FRANCESCO MUSANTE

FRANCESCO MUSANTE
UNA ROSA LA LUNA E LA NOTTE INTERA PER PENSARE A TE

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.
I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita ma se leggevi loro le favole. Betty Hinman

sabato 28 maggio 2011

Cena per tre..

Stasera ho deciso!
Dopo la deliziosa cena in compagnia delle ragazze:
dopo il cous cous con le verdurine..
il pecorino con la marmellatina al sangiovese..
i gamberetti in salsa rosa..
i grissini al sesamo..
il tomino alla piastra..
il mezzo chilo..em le due cucchiaiate di gelato..
dopo le chiacchiere, le riflessioni..
dopo aver dato uno sguardo ai fiori in giardino..
dopo aver accudito i piccoli cuccioli..
dopo aver fatto un pò di prove d'abito in
camera davanti allo specchio come tre adolescenti..
Dopo il caffè e i saluti..
Ho deciso.
Quest'anno a settembre per la nostra tre giorni di relax andremo da Kyra!!
Il posto è fantastico; un vero paradiso immerso nel verde, splendide colline a fare da cornice..e finalmente potrò abbracciare Kyra non solo virtualmente! ; )
Non ne ho ancora parlato con lei, ma tanto leggerà e avremo tempo per decidere..
Pensavo che potrebbe essere una piacevole occasione per incontrare anche il resto degli amici di blog...questo però a Miranda e Wilma non l'ho ancora detto..sapete che Samantha è sempre un pò..impulsiva no!?
Amici, che pensate, approveranno le mie amiche?!
Vostra Amica-Samantha

giovedì 19 maggio 2011

...e meno male che non avevo ancora versato l'acconto...

In tempi di elezioni e di candidati sindaci io ho un... candidato-amante.
Lui è carino, solare, estremamente premuroso ed affettuoso.
Dopo 26 anni (26!) di fedeltà assoluta ed incontrastata (!) mi sono detta, perchè no? In fondo più che una virtù, questa fedeltà mi appare, ormai da tempo, come una limitazione, che nasconde la paura di lasciarsi andare, di mettersi in gioco, di rischiare il ridicolo. Una quasi-fissazione che cela la difficoltà a riconoscere ed accettare i propri desideri, ad entrare in contatto con gli altri, a mostrare le proprie fragilità. E' orgoglio, paura, pigrizia. Perchè, diciamolo, avere un amante costa anche tanta fatica, tempo, energia. E fantasia nell'inventare scuse, impegni improvvisi, giustificazioni. Oltre alla capacità fondamentale di occultare ogni traccia, di smontare ogni sospetto, di mascherare qualsiasi imbarazzo.
In questi giorni, saranno i quaranta-e-passa che pesano come una condanna, sarà la primavera che incalza malgrado tutto, sarà la determinazione del mio candidato che corre risoluto come un treno diretto, sarà ... ma, mi sono detta, perchè no? Perchè non prendersi una vacanza dalla vita, concedersi una debolezza, lasciarsi andare alle emozioni, darsi la possibilità di riscoprire una parte di sè dimenticata, censurata, trascurata?
Come una sorta di Crociera Costa: niente impegni solo relax.
In fondo, in tutti questi anni, non mi sono forse dedicata completamente e strenuamente ai bisogni, alle esigenze, alle aspettative di tutti gli altri intorno a me? Non sono forse la prima ad alzarsi la mattina per preparare la colazione per tutti, inviare la lavatrice, portare la prole a scuola prima di correre a lavoro? Non sono io, da sola, a pulire, rassettare, stirare? Sempre io a pagare le bollette, innaffiare i fiori, pulire la lettiera dei gatti? Io a cucinare, chiamare il dentista, firmare gli avvisi di scuola. E chi se non io a fare la coda in banca, parlare con i prof, rinnovare l'abbonamento? E ancora a telefonare al commercialista, al pediatra, all'ufficio abbonamenti RAI, ai suoceri, al veterinario, al numero verde per il contatore del gas, al tecnico della caldaia, alla mamma di un compagno di scuola per sapere i compiti...?
Non ho diritto, dunque, ad una bella Crociera Costa?
E così, da quella porta un poco socchiusa mi assalgono prepotenti emozioni dimenticate di un'altra età, di un'altra epoca della vita. D'improvviso torno ragazza: leggera, stordita, sentimentale: il sangue che pulsa veloce, la testa vuota, lo stomaco chiuso. Ci vediamo? Ho voglia di vederti... Quando ci vediamo?... Pensieri e desideri che si rincorrono, si cercano, si sognano...
Pensa tu a trovare un posto tranquillo dove incontrarci !
Io? Ioooo? Vuol dire che, pure in questo caso, mi devo occupare IO ANCHE di QUESTO???
Ma non doveva essere una rilassante Crociera Costa, di quelle in cui qualcuno provvede persino a sistemarti il pigiama, a stropicciarti il cuscino per lasciare un cioccolatino sul letto appena rifatto? Al Diavolo!
Torno, senza nostalgia, ai miei rassicuranti ed onesti quarant'anni...

