FRANCESCO MUSANTE

FRANCESCO MUSANTE
UNA ROSA LA LUNA E LA NOTTE INTERA PER PENSARE A TE

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.
I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita ma se leggevi loro le favole. Betty Hinman

mercoledì 30 dicembre 2009

Almanacchi! Almanacchi nuovi...

Mi sento in dovere di dare anch'io il mio contributo sincero e sentito al neo-nato partito dell'Amore. Quale miglior modo se non iniziando a farvi gli AUGURI per questo nuovo anno che sta per partire?
Buon anno dunque!
Auguro che questo 2010 sia generoso con Voi e con me,
che ci porti più serenità e meno preoccupazioni,
che ci conservi intatta la capacità di emozionarci,
di ridere,
di piangere,
di incazzarci a bestia.
Auguro che il nuovo anno ci regali, magnanimo,
un nuovo amore
ma anche la forza di vedere la magia che sempre si cela negli affetti quotidiani,
che ci conceda ancora un sogno impossibile da rincorrere,
un paio di progetti su cui lavorare,
qualche interessante riflessione,
e almeno mille dubbi che non ci lascino dormire.
Che il 2010 ci porti
più senso del pudore, meno arroganza,
più donne ad occuparsi della cosa pubblica e
più uomini impegnati nella cura della casa e dei figli,
più cinema e teatro e meno televisione e paytv,
ma se proprio TV deve essere
più l'ironia sagace di Serena Dandini e
meno (molto meno) la soporifera prosperità di Barbara D'Urso,
più Report e meno isole degli sfigati che un tempo furono famosi o quasi,
più giornalisti liberi, seriamente impegnati nella raccolta dei fatti, alla ricerca della verità,
concittadini meglio informati che sappiano scegliere in base alle proprie convizioni ma responsabilmente ed a ragion veduta,
più sesso vero, palpabile in carne ed ossa,
meno allusioni al sesso sulle copertine dei giornali,
pannelli fotovoltaici per tutti
e il tramonto dello sciagurato progetto di darsi al nucleare.
Che si ottengano, finalmente,
luoghi di lavoro più sicuri,
punizioni esemplari per i responsabili del rogo alla Tyssen Krupp,
che vadano in galera i corrotti, i corruttori e i collusi di questo Paese violentato,
liberi invece i clandestini, scappati da un destino di fame, miseria, morte.
Che il 2010 non dimentichi, inoltre, di garantirci
pensioni minime più alte e la riduzione degli stipendi parlamentari,
amnistia per le multe di divieto di sosta, pene severe per gli evasori,
più soldi alla ricerca, finanziata con i tagli alle spese ministeriali,
più insegnanti preparati, meno soldati (preparati o no poco importa),
meno precari, meno cassaintegrati e soprattutto meno amministratori delegati con stipendi d'oro.
Ed infine meno Berlusconi e più...più... ops... non so che dire...
Da bravo, Nuovo Anno, mandaci anche un politico serio, competente, onesto
che ci restituisca la fiducia e riaccenda la speranza.
Auguri a tutti dunque...
Ma auguri di che?
Lo sappiamo bene che sono solo parole,
chiacchiere inutili,
retoriche,
vane.
Ma, allora, cosa posso augurarvi?
Ci sono!
Vi auguro che in mezzo al vostro quotidiano arrabattarvi,
alla fatica di ogni giorno per tirare avanti,
voi possiate trovare motivo di felicità,
che vi permetta di non mollare, mai.
AUGURI DI CUORE,
MIRANDA
(o, se preferite, Susi)

FATE L'AMORE, NON LA GUERRA...

Mi occupo sovente, per lavoro, di coppie in crisi, coniugi delusi, amori finiti, separazioni, conflitti. In questi anni sono stati così tanti i volti che ho visto gridare, piangere, soffrire, insultare, che, nonostante la mia infinita passione per la professione che svolgo, farei fatica a ricordare i nomi di ciascuno. Supportata dalle conoscenze teoriche, che mi tracciano la strada, rifletto costantemente sui dati che emergono dalle storie. Mi pongo interrogativi a milioni, cerco il senso, medio, comprendo, con l'obiettivo costante di giungere ad una riconciliazione degli affetti, indipendentemente dalle decisioni prese dagli attori. Ci penso anche nei momenti più assurdi: mentre acquisto il latte, guido, mi faccio la doccia, rispondo a mia madre...
Cerco connessioni, come un cane da tartufo, come un'arredatore che insegue l'armonia dei colori...Da qualche giorno ho come l'impressione di aver individuato una costante. Banale forse. Scontata magari. Parecchio materialista, almeno apparentemente. Parlo del sesso nella coppia. Non ho mai conosciuto persone che decidano di separarsi avendo una buona intesa sessuale. O meglio: tutte le coppie in crisi che ho incontrato avevano problemi di natura sessuale: non si desideravano più, non avevano rapporti da tempo o facevano l'amore solo molto raramente. Nei miei momenti di cinismo sagace riconosco di aver espresso, già in passato, il dubbio che il motore che ci guida sia l'insieme degli ormoni, travestiti e camuffati da poesia e affini. Ma senza giungere a simili eccessi pre-mestruali sottolineo l'importanza della fisicità nella coppia. Si potrà sicuramente obiettare che i problemi di natura sessuale nella convivenza siano l'inevitabile conseguenza di altre profonde divergenze, di una conflittualità relazionale e altre incomprensioni quotidiane ma, quasi sempre, le persone che raccontano delle loro frustrazioni coniugali arrivano poi a concludere, quasi a chiarire meglio, che non avevano rapporti da tempo o che questi erano insoddisfacenti o che uno dei due non era più disponibile. Nella maggior parte dei casi tale difficoltà sembra precedere il conflitto. Pensiamo infatti a quante emozioni si scatenano in un rapporto sessuale, in particolare nella fase precedente, in cui il partner prende l'iniziativa o lancia messaggi di preludio e inizia una danza sincronica, assolutamenente personale in ogni coppia. Densa di significati profondi e di comunione è poi la fase che segue, quella dell'appagamento e della quiete:lì, spesso, si snoda la comunicazione più significativa tra i partner; quella densa di significato e di confidenze profonde. Se manca la sessualità nella coppia vengono meno anche queste due fasi veramente preziose. Una cara amica che non si è mai sposata, molto colta, nata in un paesino di montagna, mi raccontava che, spesso, da ragazza, guardando i coetanei, si domandava di cosa avrebbero parlato "dopo l'amore" e che il timore che non ci fossero affinità l'ha fatta desistere dal matrimonio. Ricordo di averle risposto che se "il suo coetaneo poco affine" era un buon amante poteva anche leggersi un buon libro dopo, in assoluta solitudine...Ho cambiato idea, ma non so se sia merito dei pazienti o dei quarant'anni che incalzano...

