Ore 8,30: sono in ufficio, mi suona il cellulare, rispondo impegnata. Dall'altra parte una voce metallica:"E' la mamma dell'Adolescente?", "Si, sono io...", "E' il liceo...", "Si...", "...mmm, volevamo informarla che suo figlio non è stato ammesso alla classe seconda". Poche parole di convenevoli, che non capisco, a cui rispondo non so cosa. Saluti e la comunicazione si interrompe. La stanza gira, non so più dove sono, non so cosa devo fare, sono paralizzata dallo choc. Per un tempo che non so definire ho la testa completamente vuota. Sono incapace di pensare. E di agire. Poi all'improvviso, così veloci come se ne sono andati, i pensieri tornano, tutti insieme, caotici e numerosi. E si sommano ai ricordi, alle aspettative, ai propositi e alle promesse.
Sono più bocciata di lui. Mi hanno valutata e dichiarata non idonea. Come genitore, madre, educatrice. Non ho passato la prova. Nè io nè suo padre. Ma sento, inevitabilmente, me stessa un pò più colpevole di lui...
Dove ho sbagliato? Cosa ho fatto? In che cosa son stata mancante?
Sono stata troppo pretenziosa. Eccessivamente permissiva. Invadente. Distante. Impegnata. Coinvolta all'eccesso. Maestrina. Comunista. Troppo democratica.
Alla nursery, si son dimenticati di fornirmi il libretto delle istruzioni ed io, presuntuosa, ho creduto di non averne bisogno. Ma sul funzionamento di un figlio si è sempre impreparati. E si crede che l'amore sia al di sopra di tutto. Capace di risolvere e di indicare la strada. Invece gli ingranaggi son complessi, delicati, quasi sempre confusi. L'ho legato a più giri, con filo robusto, ai miei desideri, alle mie volontà, agli affetti invischianti di una famiglia troppo protettiva. E lui, per liberarsi dai lacci, si farà male. La sua identità, per uscire dalla gabbia dorata in cui è imprigionata, dovrà attraversare strade tortuose, percorsi con curve forvianti, cammini faticosi.
E' tutto da rifare. Ma non ho idee circa il punto d'inizio.
Nella sua classe, composta da 35 ragazzi, di cui qualcuno si è perso per strada nel corso dell'anno, 10 hanno avuto il suo stesso destino, la maggioranza è stato rimandato e solo un paio son stati promossi. Selezione. Meritocrazia. Valutazioni generiche e piene di pregiudizi. Un preside in linea con le scelte del governo.
Ho in mente anch'io una telefonata: "Pronto??? Maria Stella Gelmini???!"...sul contenuto lascio libero spazio all'immaginazione...
FRANCESCO MUSANTE
UNA ROSA LA LUNA E LA NOTTE INTERA PER PENSARE A TE
La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.
I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita ma se leggevi loro le favole. Betty Hinman
giovedì 17 giugno 2010
martedì 8 giugno 2010
Non è mai facile un ritorno
Non è impresa da niente
Ma finalmente arriva il giorno
che tu fai pace con te...
Renato Zero
E' vero tornare a casa non è un'impresa semplice perchè non si riduce affatto ad un mero movimento nello spazio, ad uno spostarsi da un luogo ad un altro. Tornare significa soprattutto muoversi nel tempo, ritornare sui propri passi, ripercorrendo strade già battute, misteriosamente familiari. E' il riaffacciarsi inevitabile e talvolta dolente del passato coi suoi bilanci rigorosi, la sua contabilità implacabile, i suoi resoconti amari. E' il ricordo inaspettato che riaffiora di ciò che si era, e di ciò che si sognava di diventare. E' la nostalgia per quanto si è perduto per strada, per i sogni ridimensionati, riposti, abbandonati o rimpiazzati. Ma è anche lo scoprirsi con stupore cresciuti, più forti, meno vulnerabili, cambiati ma non troppo, ancora capaci di commuoversi con poco, di ridere per un niente. E' il riuscire a chiamare per nome le emozioni, la scoperta che certe ferite fanno con il tempo meno male, che certi legami resistono alla lontananza, alla vita che passa ostinata. E' il riconoscere dietro i segni del tempo sorrisi amici e volti familiari. E' il dover fare i conti con i legami recisi, trascurati, che parevano dimenticati, sepolti sotto quel cumulo di trascorsi, beghe quotidiane, nuovi affetti, preoccupazioni, progetti realizzati e progetti ancora da pianificare, gratificazioni, dolori grandi e piccoli che fanno una vita.