lunedì 9 maggio 2011

...COME FOSSE VENERDI' O NOTTE FONDA...

Stamani mi sono alzata, come al solito alle 6.45, stanca come se fosse venerdì, o notte fonda. Ho chiamato l'Adolescente, ricambiato il bacio del Piccolino che, ogni mattina, prende il mio posto nel lettone, accanto al padre, per pochi minuti, giusto il tempo di fare il pieno di coccole. Mi sono preparata, disapprovando la cellulite e la pancetta. Mi son guardata allo specchio, poco gratificata dall'immagine. Ho apparecchiato per la colazione: mi sono preparata poco latte, un pò di caffè, i biscotti leggeri. Ho preso le chiavi, il cellulare, i soldi, ho spronato, almeno mille volte, l'Adolescente, il Piccolo, Fred. Sono uscita, ho salutato il cane, ammirato i fiori, sono rientrata per mettermi il profumo e il foulard trendy, ho richiamato l'Adolescente. L'ho accompagnato a scuola e ho ringraziato il cielo perchè stamani era la mattinata delle chiacchiere, del "...ma' lo sai?, ti volevo dire...". Sono arrivata al lavoro, ho timbrato un pò in ritardo, ho guardato la posta,mi son sentita stanca come fosse venerdì, o notte fonda. Sono scappata alla riunione con il dirigente, ho fatto diversi interventi dirompenti, sentendomi, come al solito, molto sessantottina e molto più giovane di quello che sono. Mi sono ingozzata di caramelle per consolarmi dell'arrabbiatura che mi prendo sempre in riunione. Sono tornata in ufficio, dove mi attendeva una bambina che ha una grande confusione nella testa perchè ama la madre affidataria ma pure quella disgraziata che l'ha messa al mondo ed ha deciso che tutta la rabbia che prova la vuol portare a me perchè, dice, è tantissima e io, forse, so dove metterla. Mi sono sentita stanca, come fosse venerdì, o notte fonda. Il colloquio è stato intenso e molto empatico, ci siamo scambiate emozioni, sorrisi e un pò di speranza. Ho salutato la bambina, mi attendeva una giovane coppia che vuol adottare: belli, innamorati, pieni di sogni. Il cellulare e il telefono dell'ufficio hanno suonato a più riprese: il direttore di una Casa Famiglia, la responsabile del Servizio di Assistenza Domiciliare, una giovane mamma che mi vuol parlare con urgenza...Ho cercato le caramelle, ma le avevo lasciate sul tavolo della stanza riunioni. Una collega mi ha aggiornato sugli ultimi casi in carico, le ho dato indicazioni. Ho guardato l'ora, ho pensato che avrei timbrato un pò più tardi, come al solito. Sono arrivata a casa. Mia madre mi aveva preparato il pranzo; ho assaggiato anche un pò di torta di mele, mi sono sentita di nuovo bambina, come ogni volta che mi è concesso di farmi viziare. Ho mangiato in fretta, mi sono ricordata di disdire la seduta di fisioterapia, sono corsa al Gruppo di sostegno per genitori affidatari. Ho ascoltato mille e più storie, ho salutato piccoli uomini che, ogni volta, mi mostrano quaderni con i voti, denti che scappano, piccole prodezze di cui son capaci. All'uscita, ad attendermi, c'erano tanti messaggi sul cellulare e Fred, con il Piccolo e il suo polso gonfio. Siamo andati al Pronto Soccorso: alla dottoressa ha raccontato che andava in bicicletta ed è caduto. Mi sono sentita stanca, come fosse venerdì, o notte fonda. Lo hanno ingessato, mentre mi teneva la mano e diceva:"...voglio te, non il babbo ok?". Siamo usciti, gli ho comprato un gelato. Siamo andati a prendere l'Adolescente, siamo tornati a casa. Ho tagliato l'arrosto di ieri, con gli spinaci surgelati, ho preso anche un pezzetto di torta di mele. Ho riordinato, da sola, mentre Fred si appisolava sul divano e i due si erano dileguati, come al solito. Alla fine mi son buttata sul letto, pensando che a fine mese ho l'esame di storia e dovrei studiare. Mi ha raggiunto Fred, si è sdraiato accanto a me, mi ha accarezzato come fosse venerdì, o notte fonda...

