare, o ve n'è più di uno? Si può chiamare Amore solo quello Assoluto, celebrato dai poeti, quello irrazionale, che non ti lascia scampo, occupa ogni tuo pensiero, assorbe, vorace ed incontrastato, tutte le energie? Quello che ti coinvolge totalmente e azzera il tempo, cancellando, in suo nome, tutto quanto c'era prima? Quello che esplode violento, stravolgendo la tua vita precedente; rinnega le scelte passate e le promesse fatte; dimentica i progetti condivisi e gli impegni presi? E' amore solo quello che bruciando, ardente ed irrefrenabile, annienta tutto il resto, pretende l'esclusiva, ti infonde il coraggio e la forza di ricominciare da capo, di cambiare la tua vita? Ditemi, è amore solo quando c'è anche un po' di follia? O esiste anche un altro modo di amare? Più maturo, ragionevole e ponderato? Che si concilia con la ragione e le mille molteplici ragioni di una vita intensamente vissuta? Un amore che preserva e non distrugge, si sacrifica e non chiede sacrificio, si adegua a ciò che trova e non lo annienta? Un amore capace di ritirarsi temendo di far male, di rinunciare a se stesso piuttosto che ferire? Un amore che implode, rifugge all'interno, preferisce il silenzio, si autocensura, sceglie di non svelarsi, si strugge di nostalgia e desiderio negati? E, se esistono, dove li conserviamo questi amori non consumati, non pienamente vissuti ma lungamente sospirati? Si radicano dentro, si adattano, si trasformano, trovano un loro modo per prosperare, conciliandosi con il resto della nostra vita. Che sia amore anche questo? O è solo dannata paura...

CERTEZZE INCONTROVERTIBILI E VENDETTE PRIVATE

Wilma, Samanta, eravate splendide l'altra sera. Una meraviglia! Bisogna ammetterlo, anche a quarant'anni (quasi), le tette vere son sempre molto meglio di quelle finte!
Madre natura ha reso gli uomini più bravi di noi donne a fare le pulizie di casa, dotandoli di potenti bicipiti e di una forza maggiore che li rendono più adatti a raschiare pentoloni, lucidare pavimenti, strofinare superfici. Inoltre, sono in media più alti e quindi non necessitano della sedia per sgrassare i pensili della cucina. Visto che la guerra è finita da un pezzo sarebbe ora che lasciassero affari e politica a noi donne per dedicarsi a tempo pieno Alle pulizie di casa!
Il fresco promesso dai metereologi non è arrivato. Il caldo, hai ragione tu Wilma, rende faticoso anche scopare!
Lorenzo, in tutta onestà, te e i tuoi amici siete dei coglioni! Toglimi una curiosità: la scia che lasci è di profumo o di repellente per le zanzare?

martedì 18 agosto 2009

EMERGENZA EDUCATIVA

Mi hanno chiamato a parlare di "Emergenza educativa". Nel coupon dell'evento risultavo come "esperto". Sono andata senza preparare nulla. Incosciente. Superficiale. Stanca. Ma soprattutto confusa. Può una madre in crisi salire in cattedra e fare l'esperto su un tema in cui non ha alcuna certezza ma solo ansie, timori e interrogativi a milioni? Stanotte il mio Super-Io, (accidenti a lui!), appena mi addormentavo mi svegliava incalzante e sgradevole per ricordarmi l'impegno e, soprattutto, l'incompetenza. Il posto in cui era organizzato l'incontro era incantevole: un ospitale e ampio rifugio immerso nel verde, contornato da alberi secolari e tappeti di foglie dai colori poetici. Mi ha accolto un gruppo eterogeneo: giovani, adulti, anziani. Persone che son piene d'entusiasmo, di esperienze, di passione; mosse da un progetto ambizioso e coinvolgente: prendersi cura dell'altro. Il pensiero dominante, che invadeva il silenzio del luogo, che copriva le risate dei ragazzi e il movimento degli adulti, era ,semplicemente, umanamente, ICARE: mi riguarda. Mi son sentita di aprire a loro il mio cuore. Ho sentito empatia verso quegli uomini, quelle donne. E le parole, i concetti, mi son venuti incontro, sereni. Senza fatica. E' stata la famiglia il mio oggetto di riflessione. La famiglia trigenerazionale, quella che comprende anche i nonni. Perchè i nostri figli, ne sono convinta, sono il risultato anche delle nostre relazioni con i nostri genitori. Ciò che siamo con i nostri figli ha a che fare con ciò che siamo stati nella nostra famiglia d'origine. Anche i fratelli e le sorelle hanno plasmato la nostra genitorialità, così pure le esperienze con i nonni .Il tutto in un' universo di relazioni che hanno trame intrecciate. Conoscere la storia della nostra famiglia, nel dettaglio, in profondità, consente un viaggio introspettivo che, spesso, offre il bandolo della matassa e, inaspettatamente, chiarisce oscurità, lenisce dolori, rimargina ferite...

lunedì 17 agosto 2009

Se non è amore questo...