venerdì 25 dicembre 2009

TANTI AUGURI SCOMODI

Carissimi,
non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi "Buon Natale" senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.
Mi lusinga addirittura l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l'inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell'affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l'aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.
I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell'oscurità e la città dorme nell'indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere "una gran luce" dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell'edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
I pastori che vegliano nella notte, "facendo la guardia al gregge", e scrutano l'aurora, vi diano il senso della storia, l'ebbrezza delle attese, il gaudio dell'abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l'unico modo per morire ricchi.
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.
Tonino Bello

martedì 22 dicembre 2009

Se non ci riesce Obama proviamoci da soli!

E' inutile aspettarsi dai Grandi della Terra una soluzione definitiva, condivisa e concreta per il problema ambientale del riscaldamento terrestre. Lo abbiamo visto in questi giorni durante l'incontro a Copenhagen, dove sono state spese tante parole ma pochi gli impegni presi.
Secondo uno studio di Thomas Dietz, seguendo 17 semplici regole, NOI TUTTI quotidianamente possiamo salvare il Pianeta. Eccole: (copiate pari pari da http://www.focus.it/natura/ambiente/news/stendi-i-panni-e-stenderai-la-c0sub2sub.aspx)
1. Isolare meglio la casa. Installare sistemi efficienti di isolamento, come la finestra con doppio o triplo vetro per evitare dispersioni di calore o i pannelli isolanti sui tetti. Isolando la casa con un sistema a cappotto si possono risparmiare circa 630 kg di CO2 all'anno.
2. Centralizzare il sistema di condizionamento di casa. Quando si cambia il condizionatore, meglio sceglierne uno a basso impatto e soprattutto centralizzato.
3. Risparmiare acqua. Chiudere la doccia quando non la si usa; chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti o ci si rade (quest'operazione, per esempio, già permette in Italia, di "risparmiare" 60 kg di CO2 a testa all'anno); utilizzare i miscelatori aria/acqua che ci fanno consumare 4 litri di acqua in meno al minuto.
4. Scaldabagno: sceglierne uno efficiente. Si consuma meno elettricità e si evitano sprechi. In più, in Italia, da gennaio 2009 gli impianti di riscaldamento dell'acqua sanitaria di tutte le nuove abitazioni devono funzionare con il solare termico almeno per il 50%: la metà dell'acqua calda sarà ottenuta grazie al Sole.
5. Utilizzare apparecchiature domestiche più efficienti. Quando è ora di cambaire frigoriferi, televisori, lavatrici, ecc., meglio optare su quelli con marchio Energy Star che ne attestano l’efficienza (cioè il minor spreco di energia) rispetto agli altri.
6. Usare pneumatici a basso coefficiente di attrito. Minimizzano l’energia persa come calore quando gli pneumatici rotolano sulla strada.
7. Guidare auto a basso impatto. Quando è il momento di cambiare l’auto, scegliere una motorizzazione con emissioni di CO2 inferiori: piccola cilindrata o auto ibride
8. Pulire i filtri del condizionatore. Pulire i filtri dei condizionatori e cambiarli regolarmente.
9. Manutenere il condizionatore. I condizionatori d'aria - soprattutto negli USA - sono sovrauttilizzati. Curarne la manutenzione evita sprechi. Ma se d'estate lo si tiene spento per 4 ore, il risparmio è ancora maggiore.
10. Manutenere regolarmente l'automobile. Filtri dell'olio puliti, parti del motore lubrificate, pneumatici in ordine non soltanto garantiscono più sicurezza, ma permettono alla vettura di consumare meno benzina per funzionare.
11. Fare il bucato a temperature più basse: 10 gradi in meno di temperatura equivalgono a un risparmio energetico del 10%. Scegliere cicli di lavaggio ecologici e ricordarsi di utilizzare lavatrici (e lavastoviglie) preferibilmente a pieno carico: si risparmia acqua ed elettricità.
12. Abbassare lo scaldabagno. Tenere al minimo la temperatura degli scaldabagni elettrici, che divorano fiumi di energia.
13. Prestare attenzione alle piccole cose in casa. Ci sono comportamenti quotidiani corretti che permettono di abbassare l'impronta di carbonio di caiscuna casa: spegnere le luci inutili; non lasciare gli elettrodomestici o i pc in stand by; non mettere nel frigorifero oggetti ancora caldi.
14. Usare i termostati. Eliminare gli eccessi di caldo e di freddo intervenendo costantemente su termometri e temporizzatori. Anche se non avete il sistema di riscaldamento centralizzato potere inserire valvole per regolare la temperatura.
15. Stendere il bucato. Le asciugatrici (molto usate negli Stati Uniti) sono tra gli elettrodomestici che divorano più energia. 20 lavaggi a 60 gradi seguiti dal passaggio nell’asciugatrice consumano una quantità di energia sei volte superiore rispetto a quella necessaria per produrre un capo d’abbigliamento.
16. Guidare piano. Viaggiare al massimo a 90 chilometri all’ora, evitando accelerazioni e frenate continue.
17. Puntare sul car sharing. Perché spostarci ognuno in un’auto quando all’interno di una vettura ci entrano 4-5 persone? Questa metodologia di “condivisione delle auto” è utilizzata nelle piccole comunità, ma sono proprio le grandi città ad averne più bisogno.
Che ve ne pare? A parte il 17 che è un po' difficile da organizzare io direi che con poco sforzo e sacrifici trascurabili ce la possiamo fare!