lunedì 25 aprile 2011

BUON 25 APRILE!

Io, quella volta lì, avevo sessant’anni. Eravamo nel 2000 o giù di lì. Praticamente ora. E vedendo le nuove generazioni, i venticinquenni di ora così diversi mi domando: che eredità abbiamo lasciato ai nostri figli?

Forse, in alcuni casi, un normale benessere. Ma non è questo il punto.

Voglio dire… un’idea, un sentimento, una morale, una visione del mondo… No, tutto questo non lo vedo.

Allora ci saranno senz’altro delle colpe. Sì, il coro della tragedia greca: i figli devono espiare le colpe dei padri. Siamo stati forse noi padri insensibili, autoritari, legislatori di stupide istituzioni? No. Allora dove sono le nostre colpe?

Un momento, era troppo facile per noi essere pacifisti, antiautoritari e democratici.

I nostri padri avevano fatto la Resistenza. Forse avremmo dovuta farla anche noi, la Resistenza. E’ sempre tempo di Resistenza.

Perché invece di esibire il nostro atteggiamento libertario non abbiamo dato uno sguardo all’avanzata dello sviluppo insensato?

Perché invece di parlare di buoni e di cattivi non abbiamo alzato un muro contro la mano invisibile e spudorata del mercato?

Perché avvertivamo l’appiattimento del consumo e compravamo motorini ai nostri figli?

Perché non ci siamo mai ribellati alla violenza dell’oggetto?

Il mercato ci ringrazia. Gli abbiamo dato il nostro prezioso contributo.

Ma voi, sì, voi come figli, non avete neanche una colpa?

Dov’è il segno di una vita diversa? Forse sono io che non vedo.

Rispondetemi: dov’è la spinta verso qualcosa che sta per rinascere?

Dov’è la vostra individuazione del nemico?

Quale resistenza avete fatto contro il potere, contro le ideologie dominanti, contro l’annientamento dell’individuo?

D’accordo, non posso essere io a lanciare ingiurie contro la vostra impotenza. C’ho da pensare alla mia.

Però spiegatemi: perché vi abbandonate ad un’inerzia così silenziosa e passiva?

Perché vi rassegnate a questa vita mediocre senza l’ombra di un desiderio, di uno slancio, di una proposta qualsiasi?

Forse il mio stomaco richiede qualcosa di più spettacolare, di più rabbioso, di più violento? No! Di più vitale, di più rigoroso, qualcosa che possa esprimere almeno un rifiuto, un’indignazione, un dolore…

Quale dolore? Ormai non sappiamo neanche più cos’è, il dolore. Siamo caduti in una specie di noia, di depressione… Certo, è il marchio dell’epoca. E quando la noia e la depressione si insinuano dentro di noi tutto sembra privo di significato. Il dolore è visibile, chiaro, localizzato, mentre la depressione evoca un male senza sede, senza sostanza, senza nulla…salvo questo nulla non identificabile che ci corrode.