Dopo 24 anni mio marito è ancora pazzamente innamorato di me. Oggi, se avessi avuto mai qualche dubbio, ne ho avuta la prova evidente, definitiva, inconfutabile.
Abbiamo iniziato il trasloco. Passiamo le giornate a selezionare, imballare, etichettare, ordinare, trasportare e naturalmente imprecare. Sembra un lavoro senza fine. Si ha come l'impressione che spuntino fuori sempre cose nuove: maglioni dimenticati, cd misteriosi, documenti che credevamo perduti. Ma il compito più odioso e pesante, neanche a dirlo: i libri! Tutti i libri sono miei e mio marito li detesta. Migliaia di volumi che hanno invaso ogni angolo della casa e preso il posto di molte delle sue cose sugli scaffali della libreria. Migliaia di libri pesantissimi da trasportare. Per giunta mio marito non è propriamente quello che si dice un buon lettore. Credo che l'ultimo libro l'abbia letto in terza media. Così li ha maledetti ogni giorno da quando stiamo insieme minacciando ogni volta di farne un falò.
Ieri son tornata dal mare e ho trovato tutti, sì TUTTI, i miei libri ordinatamente imballati nelle scatole. Mio marito, senza fiatare, ha traslocato le quindici scatole contenenti tutti i miei libri. Non l'hanno smontato neanche i tre piani di scale.
Ditemi se non è amore questo...
Oddio...non li avrà mica portati alla discarica comunale...?

sabato 15 agosto 2009

le certezze del cuore

Detesto guidare. Guidare tira fuori il peggio di me. La prepotenza e la scorrettezza di molti automobilisti impazienti riesce a mandarmi in bestia. Non tollero chi strombazza al semaforo appena scatta il verde, chi sorpassa la fila, chi occupa l'incrocio e non ti lascia passare. E così l'impegno preso con mia madre di andarla a prendere in montagna, finite le vacanze, mi pesava non poco. Anche perchè, lo ammmetto, non sono un granchè come guidatrice. Facile anche che, distratta come sono, mi dimentichi di girare all'incrocio giusto o sbagli strada e mi perda. Già successo molte volte.
Decido dunque di andare da sola. La strada è quasi deserta, in auto c'è un silenzio raro e prezioso che concilia i pensieri. Guido piano, senza usare quasi il freno. Gioco d'anticipo: rallento, scalo, imposto la curva, riaccelero dolcemente. Una curva dietro l'altra. Un tornante dietro l'altro. E così capita che la mente, rilassandosi, si scinda, si divida in due. In superficie il pensiero è impegnato nella guida, bada alla strada, controlla i movimenti. Più in profondità una parte sfugge al controllo, macina pensieri leggeri, segue connessioni improbabili. I pensieri si affollano uno sull'altro, le immagini si confondono, riaffiorano ricordi che credevo smarriti, e che evocano emozioni bandite alla coscienza. Scopro che niente di ciò che si è vissuto, sentito, conosciuto finisce per esser del tutto dimenticato, ma conserva un suo posto, talvolta abusivo, dentro di noi. Lascia una traccia: sassolini bianchi che indicano una strada nella Babele caotica della memoria e ci riconducono ad esso, ad un passato che pensavamo svanito e perduto per sempre.
E così, assecondato dalla monotonia della guida, prende la strada della coscienza, imprevedibile ed inaspettata un'immagine. E' una splendida e soleggiata mattina di fine maggio, accompagno i miei alunni in giro nel centro della nostra piccola cittadina. Alcuni ragazzi delle scuole superiori, appena usciti da scuola, invadono, chiassosi e spensierati, la via di mezzo. Tra la folla, d'improvviso i miei occhi incrociano altri occhi. Un bagliore verdemare, veloce ed inaspettato come un fulmine che squarcia la notte buia. E' un attimo. Il cuore, incontrollato, mi balza in gola. Ma è...? Sembra...? Sarà proprio lui...?
Ammutolita, mi volto ma è già troppo tardi. L'allegra comitiva di adolescenti si è già allontanata e riesco a cogliere, oramai, soltanto l'eco delle loro risate.
Era lui! Il mio cuore lo sa, non ha bisogno di conferme, ragionamenti, verifiche. Ne ha la certezza. Ha riconosciuto in un solo istante quegli occhi di cristallo adombrati da lunghe ciglia brune, tra una dozzina di altre paia di occhi. C'è un'intelligenza del cuore che viaggia a velocità doppia rispetto alla ragione e non ha bisogno di mediazioni, parole, lunghe spiegazioni. Sa cose il cuore che la ragione tarda a comprendere. Ha certezze immediate che la mente solo con fatica e col tempo raggiunge.
Dunque, son certa, era lui! Bellissimo, anche più di allora. Forse un po' meno spavaldo. Chissà... E quella cascata di riccioli scuri... dieci anni fa non l'aveva.
Strano mestiere il mio. Si seminano piante che non potremo vedere fiorire e fruttiferare. Difficilmente sapremo se abbiamo indovinato il terreno adatto, dato abbastanza acqua, impiegato il giusto concime. L'amore poi non è stabilito dal nostro contratto. Non è previsto e non è prevedibile. Forse è anche sconsigliato. Perchè renderà più dolorosa l'inevitabile separazione. E lasciarli volar via. Ma sempre l'amore ci scappa. Specialmente se sei una giovane e appassionata maestra al primo incarico. E allora può pure capitare che te ne innamori dei tuoi alunni. E così un giorno, riconoscendone uno tra la folla, scoprire che nessuno di quanti si sono amati può essere davvero dimenticato.
L'amore... Una prestazione aggiuntiva non pagata. Ed impagabile.

Felice di averti rivisto! ...C'è ancora un posto riservato per te nel mio cuore...

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!
L'Italia è sull'orlo del precipizio, ci aspettano mesi di tagli e manovre "lacrime e sangue", l'opposizione è inesistente e Mario Monti non è il nostro eroe ma almeno...BERLUSCONI SI E' DIMESSO!!!

SE NON ORA QUANDO?

SE NON ORA QUANDO?
FIRENZE, 13 FEBBRAIO 2011.