Così ora mi capita spesso di incrociarlo per strada. E non sapere mai se salutarlo. E' stato il mio primo amore. In quegli anni in cui ogni amore è il primo. Il primo di qualcosa. Il primo inseguito a vuoto ed il primo a cui non sapere come dire di no. Il primo per rompere il ghiaccio e sentirsi grandi. Il primo solo perchè piace alle amiche. Il primo del primo bacio. Il primo scritto con le penne profumate in tutte le pagine del diario di scuola. Il primo che ti aspetta sotto casa, il primo a telefonarti lasciando tuo padre smarrito e senza parole mentre ti porge la cornetta (quando c'erano ancora le cornette ed il telefono era uno per tutta la famiglia). Il primo del primo appuntamento sotto la locomotiva in Piazza del Mercato. Il primo delle prime fugaci carezze dopo una corsa in vespa fino al mare. Una moltitudine di primi amori o meglio di tentativi d'amare che ci conducono passo passo, una tappa dopo l'altra, sulla strada del Vero Amore. Dunque Lui è stato uno di questi primi amori. Il primo di cosa? Il primo taciuto, non confessato, rimasto segreto. Il primo da proteggere da ogni sguardo, da tenere solo per sè. Il primo troppo vero, troppo intenso da poter essere condiviso con le amiche. Così coinvolgente da aver voglia di fuggire, così palpitante da far paura e pure un po' male. Il primo nato e finito solo dentro di me. Impalpabile, irreale eppure così febbrile. E Lui? Troppo bello, troppo grande, troppo serio. Irraggiungibile. Figurarsi se mi avrebbe mai considerato... Paure e dubbi da adolescenti. Gli stessi, quelli di sempre, di ogni generazione di ragazze. E così, non vedevo che passava instancabile ogni pomeriggio sotto le finestre di casa mia. Non mi stupivo di trovarlo imperterrito ogni giorno all'uscita di fronte al portone della mia scuola, nè mi chiedevo perchè mi aspettasse alla fermata dell'autobus ogni volta che tornavo. Troppo insicura, troppo impaurita per capire. Forse aveva anche lui le mie stesse paure? Il timore di esser rifiutati, derisi, non voluti. E la paura, ancora più grande, di scoprirsi innamorati, contraccambiati, voluti. Quell'amore svanì nel nulla, travolto dall'incalzare incessante e impetuoso della vita, di altri incontri, di altre storie, di altri amori. Mi resta un ricordo. Uno dei più belli ed emotivamente intensi della mia adolescenza. Una sera d'inverno noi due sotto l'ombrello a ripararci dalla pioggia. Tutt'intorno il vociare festoso degli altri. Tra di noi il silenzio, interrotto solo da quel milione di parole che i nostri occhi, incollati gli uni negli altri, riescono finalmente a gridarsi. Vicino a noi ridono, scherzano, chiacchierano, gli altri. Ma per me sembra non esistere altro. Solo i suoi occhi e quello che credo di leggervi dentro. E una felicità incontrollabile e violenta che mi coglie d'improvviso. Pochi istanti poi la magia finisce e tutto torna a girare normalmente. Non mi resta altro. Se non la voglia di sapere se, anche lui ricorda quella sera...