martedì 15 dicembre 2009

IO ODIO

Odio l'asservimento del bene comune all'interesse privato,
di un Privato,
odio l'arroganza di chi, ritenendosi maggioranza,
disprezza le ragioni degli altri,
odio scoprire che chi ci governa è sospettato di collusione mafiosa,
e soprattutto odio i tentativi di costui per sfuggire ai processi,
odio chi calpesta le Istituzioni,
perchè si ritiene aldisopra di tutti gli altri,
Odio i quotidiani attacchi ai magistrati, all'opposizione, ai giornali,
odio il servilismo di certi signor nessuno,
incompetenti ascesi d'un botto ad alte cariche,
odio le menzogne amplificate ogni giorno,
odio la disinformazione, praticata costantemente
dai suoi giornali,
dalle sue televisioni,
dal servizio pubblico asservito,
odio il servilismo, l'ipocrisia, l'ambiguità di giornalisti che si curano solo del proprio tornaconto,
odio alzarmi ogni mattina,
per insegnare in una Scuola che non riconosco,
secondo metodi e principi che non condivido,
odio vivere in un Paese che, di fatto, ha ripristinato la schiavitù,
odio il razzismo, l'omofobia, l'intolleranza che si respira,
odio esser chiamata "fannullona assenteista"
dal più assenteista dei Ministri,
odio leggere false notizie,
utilizzate per zittire ogni oppositore,
odio le ritrattazioni e le scuse ipocrite,
arrivate, opportunamente, in ritardo,
odio la grettezza, l'ignoranza, la mancanza di cultura esibite come trofei,
odio la logica del profitto sopra ogni cosa e il miraggio del guadagno facile,
odio la mancanza di attenzione all'ambiente,
il nucleare come unica, sciagurata, alternativa ai combustibili fossili,
odio l'uso propagandistico del crocefisso per discriminare, emarginare, dividere,
odio lo svilimento della tenerezza, lo spegnimento della pietà,
l'indifferenza per le sorti altrui,
odio la banalizzazione e la vacuità
del discorso politico,
odio i luoghi comuni presentati come temi di grande attualità,
odio la strumentalizzazione del corpo femminile e
l'esibizione ossessiva di culi sculettanti di graziose soubrette,
odio gli abbracci, di convenienza, a disumani dittatori,
odio gli spudorati utilizzatori finali e i loro avvocatucoli ben pagati,
odio sapere che nel mio Paese i Centri di Accoglienza sono veri e propri lager,
odio sentir ripetere che la crisi non esiste e semmai è già passata,
mentre il mio vicino ha perso il lavoro,
odio temere di ammalarmi per non ritrovarmi con uno stipendio decurtato,
odio le ore di scuola perdute da mio figlio
perchè mancano i fondi per pagare le supplenti,
odio l'incapacità di garantire un futuro dignitoso alle nuove generazioni,
e soprattutto odio quest'odio profondo che provo,
alzarmi ogni mattina piena di rabbia,
senza speranze, rassegnata al peggio.
Sì lo ammetto,
non vorrei,
ma anch'io odio.

domenica 13 dicembre 2009

...

Accadono eventi a volte, ti sfiorano disastri che ti lasciano lì, ammutolita con un misto di stupore, orgoglio e paura per quel fulmine che, sfiorandoti, è andato a schiantarsi poco più in là sulla casa del vicino.
E allora tu guardi, con sollievo, i tuoi ciclamini crescere prosperi nella tua bella aiuola, ti perdi a scegliere nuovi cuscini per il divano, ascolti tuo figlio ridere allegro per casa, mentre il tuo gatto tenta la scalata al lettone e tutto sembra senza senso.
E allora tu capisci che ogni giorno fai dieci, cento, mille vincite al superenalotto: ogni sera che tuo marito rientra a casa, ogni domanda di tuo figlio, ogni volta che apparecchi la tavola, ogni telefonata che ricevi dagli amici, ogni libro letto, ogni volta che sorridi ma anche ogni volta che ti rabbui o t'incazzi. Dieci, cento, mille schedine vincenti di cui neanche ti ricordi di dire grazie.
Di fronte alle macerie della casa del vicino, di fronte a tanto dolore, enorme mi appare oggi il mio debito con la vita.

domenica 6 dicembre 2009

MA IL CIELO E' SEMPRE PIU' BLU...

5 DICEMBRE 2009
NO B-DAY
NOI CI SIAMO

Chi non ha ancora vent'anni,

chi ha superato i settanta,

chi è vestito di viola,

chi non dimentica il rosso,

chi non c’era mai stato,

chi ne ricorda altre mille,

chi ha portato i suoi figli,

chi è insieme al moroso,

chi è venuto col treno,

chi sopra una nave,

chi ha una bandiera,

chi saluta al balcone,

chi ha dipinto un cartello,

chi alza la voce,

chi sfila in silenzio,

chi Lo manda affanculo,

chi si tiene per mano,

chi grida “vergogna!”,

chi è contro la mafia,

chi chiede giustizia,

chi Lo vuole ai processi,

chi dietro le sbarre,

chi sorride e ci chiede

“saremo un milione?”,

chi ha appeso un cartello

anche sopra al lampione,

chi le elezioni le ha perse,

chi non ha votato,

chi del voto è pentito,

chi già lo sapeva,

chi ora ha capito,

chi è madre, chi è figlia,

chi fa l’operaio,

chi è cassaintegrato,

chi insegna ai dottori,

chi è solo studente,

chi ha fatto la guerra,

chi naviga in internet,

chi ha perso il lavoro,

chi è ancora precario,

chi vorrebbe studiare,

chi un po’ più di pensione,

chi vuole sapere

chi gli ha esploso il fratello,

chi Franca, chi Dario,

chi è arrivato in ritardo,

chi ripartirà presto,

chi aspetta Vecchioni,

chi non ce l’ha fatta,

ma segue da casa,

chi intona canzoni,

chi salta, chi balla,

chi grida con foga,

chi scatta le foto,

chi è molto scontento

chi proprio incazzato…

un’unica folla,

un’unica voce che grida:

ORA BASTA!!!

NE ABBIAM PIENE LE PALLE!!

venerdì 27 novembre 2009

CHE BRUTTA STORIA!

Ieri l'Adolescente è tornato da scuola con una missiva tra le mani. Il mittente è la sua profe di italiano che ci informava che nelle pagelline il suo voto non sarebbe comparso in quanto, durante un consiglio di classe straordinario, sarebbe stata sottoposta ad un "processo" sui suoi metodi d'insegnamento ed invitata ad "abbassare i voti". L'accusa che il preside in particolare le rivolge è quella di essere troppo gratificante con gli alunni, di valutarli troppo al di sopra delle loro reali capacità, di farli parlare e di ascoltarli.

Inutile precisare lo stato d'animo che mi ha scatenato la lettera. Questa è la risposta che ho scritto di getto e che oggi è già partita con raccomandata:

"Al Preside del Liceo X

SEDE

Ai docenti della classe 1°A

SEDE

Ai genitori della classe 1°A

SEDE

e p.c. Al Provveditorato

agli Studi di ...