GIORGIO GABER

domenica 17 aprile 2011

UN CAVALIERE INVINCIBILE

Sono passate le tredici da pochi minuti. E' già suonata la campanella e i ragazzi si sono lanciati in strada, come ogni giorno, allegri, chiassosi, invadenti. E' una giornata di sole bellissima. B. ha tredici anni: è bislungo, vivacissimo, viziato e antipatico, come la maggior parte dei suoi coetanei. Si incammina per andare a casa a piedi, come ogni giorno da quando si è fatto più grande e non vuole più che la madre si faccia trovare all'uscita di scuola. A casa i genitori lo aspettano. E' una giornata come le altre, nè migliore nè peggiore. E' con il gruppo, qualcuno avanti, altri dietro. Lo chiamano. O lui chiama gli altri. Si fanno dispetti, si prendono in giro. Son distratti, ridono. Sopraggiunge un suv: l'autista non ha tredici anni, ma è distratto anche lui. E' al telefono? Cambia il canale della radio? E' arrabbiato, triste, felice? Dove sta andando così di fretta mentre i ragazzi, in gran gruppo, spuntano da ogni angolo? B. non ricorda più nulla di quel momento, ma chi l'ha visto racconta che il colpo è stato terribile e il volo sembrava non aver fine. Il corpo informe dell'adolescente si è rimpicciolito, raggomitolato su se stesso: è tornato feto, ha preso le sembianze di un pesante fagotto, poi, drasticamente, si è accasciato sull'asfalto. Ci ha chiamato la madre, intontita e incredula, come spettatrice di un film, emotivamente lontana per poter sopravvivere al dolore dello choc. "B. è stato investito, è in coma farmacologico nel reparto di rianimazione...". B. che è pieno di mille richieste. B. che è logorroico e secchione. B. che è figlio unico ed è pretenzioso. B. che ha i brufoli e gioca a basket. B. che mi fa spesso perdere la pazienza perchè parla a voce alta, ed è polemico e litigioso. B. che è mio nipote. Non so proprio cosa ho fatto dopo la notizia, credo di essermi mossa in maniera inconcludente; ricordo che, invece, i pensieri, le emozioni, si muovevano molteplici nella testa, nel cuore. Ma come può cambiare una vita così all'improvviso? Se un Dio ha inventato questo mondo, doveva pensare di prevedere almeno due finali alle storie, così da poterle modificare quando son troppo brutte. Se tutto ha un senso, un ordine, in questo caso mi sfugge quale sia. Non riesco proprio a trovarlo, per quanto mi sforzi. Per un giorno e una notte la prognosi è rimasta riservata. Palese era invece il dolore di tutti. E tra la sofferenza emergevano preoccupazioni e speranze, alternandosi. Per fortuna venerdì mattina è uscito dal coma; dalla rianimazione è stato quindi trasferito in ortopedia. La sua vita non è più in pericolo. Ma adesso si contano le ferite, le fratture, i traumi. Dovrà subire interventi, terapie, esami, controlli. Piange per il dolore, non si da pace per la gita scolastica a cui non potrà partecipare. Immobilizzato e impotente, lui che non stava mai fermo, mi appare come un leone in gabbia, come un cavaliere invincibile che mostra la sua umana paura. Mi fa tenerezza. E rimpiango quando mi faceva rabbia.