Etichette:
sentimenti
domenica 30 maggio 2010
IL SOLDATINO DI PIOMBO
Dopo mesi di prove, a due giorni dal debutto in teatro, il Piccolo si ammala: febbre alta, nient'altro. Nè tosse nè mal di pancia. Solo viso in fiamme, corpo rovente e sonno. Tanto sonno. Non può andare alle prove generali. Forse "il soldatino di piombo" resterà sotto le coperte. L'insegnante della scuola di recitazione si mostra comprensiva rispetto all'assenza alle prove ma non prende neppure in considerazione l'ipotesi della probabile mancanza allo spettacolo. Noi incrociamo le dita. Dopo lunghe dormite da ghiro e svariate tachipirine, il Piccolo sabato mattina non ha più febbre: la serata è salva! Ma è un pò più lento,distratto inappetente. Arriva il momento di partire per le ultimissime prove, a poche ore dallo spettacolo. Lo devo incitare a più riprese perchè si prepari: tira calci al pallone, accarezza il cane, prende in mano un giochino, osserva un grillo che da giorni staziona sul muro in giardino...Alla fine tiro un urlo, stremata, perchè si è fatto decisamente tardi. Non si scompone per nulla. Mi esorta, serafico:"Dammi la calzamaglia nera e la maglia nera a maniche lunghe che mi preparo...". Mi blocco. Forse mi sta prendendo in giro. Ma non avevano preparato loro i vestiti da indossare? "Certo!" risponde "ma sotto dobbiamo mettere collant e maglia. Perchè, non ce li abbiamo?".
Basta, basta, basta! Portatemi qui la Tata, quella dell' "S.O.S. Tata", che non ne sbaglia mai una, che ha sempre l'intervento pedagogico ad hoc: le voglio solo cambiare i connotati, mettermela sotto i piedi e sfogarmi senza ritegno... E ORA??? Chiamo il padre. Giusto per evitare l'infanticidio. Resta anche lui senza parole. O forse sente che sono nella modalità "ho solo bisogno di urlare" e mi lascia sfogare. Il Piccolo non dice niente. Mi sa che continua a tirare calci al pallone, accarezzare il cane, prendere in mano un giochino...Alla fine si prospetta un abbozzo di soluzione: pantalone nero della tuta e maglia nera indossata a rovescio, visto che ha delle scritte e dei disegnini sul davanti. Il tutto a velocità supersonica. Con un caldo torrido esploso per l'occasione. "Prendi la bottiglietta d'acqua!"; esce e se la dimentica. La vedo, l'agguanto io al volo e gliela metto vicina, sul sedile posteriore della macchina, senza più parole per commentare. Arriviamo trafelati. Spiego l'imprevisto all'insegnante: ci rimane malissimo, la prende come una questione personale, un fallimento solo suo. Vorrei consolarla ma la prospettiva di dar tutta la responsabilità a lei è troppo allettante! Li lascio alle loro questioni e me ne vado: devo farmi bella per lo spettacolo! Arrivo alla macchina, veloce faccio manovra, ormai son convinta: la maestra non è stata chiara, non si fa così, no, no...Doveva spiegare meglio al mio Piccolino...Ma cosa c'è sopra il sedile? Cosa è arrivato sulla mia traiettoria visiva?? Guardo meglio. Mi fermo. E' lei? No, forse no. E invece si. La bottiglietta d'acqua! Quella che "prendila!-non l'ha presa-glielaprendoioeglielamettovicinacosìnonseladimentica"! In un lampo è tra le mie mani: la scolo tutta, in un sorso, per ubriacarmi senza pudore, non avendo l'interessato tra le mie mani.
Sono fans del motto:"Il tempo è galantuomo!", perchè qualche ora dopo, vedendolo apparire sulla scena, bello e composto, assolutamente calato nel ruolo, serio e competente, piccolo e meraviglioso, lo trovo assolutamente perfetto! E mi vien da pensare che la sua filosofia di vita è certamente invidiabile. Una testa tra le nuvole è senz'altro più vicina all'azzurro del cielo, al profumo del vento, al calore del sole...E forse coglie, più degli altri, ciò che è davvero importante...
Etichette:
teatro
giovedì 27 maggio 2010
BEATI I RANOCCHI DI VILLA SCIARRA!