SEDE

e p.c. All'Assessore

alla Pubblica Istruzione

Dr.ssa ...

SEDE

In data odierna abbiamo ricevuto una lettera della professoressa XXX in cui la stessa ci informava di un fatto veramente grave che interessa la nostra classe e la classe 2°.

In particolare, nella missiva, si fa riferimento ad un Consiglio di classe straordinario in cui le è stato chiesto, dal preside e dai colleghi, di abbassare i voti dei nostri figli.

Tale situazione ha come conseguenza che le materie d'insegnamento della suddetta professoressa saranno soggette alla sospensione del giudizio.

Chiediamo urgenti chiarimenti, formali, rispetto al gravissimo episodio, sia dal preside che da parte di tutto il corpo docente.

In particolare desideriamo conoscere:

- la ragione per cui è stato convocato un Consiglio di classe e non sono stati invitati i rappresentanti dei genitori e degli alunni;

- se il preside e gli altri insegnanti sono in possesso di dati oggettivi circa l'incapacità della professoressa suddetta a valutare gli alunni e, in caso affermativo, per quale motivo tale grave carenza non sia stata palesata anche ai genitori o non sia stata oggetto di provvedimenti più drastici, a tutela della formazione dei nostri figli;

-il significato del termine "abbassare i voti", ovvero conoscere quale criterio o griglia valutativa o indicatore di risultato sia stato suggerito a tale insegnante al fine di promuovere l'apprendimento, facilitare l'acquisizione di competenze, favorire benessere sociale.

Non nascondiamo che la situazione che si è venuta a creare ha, nostro malgrado, coinvolto il gruppo classe che, inevitabilmente, ha "scosso il capo" e si è sentito autorizzato a biasimare quegli adulti che sono chiamati, per legge, a curare la loro formazione culturale.

Preme sottolineare che l'intera classe ha creato una buona relazione con la professoressa XXX che, gratificando e premiando gli alunni, sembra promuovere il loro impegno in misura maggiore di chi predilige, nella valutazione, un metodo diverso.

Chiediamo altresì un'urgente riunione sia con il preside che con tutto il corpo docente, presenti tutti i genitori, al fine di pervenire ad una soluzione democratica, scevra da spiacevoli pregiudizi sugli alunni, che dovrebbero essere assolutamente assenti in chi ha scelto l'insegnamento come professione.

E' apparso indispensabile portare a conoscenza gli organi preposti di quanto sopra esposto, a garanzia di tutela e nella convinzione che una pluralità di competenze faciliti l'approdo a soluzioni maggiormente eque e rispettose dei vari punti di vista.

Cordiali saluti.

La Rappresentante dei Genitori"

Hasta la victoria siempre!

Ps. Fred è stato un membro attivissimo nella preparazione della battaglia, tanto che la cucina si era trasformata in una base del "movimento contro l'abbassamento fascista dei voti"

venerdì 20 novembre 2009

Ci sono periodi in cui sembra che la mia vita acceleri bruscamente e si proietti inarrestabilemente in avanti da sola, lasciandomi indietro affaticata e imperdonabilmente in ritardo rispetto al normale andamento del resto del mondo. In periodi così tutto sembra procedere ad una velocità maggiore di quella che io riesco a tenere. Ogni cosa intorno a me sembra precipitare, senza controllo e senza freni. E così i panni si sporcano più velocemente di quanti ne riesca a lavare, stendere, stirare, mentre i miei cassetti piangono per la nostalgia di mutande e calzini puliti. Le calze velate si rompono molto più in fretta di quanto io riesca a ricomprane di nuove. I pensieri si affollano confondendosi nella mia testa così vorticosamente che io non riesco più ad agguantarne uno mezzo sensato. E che dire dei peli sulle gambe? Mi distraggo un attimo e li ritrovo cresciuti da far invidia a una scimmia antropomorfa. Aumentano incredibilmente i compiti da correggere, i capelli sulla testa di mio figlio che solo la settimana prima sfoggiava un'acconciatura perfetta da baronetto di Liverpool, la lana sotto il letto (come si forma la lana sotto i letti è un mistero che meriterebbe un'intera puntata di Voyager), le bollette da pagare, le telefonate da fare, la polvere sui mobili, la ricrescita scura sulle radici dei miei capelli (Certo che sono naturalmente bionda! E' solo che i miei capelli si rifiutano di mostrare spontaneamente la loro intima biondità senza l'aiuto rigenerante di un bagno caldo in acqua ossigenata). Fino ad un momento prima tutto sembrava procedere normalmente, seguire l'andamento solito poi, è bastato distrarsi un attimo, per ritrovarsi con una mole di noiose incombenze e necessità quotidiane cresciuta in modo esponenziale ed autonomo. D'un tratto nulla è più sotto controllo.
In momenti come questi, io non sono più in grado di agire nè di reagire. Tutto diventa troppo incalzante, gravoso, pretenzioso ed estenuante. In momenti così io mi fermo, mi siedo e mi tuffo nella nutella...ops... volevo dire nella crema spalmabile alla nocciola Coop Solidal...e aspetto. In fondo, che fretta c'è?

lunedì 16 novembre 2009

TORINO E LA "DONNA SENZA ETA'"....

Siamo stati qualche giorno a Torino. Ospiti di una meravigliosa donna senza età e della sua famiglia. Siamo tornati molto più ricchi di quando siamo partiti. Negli occhi, nel cuore, tanti momenti intensi da ricordare. Torino è una città aristocratica e accogliente, che in autunno, per vezzo, per magia, si colora di rosso amaranto, di giallo ocra, di arancio. E si profuma di cioccolato fondente e gianduia. Torino è liberty. Come la "Donna senza età". E come lei ti seduce in interminabili passeggiate sul lungo Po, dove si snodano i ricordi e i sogni, i dolori e gli amori. Il percorso lungo il fiume, che continuamente cambia per stupire il viandante, affascina, eccita, stanca, commuove...Come la vita vissuta intensamente. Come un bel libro cominciato, che non è ancora del tutto scritto, che forse non sarà mai compiuto ma che, proprio per questo, fa esplodere sogni e batticuori. Grazie per l'ospitalità, che è stata tanto empatica da permettere l'incontro e l'apertura l'un l'altro e tanto genuina da farci assaporare un benessere caldo e piacevole. Torneremo senz'altro. O forse siamo ancora lì, perchè non si lascia mai del tutto ciò che ci ha regalato emozioni.