sabato 16 aprile 2011

TRENI PERSI

Mi sono persa.
Questa settimana, approfittando delle belle giornate, ho iniziato ad avventurarmi in lunghe passeggiate nei boschi che sovrastano la Valle Incantata. Ogni giorno tento nuovi percorsi, per godermi il fresco e il silenzio dei castagni, mi arrampico fino alla sommità della collina, dove lo sguardo può spaziare fino al mare, che luccica in lontananza. Oggi mi sono spinta oltre, fino al paese dove è nata mia madre: un antico villaggio medievale di poche case di sasso, arroccate l'una sull'altra e di stradine lastricate circondate da alte mura di malta. Il sentiero che ho percorso finisce proprio sulla strada a pochi metri dalla porta che, un tempo, portava al castello ed, ora, introduce al paese. Il vecchio borgo pare fuori dal tempo ed il panorama da lì è spettacolare. E' tardi, il sole sta rapidamente calando. Torno indietro. Sul ciglio della strada sosta un giovane motociclista. Proseguo dritto, facendo finta di non vederlo. Invece lo vedo, eccome se lo vedo! Venticinque anni più o meno (lo ammetto, non so più definire con esattezza l'età di chi è sotto i trenta...), giubbotto di pelle sulle spalle ampie, spettinato tanto che sembra di vederlo correre, spericolato senza casco su per la collina..... E terribilmente bello nella sua sfrontata gioventù!
Passo oltre, il sentiero dovrebbe essere qui..., no, forse è più giù, dietro quella curva...neanche qua e neanche dietro quella successiva... IL SENTIERO E' SPARITO! E' evidente: mi sono allontanata troppo. Torno indietro. Ripercorro tutta la strada. Niente! Sono confusa. Il ragazzo è ancora là, le mani che stringono le manopole, i capelli scuri sugli occhi. Mi guarda avanzare, retrocedere, cercare... Sorride. Che figura di m!!! E' dovrò pure di nuovo passare davanti a lui, perchè il sentiero, ora ne sono convinta, è proprio dall'altra parte della strada.
Speriamo che riparta, speriamo che riparta...
Rallento, tergiverso, faccio finta di niente: magari riparte...
"Ehi?! Bisogno di un passaggio?"
E' un attimo! Il cervello mi fa un brutto scherzo: visualizza me sfrecciare sulla moto abbarbicata alle spalle di questo ragazzo. Per un istante intravedo un'altra vita possibile. Come se dietro una curva mi attendesse qualcosa di sorprendente, imprevisto, completamente inaspettato. Una nuova leggerezza. Come se fosse possibile tornare indietro, recuperare la spensieratezza, lasciarsi alle spalle le proprie responsabilità, gli impegni familiari, i consueti doveri, inventarsi un'altra biografia.
E' un attimo, breve come il tempo di una vertigine. Forse è il caldo, la Primavera nell'aria, o, come direbbe Samantha, gli ormoni a briglia sciolta ma vorrei quasi dire di sì...
"Solo se fai guidare me!"
Mette in moto, sorride..."Magari un'altra volta..." parte e rombando scompare veloce dietro la curva.
Finalmente l'ha capito che qui non c'è trippa per gatti!!!

mercoledì 13 aprile 2011

Sono di buon umore..

Sono di buon umore..
Sarà perchè..
Ho trascorso 4 giorni a Trevi al convegno dell'associazione con cui collaboro. Ho incontrato colleghe che non vedevo da tempo, conosciuto persone splendide, trascorso giornate intense cercando di carpire quanto più possibile dalle nuove ricerche, dai resoconti delle relatrici, dai dibattiti tra colleghe. Sono entusiasta, carica di nuove energie per continuare a sostenere ed informare le madri che parteciperanno ai miei incontri.
Sarà perchè..
E' primavera e il giardino di casa dopo 3 giorni di duro lavoro di Zorro-giardiniere ha ripreso vita. Il prato arato e seminato, fiori colorati nelle fioriere, il viale ricomposto con nuova ghiaia bianca. Anche la terrazza che si affaccia sul giardino è pronta ad ospitare gli amici per le cene all'aperto.
Sarà perchè..
semplicemente... sto bene ed ho raggiunto l'obiettivo che mi ero prefissata, che non era solo perdere qualche chilo ma pensare un pò di più a me, prendermi cura del mio corpo ma anche della mia mente.
Con l'augurio che tutti voi possiate trovare il vostro benessere..
Buona Primavera a tutti!!
Vostra Samantha.
Dimenticavo: sarà perchè a Primavera gli ormoni vanno in subbuglio e a me piace lasciarli andare un pò a briglia sciolta!! Samantha docet ; )

domenica 20 marzo 2011

OBIETTIVO RAGGIUNTO!!!

Domenica pomeriggio a casa di Wilma per la consueta merenda, ridotta a una calda tisana drenante.
Che bello ritrovarsi dopo due settimane!
Ci salutiamo, ci guardiamo, ci scrutiamo e... ci apprezziamo:
la dieta ha funzionato!