I RANOCCHI di Villa Sciarra.
A Villa Sciarra c'e' un laghetto
ci stanno due rane e un ranocchietto
su una foglia -e ancora ne avanza-
ci fanno cucina, salotto e stanza.
Non pagano affitto ne' caparra,
beati i ranocchi di Villa Sciarra!
Gianni Rodari in "Filastrocche per giocare"
Ho una sdraio nuova. Una sdraietta nuova di legno, un paio di quotidiani da leggere, un gelato per compagnia ed un intero pomeriggio da spendere come voglio. Il cervello sgombro e libero che veleggia vago ed indisturbato verso pensieri lievi, riflessioni semplici e impalpabili, immagini indistinte e vacue. Sdraiata pigramente al sole, d’un tratto mi sento fortunata come i ranocchietti di Villa Sciarra. D’un tratto la felicità è poca cosa: il profumo arrogante del gelsomino in fiore, un caffè, le api che ronzano moleste intorno ai fiori delle aiuole e questo ritaglio di cielo sulla mia testa che splende di un azzurro terso di bucato. Nel silenzio assolato di questo pomeriggio mi paion lontane, quasi incomprensibili, le preoccupazioni consuete, le ambizioni professionali, le smanie di successo, le lotte di conquista di un posto al sole. Lontani gli affanni, le corse, le rincorse, la fretta di arrivare, la paura di soccombere nella guerra quotidiana.
Oggi è tregua. Oggi mi basta una sdraio, una giornata di sole e un po’ di tempo per leggere.
Domani tutto questo mi parrà insignificante, banale, persino un po’ noioso.
Domani tutto questo mi andrà stretto, mi farà mancar l’aria; sarà un pollaio angusto da cui fuggire.
Domani la felicità sarà l’ampio orizzonte lontano cui tenderà l’azzardo del mio volo, lo scalpitare impaziente delle mie ambizioni.
Oggi no. Oggi la felicità è tutta qui. Semplicemente qui, in questa sdraietta al sole.
Etichette:
quotidianità
mercoledì 19 maggio 2010
Succede che...
Succede che il Piccolo stamani è partito. Tre giorni lontano da noi, con i suoi compagni e le maestre, in un'agriturismo.
Succede che Fred oggi ha saputo dal medico che l'intervento chirurgico non è riuscito e deve ripeterlo.
Succede che l'Adolescente si è innamorato e gira con "questa Anna" incorporata e non studia e forse non ce la farà a recuperare tutte le materie.
Succede che mi sono iscritta all'esame di politica sociale ma più leggo e meno capisco e mi chiedo se mi dovevo proprio lanciare nella specialistica con tutti gli impegni che ho già.
Succede che la casa non collabora e mostra un disordine sfacciato.
Succede che fa freddo e poi caldo e mi sembra di non avere più niente di decente da indossare.
Succede che tre amiche, domenica scorsa, si son ritrovate per la consueta merenda di chiacchiere e confidenze e ne è venuto fuori, inaspettatamente, un pomeriggio triste, di resoconti e ricordi. Come vecchie zie davanti alla tazza fumante del thè. Succede che è passato anche il non detto o l'appena sussurrato ed ha fatto un bel rumore. Succede che tra i personaggi scomodi il posto principale l'ha occupato la stanchezza. Ma è venuta a trovarle anche la morte. Compresa nelle parole di Samantha che, inaspettatamente, sono state scarse nel descrivere la litigata con suo padre, impastata di quell'affetto tanto forte da far male, di quella somiglianza tra di loro che diventa incomprensione, incomunicabilità, distanza. Succede che, forse, raccontarla nei dettagli la facesse soffrire ancora di più, per i mille pensieri che le avrebbe potuto stanare dal cuore: vivere senza un padre, perderlo, avere forse ancora pochi anni per goderne, sprecare tempo e non riuscire a far diversamente...