IL MURO DI BERLINO: Accadeva vent'anni fa...

In quei giorni la Storia, inarrestabile e impietosa, arrivava a Berlino con passi di baldanza. Crollava quel muro odioso che divideva Berlino e il mondo intero. Lo vedevamo, attraverso lo schermo della tv nel telegiornale delle 20:00, fatto a pezzi a tempo di musica da folle di giovani ventenni esultanti e in festa. Li guardavamo, increduli, quei nostri coetanei berlinesi ballare, felici, sulle macerie. Liberi finalmente. E pieni di speranza.
Io avevo, allora, vent'anni. Vent'anni appena compiuti, una vita davanti piena di promesse e una tenace, ingenua convinzione. Quella di sapere già tutto. Mentre non sapevo un bel niente.
Crollava il Muro e, implacabile e misteriosa, la Storia cambiava direzione e metteva fine ad un'epoca. E così, da quello schermo, io assistevo, sbigottita, gli occhi umidi di lacrime, alla fine di un Mondo. Può sembrare strano, oggi, e molti, nati dopo quel 1989, non capiranno, ma quei giorni non furono giorni di festa per tutti. Infatti, per alcuni di noi che, ingenuamente, avevano creduto di poter costruire un mondo diverso, una società più egalitaria, e più giusta, sotto quelle macerie si seppelliva un Sogno. Scompariva un'Idea. Per quelli di noi, che quel Sogno condivisero e perseguirono, il crollo del Muro lasciò un vuoto incolmabile. Improvvisamente ci ritrovammo orfani, ad aprire gli occhi su una realtà spietata che non eravamo riusciti a vedere. Noi che, ostinatamente, avevamo cercato di non udire il sinistro scricchiolio delle travi che cedevano e delle crepe che si aprivano, sempre più ampie, sempre più pericolose, ci accorgemmo del crollo solo di fronte alle macerie fumanti. La Storia, inarrestabile, noi non la sentimmo arrivare. E ci lasciò così, inermi, e sgomenti. Improvvisamente orfani. E senza speranza.
Perchè il Muro nel suo ineluttabile crollo, trascinò con sè anche la possibilità di immaginare altri modi di stare su questo mondo, di crescere e di prosperare insieme. Da quel giorno ha prevalso un unico, totalizzante, modello di società. Quello occidentale, che, dopo la caduta del Muro, ha rotto ogni indugio e sta precipitando, irresponsabile e senza freni verso i suoi eccessi. Questo modello è rappresentativo di una società che persegue il piacere personale ed immediato prima di tutto, invoca il perseguimento ossessivo dei propri interessi, esalta il guadagno facile, le speculazioni selvagge e il successo immeritato, si ammanta di moralismo e se ne fotte dell'etica e del bene comune. Una società in cui un individuo è valutato in base a ciò che possiede e alle amicizie importanti su cui può far leva e non dalla coerenza e onestà dei propri atti. Una società che ama l'arte e la cultura solo come fonti di immediato guadagno. Una società che proprio non mi piace.
Sbagliavamo allora. Ma inseguivamo un sogno. Avevamo un'alternativa. Potevamo pensare che un altro mondo era possibile e a portata di mano.
Dopo vent'anni, il vuoto lasciato dalla caduta del Muro di Berlino ancora niente l'ha colmato. Allora non scesi in piazza a ballare e a festeggiare. E, francamente, non mi sento di festeggiare neanche oggi.

martedì 10 novembre 2009

IL MURO DI BERLINO

Il parlamento italiano, con la legge n. 61 del 15 aprile 2005, ha dichiarato il 9 novembre "Giorno della libertà", quale ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.

"Oggi a Berlino sono rimasti pochi resti di quel muro che 20 anni fa era un simbolo di divisione e di repressione. Tuttavia, rimangono in piedi muri che rendono alcune persone più uguali di altre sul piano del godimento dei diritti umani. Nonostante le minacce, le intimidazioni e gli arresti, i difensori dei diritti umani in ogni angolo d'Europa, stimolati dall'energia sprigionata dal crollo del Muro, continuano a lottare per un continente dove tutti i diritti umani siano rispettati, per tutti"

(Duckworth- Amnesty International)

domenica 8 novembre 2009

IL PORTAVOCE DELL'OPPOSIZIONE ESTETICA

Minu, la meravigliosa Donnetta di Pianezza, mi ha fatto conoscere, attraverso i suoi post, un giornalista davvero interessante:

Massimo Gramellini

Questo è uno dei suoi articoli: "Come portavoce autonominato della Opposizione Estetica, mi permetto di esprimere tutto il mio sommesso disgusto per il prototipo di donna che emerge dagli scandali di queste settimane, che poi è la stessa donna che vediamo paparazzata nelle feste della Roma Cafona o issata sui troni di cartapesta di certi programmi televisivi. Bella di una bellezza vistosa e ritoccata. Vestita e truccata come la maschera di un trans. Aggressiva, sgangherata, ignorante. Non so per quale ragione certi uomini di potere abbiano una predilezione per lei. Immagino perché non li mette in discussione. E’ una donna-sofà, a cui il potente si rivolge per scaricarsi e rilassarsi, con lo stesso spirito con cui davanti al televisore preferisce una gara di rutti a un programma di storia. So però che sopravvive un altro genere di maschi e che a questi maschi continua a piacere l’altra donna. Quella che non sghignazza, ma sorride. Che non mostra, ma allude. Che non seduce con le microgonne, ma con gli spacchi. Che conserva intatto il mistero femminile e intriga l’uomo che cerca di entrarvi in comunione. Che non si rifà, ma ha cura di sé. E sa coltivare sogni più larghi di una passerella scosciata in tv. Di quest’altra donna i media non parlano più, al punto che qualcuno è arrivato a preconizzarne la scomparsa. Mai la realtà fu così lontana dalla rappresentazione. L’altra donna esiste e cammina ogni giorno accanto a noi. A scuola, in famiglia, in ufficio, sul tram. Basta solo ripulire un po’ lo sguardo per riuscire a cogliere la sua meraviglia." Ditemi, quest'uomo non è semplicemente da baciare? Si, lo voglio baciare...E se si candida lo voto!

lunedì 2 novembre 2009

Ciao, Alda...