Notiamo, con gridolini di gioia, complimenti, sorrisi compiaciuti e un po'... di esagerazioni terapeutiche, che stiamo davvero bene!!! In forma splendida!
Wilma con i suoi leggins attillati, Miranda con gli stivali nuovi, tacco 12, ed io che, finalmente, sono riuscita a rientrare perfettamente nei miei mitici jeans.
Affrontati i vari argomenti all'ordine del giorno, all'unanimità decretiamo che
SIAMO PRONTE PER L'APPUNTAMENTO CON...
...I PIZZOCCHERI!!!!!
Miranda, Samantha e Wilma

venerdì 18 marzo 2011

E' stata una bella giornata!

E' stata una bella giornata..!
Stamani abbiamo portato i bimbi del Nido in gita al paese..
Amo il mio lavoro.
Sei anni fà alla soglia dei 34 e dopo 15 passati in gioielleria come commessa, decisi che era giunto il momento di dare una svolta alla mia vita. Non fu una decisione facile..due figli piccoli, il mutuo da pagare, un posto di lavoro sicuro per..un salto nel buio!
Dopo la nascita dei bimbi e una felice esperienza di maternato, mi ero avvicinata, prima come simpatizzante ed in seguito come Consulente, ad un'associazione di volontariato che si occupa di sostegno ed informazione alle mamme che desiderano allattare al seno i propri piccoli.
Un'esperienza estremamente gratificante, attraverso la quale sono cresciuta, come donna e come madre.
Gli incontri mensili che ho tenuto in questi anni presso il Distretto Asl della mia zona, hanno incrociato il mio cammino con quello di tante storie di mamme e bambini; il telefono è stato un elemento prezioso nel sostegno alle madri che mi chiamavano, talvolta per un semplice dubbio: "E' normale che stia attaccato al seno più di mezz'ora?!" e di quelle disperate che piangendo chiedevano il mio aiuto.
La vita del negozio proprio non mi si confaceva più!
Inoltre i rapporti con i gestori della gioielleria (con i quali ho stretti rapporti di parentela) , erano venuti ad incrinarsi in maniera irreparabile.
Non ero serena, mi sentivo frustrata in quel ruolo e in perenne conflitto con loro, così non poteva andare avanti..!
Decisi di licenziarmi.
Non è stata una decisione presa alla leggera..
Trascorse un anno da quando maturai questa idea, (sostenuta dalla mia famiglia e dalle mie Amiche) fino al momento in cui lo comunicai ai miei parenti, i quali lo accolsero con non poco stupore!!
Ho trascorso quell'anno come un carcerato che, scalfendo ogni giorno un segno sul muro, vede sempre più vicina la sua libertà.
Internet e ogni piccola possibilità: un concorso, un corso di formazione, il curriculum da preparare, leggi da interpretare..
E tra amare delusioni e piccole gratificazioni, finalmente una mattina ad un colloquio di lavoro ho incontrato una persona..
Mariarosa è stata colei che mi ha finalmente ascoltata, che ha saputo cogliere le mie motivazioni ed apprezzarmi per ciò che valgo.
Oggi mi racconta che in quei giorni aveva fatto diversi colloqui con ragazze interessate a quel tipo di lavoro, ma che..ancora non aveva incontrato la persona adatta.
Diciamo che sono stata la Persona giusta al momento giusto!! ; )
E così adesso la mia vita scorre tra piccole pesti e adorabili canaglie, all'Asilo Nido..nella Valle Incantata, si Amici, la stessa in cui abita Miranda! Stamani con i piccoli, tutti allineati in una fila più o meno composta, eccitati ed incuriositi , abbiamo intrapreso il nostro piccolo viaggio tra i vicoli del Paese.
La gente affacciata alle finestre a sventolare le mani in segno di saluto, gli anziani per strada che si fermano e con un sorriso stampato sul viso rugoso guardano i bimbi. Le loro espressioni non nascondevano di certo lo stupore, nell'osservare tanti piccini così attenti alle raccomandazioni delle loro Tate!
"Emma, guarda davanti che sennò inciampi!..Lorenzooo!! Attaccati bene al tuo compagno!!"
"Guarda Tataaaa un cane!", "Ciao Tato!!"
Fino a raggiungere le pozze..quelle in cui fino a un paio di decenni fà le donne andavano per lavare i panni. Qui la meraviglia dei bimbi è stata grande!
"Guarda Tata la piscinaaa!", "I pesci?!", "Lo squaloooo!!".
"Tata è bello andare in gita perchè ci sono tante strade!!
A pranzo hanno mangiato come piccoli lupetti e l'ora della nanna è arrivata in un baleno..
Si sono addormentati sognando uno squalo e chissà cosa..!
Allora ditemi..avrei mai potuto rinunciare a tutto questo?!
Vostra Tata-Samantha

giovedì 17 marzo 2011

La Tina e La Pina al balcone...anzi al BALCONCINO...