Succede che, per scaramanzia, facendo le corna alla morte, queste amiche si mettono a parlare di vita: quella che hanno dato, quella che si son tolte nel darla. E il thè è amaro. Esce la parte più nera, quella nel fondo della tazza, nascosta nel rialzo della porcellana. Quella che non si vede. Celata, sottovalutata, sdrammatizzata.
Succede che ciò che mettono in tavola non è il consueto convivio gioioso e ironico. Succede che si fanno bilanci. Succede che c'è angoscia. E un pizzico di frustrazione. Succede che questi sentimenti non se ne vanno. Neanche a distanza di giorni.
Questo è quello che succede. E ve lo volevo raccontare.
Etichette:
quotidianità
venerdì 14 maggio 2010
ALBERI SENZA RADICI...
Etichette:
POLITICA
domenica 2 maggio 2010
CORNICI D'ARTE ed altro...
Finalmente, ora che il regalo a Samantha è stato consegnato, lo possiamo raccontare: siamo state da Enrico Padrevecchi! Siamo partite, Miranda ed io, un caldo pomeriggio primaverile in cui il sole, anche lui eccitato per l'evento, esagerava decisamente (tanto da farmi pensare di sbarazzarmi dei collant in macchina)!
Garule e sovraeccitate abbiamo imboccato l'autostrada già pensando alla ventata d'arte che ci avrebbe atteso, da lì a poco. Per dirla tutta eravamo anche un pò imbarazzate, temendo di trovarci in un'ambiente un pò aristocratico e, forse, troppo elegante; ci facevamo, comunque, forza l'un l'altra: siamo o no donne impegnate e colte???!!! L'ansia da prestazione si è un pò attenuata quando il navigatore ha cominciato a ossessionarci con il suo:"Ha raggiunto la metaaa..." mentre eravamo immerse nella campagna pisana, lungo una strada sterrata e semi-deserta: lì, tra cani, gatti e tanto verde, in un'ambiente che sa di semplicità, tenacia e valori genuini, c'è il laboratorio di Padrevecchi. Ci ha accolto lui in persona: gentile e frettoloso, passionale e brusco, intento e assorto nel suo lavoro, instancabile e innamorato. Ci attendevano le sue cornici meravigliose, in ogni angolo, in ogni piccolo spazio. Anticate, dorate, disegnate, intarsiate, grandi, piccole, con lo specchio invecchiato...E lui con loro diventava un tutt'uno. A tratti si concedeva raccontandoci del suo lavoro da artigiano, che svolge da quando era poco più che bambino, poi, con garbo, senza pronunciarlo con le parole, ci invitava a scegliere in fretta, che tanto lavoro lo attendeva. Eravamo conquistate da tanta bellezza; ne abbiamo toccate e apprezzate a decine, e forse più... Alla fine una cornice ha scelto noi: bianca, con lo specchio e piccole foglie ad ogni angolo, appena dipinta d'oro. Perfetta per Samantha. Abbiamo chiesto se potevamo pagare con il bancomat: che stonatura! Un'unghia che graffia la lavagna! Si è quasi sdegnato ed ha risposto toscano: "Non ho il bancomat! Portatela via, datela alla vostra amica, se le piace tornate a pagarla!". Ovviamente ci siamo affannate alla ricerca della banca più vicina, troppo civilizzate per accettare l'offerta, ma al ritorno, mentre pagavamo, mi ha detto enigmatico e profondo:"quella cornice là l'ho messa via per lei, torni quando vuole, se non ci sono io lo dica che è per lei...". Lo so, pensando al viaggio compiuto, al tempo che non ho mai, al prezzo allettante che mi aveva proposto, (decisamente irrisorio rispetto a quanto previsto dal cartellino), avrei dovuto acquistarla subito, ma le alchimie che si creano tra le persone non seguono mai sentieri razionali...Così, da allora, attendo di tornare. E l'attesa mi procura emozioni.

Etichette:
Arte
venerdì 30 aprile 2010
BUON COMPLEANNO SAMANTHA!
Lo sapevo, me lo sentivo che sarei arrivata in ritardo...