Lascio a te queste impronte sulla terra tenere dolci, che si possa dire: qui è passata una gemma o una tempesta, una donna che avida di dire disse cose notturne e delicate, una donna che non fu mai amata. Qui passò forse una furiosa bestia avida sete che dette tempesta alla terra, a ogni clima, al firmamento, ma qui passò soltanto il mio tormento. Alda Merini

domenica 1 novembre 2009

CHI SUBISCE VIOLENZA...

Ray vive con noi da quasi tre anni. E' un'immenso cane con occhi a mandorla e portamento superbo. Incrocio tra pastore tedesco e husky. Lo siamo andati a prendere in un canile. Ma lui non ha mai vissuto lì. Ce l' ha portato un'anziana signora, impossibilitata a tenerlo con sè ma disperata all'idea di lasciarlo andare. Piccolo, su quelle gambette allora incerte, mentre noi gli andavamo incontro sorridenti, lui indietreggiava verso la sua padrona. Inutile precisarlo: è un cane con pregi e difetti, come gli altri membri della famiglia e, come ognuno di noi in questa casa, è molto amato. Scava in giardino dopo che tu pensi di aver finalmente raggiunto quello che si chiama un bel prato, sradica il rosmarino perchè spera sempre di trovarci sotto un bell'osso, fa la pipì su qualsiasi cosa che tu ti dimentichi fuori dalla porta, anche un attimo solo, e, per un tempo che sembrava non finire mai, ha mangiato scarpe, maglie nuove, tute del Piccolo, giochi in plastica. Non si dimentica mai di salutarti felice quando arrivi. E' sempre una festa per lui vederti. Anche se prima di uscire l'avevi trattato sgarbatamente. Non porta rancore. E ti guarda profondo e consapevole quando sente che le cose per te non vanno come devono. A volte sembra avere nello sguardo una saggezza inesprimibile, una conoscenza che non appartiene all'uomo, un sapere a cui non ci è dato arrivare. E così, in piedi, con il muso alzato, immobile, assorto, guarda il cielo. Come rispondendo ad un richiamo ancestrale. E' bellissimo in quei momenti. Qualche giorno fa è uscito dal cancello per andare con il Piccolo a chiamare un amico. I due trasgressori pensavano di far presto e di farla franca. Purtroppo non è andata così. Ray è stato aggredito selvaggiamente sotto gli occhi del suo disperato padrone, da un suo simile. Il Piccolo racconta che si è lasciato picchiare, senza reagire. Per fortuna le urla, il pianto del bambino lo hanno salvato. Adesso viviamo con un essere che ha subito violenza. E' tornato distrutto, e non solo fisicamente. L'altro Ray, quello festoso e fiducioso, geloso dei nostri abbracci se non lo coinvolgevamo, sembra appartenere ad un'altra vita. Ha paura. Ogni rumore lo scuote. E vuol solo stare in casa, lui che non ci stava mai. Regredito tragicamente. Si sdraia ai miei piedi e, di tanto in tanto, fa sospiri profondi, come di stanchezza, sofferenza, delusione. La rappresentazione di chi ha subito. E chi vive con chi ha subito è assalito da un'impotenza che è rabbia, dolore, difficoltà a credere ancora negli altri. Mi chiedo: possiamo fare qualcosa per l'altro cane? Mi vien da pensare che, forse, sta peggio di Ray...

martedì 27 ottobre 2009

COLLEGATA!!!

Da tre settimane abitiamo nella Valle Incantata, tra colline argentee di olivi e boschi di castagni, godendoci aria buona, notti incredibilmente silenziose e così buie che sembra di poter toccare con mano le stelle. Bellissimo! E, se non bastasse, nell'angolo in fondo, là dove va a morire il sole, si può intravedere un ritaglio di mare, grigio nelle giornate nuvolose, azzurro quando il cielo è sereno.
Nella Valle Incantata la vita sembra rallentare il passo, fermarsi a prendere fiato, moltiplicare i modi e le opportunità per esser felici o per lo meno sereni. Vivere qui, dunque è una splendida ed impagabile fortuna ma ha anche i suoi svantaggi. Infatti, in questa gola scavata dal torrente, la corona di monti e colline che la proteggono impediscono a qualsiasi segnale di arrivare: niente tv, cellulari che vanno ad intermittenza solo in alcuni punti della casa (e male), impossibile il collegamento ad internet. Ahi! E così dopo le prime serate di partite a carte, chiacchierate rilassanti in famiglia ed interessanti letture comincia a pesarmi l'impossibilità di collegarmi. In fondo siamo nel 2009, ci deve pur essere un modo per collegarsi ad internet!
Mi rivolgo ad una signorina vodafon. Mi spiega, premurosa, nei dettagli le varie offerte e possibilità: c'è davvero solo l'imbarazzo della scelta...ma poi quando nomino la Valle Incantata scuote sconsolata la testa: lì non prende! Io insisto: guardi che c'è un punto della casa dove il cellulare mi prende...due tacchette, a volte pure tre... La signorina non è convinta, mi nomina sigle sconosciute che mi dovrebbero apparire sul cellulare... mi vergogno, non so di cosa stia parlando, capisco di non essere all'altezza, me ne vado mortificata e senza chiavetta.
Oggi però ci riprovo. Del resto, Wilma mi ha pure già sgridato pubblicamente per la mia latitanza in mansarda. Tento in un altro negozio. Mi accoglie un ragazzino: è preparato, ottimista, e alla fine mi convince. E così eccomi qui, con la mia chiavetta con Swarovsky incastonati, con il portatile in bilico sull'angolo del letto (unico punto dove c'è collegamento anche se leeento) a mandare segnali di vita dalla Valle Incantata. FINALMENTE!

giovedì 22 ottobre 2009

SCENE DI VITA FAMILIARE...