Domenica pomeriggio. Continua a piovigginare, il cielo è cupo e triste. Siamo in casa, spallati. Mio marito si trascina dal divano al computer, mio figlio alterna i videogames alla tv. Ed io... neanche un bel libro per passare il tempo. La noia riempie maligna questa giornata di riposo. Pure le mie amiche, con cui di solito ammazzo la noia di certe domeniche, hanno preso altri impegni, fatto altri programmi. Che fare? Decido di andare a fare un po' di spesa, per non rendere completamente inutile questa giornata e non farmi sopraffare dalla noia. Esco così come sono, tuta, scarpe da tennis, senza un filo di trucco. Tanto chi ci sarà mai a far la spesa di domenica pomeriggio, con questo tempo? Sbagliato! Pare che tutta la città oggi si sia riunita qui al supermercato; famiglie intere con i pargoli che scorrazzano, coppiette per mano, e pure gruppi rumorosi di ragazzi intenti a cercare non si sa bene cosa. La tentazione sarebbe di andarmene all'istante, ma oramai sono qua ed allora cerco di farmi largo tra la gente senza urtare nessuno con il carrello, e di fare più in fretta possibile. Sono irritata, spazientita, intollerante.
Soprattutto sono a disagio in mezzo a tutte queste signore che cinguettano a fianco del marito, eleganti, truccate, incomprensibilmente allegre. Mi affretto: di socializzare proprio oggi non ho voglia! Finito il giro, mi avvicino alla cassa. Dietro di me due quarantenni piuttosto interessanti. Sorridono, ammiccano, chiacchierano cordialmente. Ma l'ho detto: non ho voglia di socializzare. Mi sento sciatta, trasandata, non seducente: una signora quarantenne dimessa e sgraziata. Questa è l'immagine che so di rimandare a chi mi sta vicino. Ma piove e mi girano le balle. Ho voglia solo di tornarmene a casa, di tirarmi sul divano e godermi un po' di insana televisione. La cordialità dei due si spinge fino ad aiutarmi a sollevare le casse dell'acqua, a sistemare la spesa sul nastro trasportatore, un aiuto non richiesto ma venuto spontaneo. Sorrido, ringrazio e mi avvio verso il parcheggio. Sono quasi soddisfatta: rifletto sul fatto che alcuni uomini sono capaci di essere gentili e cortesi comunque, anche senza la seduzione di uno sguardo ammiccante, di gambe scoperte, di tacchi alti. Mi sento liberata da questo pensiero, dalla possibilità che pur essendo se stesse, senza mascherarsi, si venga trattate come persone, si ricevano comunque attenzioni.
Salgo in auto e.... ops!!!Mi accorgo dolorosamente che la cerniera della mia tuta è misteriosamente scivolata sotto il consentito e lascia intravedere tutto quello che il push-up solleva, sospinge e provocatoriamente propone. E vi assicuro non è poco!
In questa giornata uggiosa e piena di noia, pensavo di rimandare agli altri una certa immagine di me stessa, casalinga e rassicurante... ed invece, pare proprio mi sia sbagliata... la Tina e La Pina, al balcone hanno cambiato spudoratamente le carte in tavola. Brutte esibizioniste!!!

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!
L'Italia è sull'orlo del precipizio, ci aspettano mesi di tagli e manovre "lacrime e sangue", l'opposizione è inesistente e Mario Monti non è il nostro eroe ma almeno...BERLUSCONI SI E' DIMESSO!!!

SE NON ORA QUANDO?

SE NON ORA QUANDO?
FIRENZE, 13 FEBBRAIO 2011.