Con tutti questi preparativi, e i festeggiamenti prima del tempo e la delusione per le mitiche foto cancellate e il sonno arretrato da post-festa e le gambe che fanno "Giacomo-Giacomo" solo per aver ballato un pò, insomma, con tutto questo caos, il 28 APRILE, giorno in cui Samantha ha DAVVERO compiuto 40 anni, neanche un dolcetto per ricordarlo! Sono proprio imperdonabile...Provo comunque a rimediare:
BUON COMPLEANNO a te
che riesci sempre a sdrammatizzare e vedere il lato buono delle situazioni,
che sei allegra e quando proprio non ce la fai più, al limite ti fai venire un pò di mal di testa,
che spesso guardi alle persone con gli occhiali troppo rosa,
che non trovi mai i "file" dei ricordi di ciò che ti hanno fatto e di ciò che ti hanno detto,
che sei determinata e brillante (specie quando sali sui tavoli per ballare, senza scarpe),
che corri per riacchiappare i vent'anni: in riva al mare, in palestra, dall'estetista, dalla parrucchiera...(e il bello è che che ce la fai davvero...),
che hai mollato la sicurezza di un lavoro in cui riuscivi benissimo per misurarti in un'altro che ti realizzava di più (più stancante, più precario, forse meno riconosciuto),
che adori il sole, il mare, le passioni più intense, le futilità più trendy e non ti stanchi mai (ma poi riesci a recuperare dormendo a mattinate sane...),
che hai uno splendido decoltè nonostante (o forse grazie a questo) la tenacia e la serenità con cui hai allattato i tuoi figli anche quando tutti ti dicevano che era ora di smettere (tranne i tuoi bambini e le tue amiche!),
che ti innamori ogni giorno ma hai un solo grande amore,
che nonostante le invidie che ti attiri per il tuo fascino (e il ventre piatto, accidenti a te!) incedi sicura su tacchi inverosimili,
che sei un'ottima cuoca (sebbene aspettiamo ancora la merenda del compleanno!),
che sai apprezzare la vita e te la godi,
che hai mille pregi e altrettanti difetti...
Insomma, per tutto questo, e altro ancora....BUON COMPLEANNO!
PS. Io e Miranda una vita senza te proprio non ce la sappiamo immaginare!
Etichette:
buon compleanno
sabato 24 aprile 2010
Ma.. non si poteva aspettare un po' ?..
E ' da tempo che non scrivo..
La campagna elettorale, Miranda candidata, gli eventi a cui NON potevamo NON partecipare..mi hanno tenuta lontana dal blog!!
Poi ci si è messa la Primavera, che come ha anticipato Wilma sta inesorabilmente avanzando..
Il glicine in fiore, per l'appunto, il sole sempre più tiepido, il profumo del mare che mi richiama fortemente, e la fatidica data..
Ho iniziato un anno fa ad immaginare, ipotizzare, sognare come avrei desiderato festeggiare..
Perchè chi mi conosce lo sa, a me piace organizzare le feste, le cene, circondarmi di tanti amici trovandomi fino all'ultimo minuto con un milione di cose da fare, preparare.. ma sempre con l'entusiasmo e la mia instancabile energia! Il risultato poi difficilmente è stato lontano dalle mie aspettative... La casa piena di gente allegra, il giardino che brulica di bimbetti e amici festosi, chiacchiere, risate, buon vino e cibi appetitosi. E' questo l'aspetto che più mi piace.. vedere le persone che stanno bene insieme e apprezzano ciò che tu hai contribuito a realizzare.
Così è stato in questi anni, dal mio matrimonio, alla cena di addio al nubilato, ai battesimi dei miei bimbi, alle splendide feste di compleanno, fino alla festa a sorpresa di due anni fa, che ho organizzato per Zorro, in occasione dei suoi 40 anni.
Serata indimenticabile e nemmeno a dirlo organizzazione perfetta!