Oggi tutto il giorno al lavoro, fino a sera: mille grane, frustrazioni, dolori ascoltati, storie tristi e ingiustizie diffuse. Torno a casa stanchissima. Varco la soglia e mi accoglie un vero e proprio terremoto! Pensare che oggi è il giorno dell'"amata Franca" e la casa avrebbe dovuto attendermi linda e profumata. Fred ha comprato il maxi schermo per il salotto (niente paura: era un'offerta che non potevamo, giuro, proprio non potevamo lasciarcela scappare!) e, per fargli posto, ha dovuto spostare mensole, fare buchi vari, trasferire mobili: insomma, un vero e proprio travaglio di parto! Mentre saluto la mia dolce metà in versione Naomo che sfodera eccitato il trapano, ostento un self control degno di Gandhi e sorrido a denti stretti. Ma dico io: serviva davvero quella scatola piatta e ingombrante, blaterona e superficiale in casa nostra? Il tempo di formulare l'ingombrante pensiero e...Bum! Tanf! Slend! Tatantà! e via di questo passo, all'infinito...Dalla mensola soprastante è atterrato tutto quanto vi giaceva da anni, mosso dalla vibrazione dello strumento usato: libri in quantità industriale, vasi acquistati in Puglia, il prezioso regalo della mia amica e collega di qualche Natale fa, ricordi impagabili, distrutti senza pietà! "Adesso lo ammazzo! E che nessuno osi fermarmi!" penso fulminea...Urlo frasi irripetibili. Davanti al Piccolo, che un pò ride, un pò mi consola. Fred non coglie lo scontro, continua a pensare alla SUA tv nuova, prosegue il lavoro calpestando i cocci, i libri, come se nulla fosse successo. Abbozza solo che, quei vasi, a lui, non erano mai piaciuti molto...Sono così arrabbiata che potrei fare una strage. Me ne vado in bagno: così ci ha insegnato Fonzies, in "Happy Days", a noi nati negli anni '70...Il bagno è il pensatoio. Mi rilasso un pò, finchè la belva mi si risveglia dentro, improvvisamente bellicosa e desiderosa di sangue: il rotolo della carta igienica è stato finito e, come al solito, hanno aspettato me per cambiarlo!!! Oltretutto anche qui, in mansarda, mi tocca far di tutto! Eh, si, care coinquiline, mi sto lamentando: Samantha latitante e fuggitiva, Miranda che non riesce a fuoriuscire dagli scatoloni del trasloco...Allora!? Vi svegliate? Venite a rassettare un pò? Qui la vostra mancanza diventa veramente pesante da gestire! Help me!

mercoledì 21 ottobre 2009

La partita di pallone

La consueta partita della domenica mattina. Il Piccolo fa il portiere. Equilibrato e sereno, senza ansie nè eccessivi investimenti. Ha scelto di giocare a calcio con fermezza e determinazione. Consapevole che nè io nè suo padre apprezziamo questo sport. E' bellissimo dentro a quei completi informi, con i guanti fuori misura, i calzettoni che toccano il pantaloncino e la maglia extra large. A volte si china per legarsi le stringhe, ignaro della partita che prosegue, si gratta il naso, si rimette con calma i guanti, si distrae a guardarci, ci saluta fuori luogo. Altre volte è attentissimo, si getta verso la palla, si lancia con eleganza e competenza, fa parate difficili e improbabili. Più volte è successo che, a fine partita, l'arbitro o l'allenatore della squadra avversaria si siano complimentati con lui, con una pacca sulla spalla e un: "bravo portierino"...Lui sorride compiaciuto poi mi chiede:"me le compri le patatine?", già lontano dalla partita, immerso nel suo mondo di bambino. Domenica, a metà partita, un'ennesima palla viene dirottata verso la porta, il Piccolo fa un uscita inopportuna. La squadra avversaria segna goal. Un genitore, a voce alta, lo rimprovera con animosità. Gli altri esprimono esclamazioni di dissenso per l'azione sbagliata. Il Piccolo sente. Si rabbuia. Lo conosco: gli viene da piangere. Guardo quelle spallucce un pò chine e sento l'impulso di fare "invasione di campo" e portarmelo via. L'allenatore lo chiama a gran voce. Il Piccolo alza la testa; si guardano. L'adulto mostra al suo fragile atleta il pollice alzato. "Prosegui, va tutto bene. Non è successo niente. Penso ancora, di te, che sei bravo...": questo è il messaggio pronunciato nel gesto. E arriva l'incoraggiamento, la stima, l'accettazione al di là dello sbaglio. Eccolo lì il vero educatore. Colui che ti esorta ad andare avanti, che premia anche gli insuccessi, che sa capire il momento e ti consola, che accetta la frustrazione di un errore che è anche il suo, che ti accoglie e ti apprezza al di là della prestazione. Quel pollice alzato e il sorriso del Piccolo, in risposta, li ho trovati belli come un tramonto sul mare, complici come vecchi amici che giocano a briscola, nel bar del paese.

lunedì 12 ottobre 2009

BRICIOLE...

Tesoro mio, stamani, approfittando forse del fatto che potevamo entrambi riposare un pò, sei entrato in camera e, attento a non far rumore, ti sei sdraiato accanto a me. Come facevi mille anni fa. Pur nel timore di un tuo rifiuto, ho provato a coccolarti un pò e tu, di nuovo fragile e disponibile come nell'altra vita, mi hai lasciato fare. Ti sei arreso al mio abbraccio. Siamo rimasti così per un tempo indefinito. Tra il sonno e la veglia. Sentivo il tuo respiro, il tuo profumo di buono, la tua pelle inconfondibile. "Finalmente!", ho pensato. E la pace mi ha invaso. Ho avvertito, inaspettatamente, l'origine della mia inquietudine: ho nostalgia di quel che eravamo. Conservo nella mia memoria, come un collezionista appassionato, milioni di ricordi di quella vita là. Ciò che più mi spaventa è che tu, nel tuo cammino incessante per tracciare la tua strada, ti possa allontanare troppo e che il viaggio verso l'autonomia che insegui, invochi, promuovi, non preveda il ritorno. Non è per niente facile ammetterlo: ho una gran paura di perderti. Ma forse tu te ne sei già andato, la tua metamorfosi è in pieno svolgimento ed io son rimasta indietro. Nell'abbraccio di questa meravigliosa mattina, nel chiarore che ha invaso la stanza, ho avvertito, finalmente, che la vera ribelle, tra noi due, son io. Che mi ostino a non cambiare, che mi oppongo al movimento naturale della vita, manicheista, nostalgica, timorosa di invecchiare. Sono io che ho bisogno di capire, non tu. Nel tuo gesto ho sentito la tenerezza, la comprensione, il tornare indietro a prendermi; come facevo io con te quando ti attardavi distrendoti con mille preziose futilità. Ed ho gustato quel momento, come se fossero briciole cadute sulla tavola da una fetta di dolce al cioccolato già mangiata...