Zorro apprezzò tantissimo la sorpresa tant' è che mi disse: " E' stata splendida, ma sappi che io non sarò in grado di fare altrettanto per te! " Complimento più bello non poteva farmi..perchè oltre ad essere brava in queste cose sono anche un pò ( molto ) pavone e mi piace che mi si riconosca questa capacità organizzativa!
Ed eccoci al glicine,alla Primavera, alla fatidica data: 28 aprile 2010..i miei 40 anni!
Così stando le cose ho iniziato ad organizzarMI il tutto: la festa, le modalità dei festeggiamenti, pensare agli invitati, ordinare il dolce.. e per la prima volta sono in ANSIA, TREMENDA ANSIA!!
Tutto quello che ho sempre fatto con piacere ed estrema disinvoltura mi sta creando agitazione..
Forse ho esagerato con la festa?..Magari il momento, economicamente parlando, non è dei migliori..ma che cavolo, 40 anni son 40 anni!
Forse ho invitato troppe persone..? Riuscirò a condividere con tutti?.. Si riuscirà a mangiare, ballare, bere piacevolmente TUTTI insieme?!
E chi non ama l'ambiente della disco sarà a proprio agio?..
Solitamente l'attesa crea in me uno stato di piacevole eccitazione, l'idea di essere la protagonista di un evento mi è sempre piaciuta.. mentre oggi non ne sono più molto convinta..
E adesso..?!
Insomma..non si poteva aspettare un pò? ..Dovevan proprio arrivare ora i 40?!..
Vostra Perplessa-Samantha
Etichette:
compleanni
IL TEMPO SCORRE TROPPO IN FRETTA...
Ma dico io, come si permette il glicine di esplodere così all'improvviso? Con la sua bellezza prepotente ed effimera ci incalza ad accogliere la primavera, ci mette fretta, sottolinea l'urgenza di essere preparati ad andare incontro al sole... "Un attimo!", dico io... E che sarà mai avere un pò di pazienza? Non son pronta, ecco tutto!
Va bene, i nostri avversari stanno litigando di brutto e potremo aver noi un pò di spazio per esprimerci, ma i pensieri non escono, le proposte sono in letargo, le riflessioni ancora sotto il piumone invernale: che fare? Diamoci tempo no? Aspettiamo...
E' vero, ho saltato l'appello riservato agli studenti lavoratori ed anche ora non riesco a riaprire un testo, ma non è colpa mia se Carofiglio ha scritto un libro nuovo, se a Natale mi hanno regalato dei romanzi e se ha chiuso quella libreria a Marina svendendo tutto; insomma, non ho dato esami all'università perchè sono stata impegnata con altro, tutto qui...E poi chi se lo sarebbe aspettato che i giorni scappassero così, uno dietro l'altro? Da non credere...
Ne sono consapevole, anche ieri, alle Poste, ho finto di non vedere una mia coetanea perchè l'impatto nel vederla così invecchiata, rugosa e "ammosciata" mi ha trovato impreparata, come alle interrogazioni di geometria, ma forse la prossima volta sarò più pronta...Con calma no?
Mi viene in mente anche un'altra questione,(non siate acidi, non era il vero motivo del post!) è vero, a giorni sarà IL COMPLEANNO DI SAMANTHA,ma i suoi attesissimi quarant'anni, non li festeggia mica oggi...La festa è domani sera, faccio in tempo a dimagrire quei cinque chiletti, a togliermi di dosso quel gonfiore dato dalle rustiche, dalle focacce e dalla cioccolata pasquale, vero? C'è tempo dai...
E' quel glicine che mi mette ansia...Ma ieri dov'era nascosto?
Etichette:
compleanni
Iscriviti a:
Post (Atom)
12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!
L'Italia è sull'orlo del precipizio, ci aspettano mesi di tagli e manovre "lacrime e sangue", l'opposizione è inesistente e Mario Monti non è il nostro eroe ma almeno...BERLUSCONI SI E' DIMESSO!!!
SE NON ORA QUANDO?
FIRENZE, 13 FEBBRAIO 2011.