sabato 10 ottobre 2009

La Corte Costituzionale e il Lodo Alfano

Ci si accorge dell'assurdità e della pericolosità di quello che stiamo vivendo solo se lo analizziamo e lo ripensiamo dall'inizio, formulando i fatti in parole, esemplificazioni, chiarimenti semplici. In una parola: se lo spieghiamo ad un'altro che non sa. E' quanto mi è successo in questi giorni. I miei figli, assorbiti, mio malgrado, da "mamma-tv", mi chiedono, a più riprese:"Cos'è il Lodo Alfano??". Ed io devo rispondere. Mi ci metto d'impegno. Lo giuro. Cerco di dar loro notizie il più possibile oggettive. Non voglio condizionarli, memore dell'imbarazzo provato a suo tempo, quando il Cavaliere era alla prima legislatura e l'attuale Adolescente, allora Piccolino, vedendo le gigantografie del Bel Tomo che tappezzavano la nostra città, gridò:"Mamma, questo qui è quello CATTIVO, vero?". Dunque, dicevo, cerco di spiegare i fatti senza commentare. Ma sono più volte interrotta:"Ma mamma, allora vuol dire che Berlusconi, se non veniva bocciato il lodo, poteva rubare, imbrogliare, fare il delinquente e non veniva punito?", e ancora:"ma come è possibile che discutano tanto su una cosa così normale? Non c'è mica tanto da pensare...". Forse non sono stata tanto brava a spiegare, forse potevo chiamare il Sig.Vespa in aiuto. Ma la faccenda, gira che ti rigira, è quella lì. Semplice e scontata. La questione è nella sintesi semplicistica dell'Adolescente e del Piccolino che, in un simbolismo che non so spiegare, strabaccati sul divano del salotto, con gli occhi vispi ed accesi, mi sono apparsi, inaspettatamente, come gli altri Stati del mondo che guardano all'Italia. E ho provato vergogna.

martedì 6 ottobre 2009

LA VIOLENZA ALLE DONNE

Un gioco che ho fatto spesso in adolescenza consiste nel pensare a parole positive e nel soffermarsi a godere delle immagini rilassanti, benefiche, piacevoli che tali termini producono internamente. Così la parola "FAMIGLIA" evoca ancora, per esempio, il bagno settimanale del sabato sera, gli schiamazzi con mia sorella, il profumo della cena e lo sceneggiato televisivo a puntate che, tutti insieme, guardavamo in salotto. "PACE" è un arcobaleno colorato, abbracci fraterni, aiuti e sorrisi. "AMORE" l'immagine ingenua ma intatta di due innamorati destinati a stare insieme tutta la vita, felici e appagati. Allo stesso modo, parole negative rimandano sensazioni sinistre, di freddo e di sgomento. Termini da rifuggire. Come "MORTE", "MALATTIA", "VIOLENZA". L'associazione ad un'immagine precisa è immediata nella nostra coscienza. Come se accendessimo un' interruttore. Talvolta provocano dolore o, quantomeno, un senso di pesantezza allo stomaco, brividi, fastidio, desiderio di starne lontani. Ho ripensato a questo gioco a proposito del gran parlare, in questo periodo, di "VIOLENZA ALLE DONNE". Anche in questo caso l'immagine che affiora è precisa: c'è una poveretta, una vittima inerme, che è sottoposta alle angherie, alle percosse, ai soprusi psicologici di un maschio prepotente. Lo schieramento verso colei che subisce non è oggetto di ragionamento, viene automatico, è privo di riflessioni accurate. Un interruttore che si accende, appunto. La donna necessita di protezione. L'uomo di punizione esemplare. Ho pensato a questo meccanismo immediato ed ho sentito quanto piene di pregiudizi siano le nostre percezioni mentali degli eventi. Mi dissocio e condanno qualsiasi manifestazione violenta ma l'esperienza mi ha insegnato quanto sia complessa e meritevole di approfondimento ogni azione dell'essere umano. Quasi mai, nella "VIOLENZA ALLE DONNE", c'è una vittima e un carnefice e stop. Quasi mai, punendo l'uomo violento, si risolve il problema. Perchè queste donne ricercano, paradossalmente, la violenza che rifuggono. In un meccanismo perverso. Spesso il violento è un uomo fragile, insicuro, con scarsa stima di sè, ed è stato, quasi sempre, un bambino non amato, abbandonato e vissuto in un clima di aggressività e relazioni patologiche. La donna-vittima, spesso, ha vissuto un'infanzia analoga ed ha interiorizzato questo modello di amore "malato" che, quanto più è forte, più fa male. Tali situazioni si ritrovano più facilmente associate a perdita del lavoro, basso reddito, sfratto e mancanza di rete parentale o sociale. La normativa prevede di allontanare dal domicilio il marito, amante, partner violento ma, spesso, le compagne li riaccolgono loro stesse in casa, nel tentativo mai abbandonato di cambiarli. Sovente raccolgono le lacrime di pentimento, le suppliche di perdono, sentendosi amate alla follia, credendosi colpevoli di aver provocato la violenza, per il troppo amore che suscitano nel loro uomo. Spesso la relazione disfunzionale provoca morte. E i bambini? Qual'è il destino dei bambini che vivono tali relazioni familiari patologiche? Sono destinati a protrarre il modello di violenza interiorizzato. Inevitabilmente. Saranno loro stessi violenti o sceglieranno partner violenti. In alcune situazioni troveranno un tragico rifugio nella depressione o in altre patologie mentali. Sicuramente il clima violento lascia tracce indelebili. Di trascuratezza, mancata protezione, paura e dolore. Credo che l'immagine che ci evoca la "VIOLENZA ALLE DONNE", così semplice e netta, con un colpevole e una vittima e niente più, sia solo un meccanismo di difesa che attiviamo perchè l'altra lettura, quella che propongo, sia troppo impegnativa per tutti; obbliga ognuno di noi ad avvertire l'urgenza di pretendere una maggiore equità sociale, un'investimento massiccio sulla famiglia, sulla scuola, sui servizi sociali. L'antitesi, in una parola, del programma del nostro governo.

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!
L'Italia è sull'orlo del precipizio, ci aspettano mesi di tagli e manovre "lacrime e sangue", l'opposizione è inesistente e Mario Monti non è il nostro eroe ma almeno...BERLUSCONI SI E' DIMESSO!!!

SE NON ORA QUANDO?

SE NON ORA QUANDO?
FIRENZE, 13 FEBBRAIO 2011.