FRANCESCO MUSANTE
UNA ROSA LA LUNA E LA NOTTE INTERA PER PENSARE A TE
La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.
I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita ma se leggevi loro le favole. Betty Hinman
lunedì 23 gennaio 2012
SCARPE SCOMODE
martedì 28 dicembre 2010
INDAGINE OCSE-PISA: tra strumentalizzazioni, demagogia e dubbi legittimi

Quando sono usciti i risultati dell'ultima indagine PISA (2009), che ha rilevato un miglioramento nelle performances degli studenti italiani risaliti dal 33esimo al 29esimo posto nella graduatoria, la Ministra della Pubblica Distruzione non ha perso tempo in riflessioni argute e analisi dettagliate ma, subitaneamente, ha dichiarato orgogliosa, prendendosi il merito di qualcosa che proprio non le spetta: "In questi anni si è investito tanto sulla valutazione degli apprendimenti e ora i risultati ci premiano. Cresciamo nelle materie più importanti salendo di sei posizioni nelle classifiche europee per la comprensione della lingua italiana, di tre per la matematica e di una per le scienze. Sono risultati eccezionali che dimostrano come la scuola italiana sia migliorata e non peggiorata”. Insomma, a detta della Ministra, se gli studenti migliorano nella classifica OCSE è segno che i provvedimenti presi vanno nella giusta direzione. Peccato che i risultati siano relativi al 2009, neanche un anno dopo il suo incarico e prima ancora che la "sua riforma" si abbattesse sulla Scuola Italiana mortificandola e depauperandola.
Per chi lavora nella scuola con passione, impegno quotidiano e serietà professionale, le dichiarazioni del Ministro appaiono superficiali, sommarie, demagogiche e strumentali. Dovrebbe sapere la Signora Gelmini che i ragazzi formati nella "sua" scuola, parteciperanno all'OCSE-PISA tra dieci anni. Inoltre dovrebbe aver notato, con giustificata preoccupazione, che i risultati italiani sono fortemente penalizzati dalle scuole private; infatti, senza i loro punteggi, gli studenti italiani scalerebbero la classifica anche di dieci posizioni. Le scuole private italiane, pertanto, risultano tra le peggiori nel mondo. Infatti, nella maggioranza dei paesi OCSE, a differenza dell'Italia, gli studenti delle scuole private ottengono punteggi mediamente superiori rispetto a quelli delle statali e contribuiscono così ad alzare la media complessiva. Nonostante l'evidenza di questi fatti i finanziamenti alle scuole private sono in continuo aumento mentre quelli alla scuola pubblica in costante calo. Un paradosso che la Ministra della Meritocrazia ci dovrebbe spiegare.
Resta da spiegare il mistero dell'aumento delle performances degli studenti italiani. Può darsi, semplicemente, che gli studenti siano più preparati dei loro fratelli maggiori, che abbiano acquisito più competenze, che la scuola abbia fornito loro maggiori capacità di utilizzare i saperi appresi. Così, semplicemente. Ma, senza voler sottovalutare le prove dei nostri ragazzi, a me viene qualche dubbio. Nella nostra scuola, infatti, gli studenti sono sempre stati valutati, tradizionalmente, attraverso interrogazioni orali, relazioni scritte, temi, domande aperte. Quale interrogazione su Dante non iniziava con la terrificante richiesta: "fai la parafrasi dei versi..."? e quale compito di geometria non poteva che terminare con la rituale ed ambiziosa frase "come volevasi dimostrare"? Prove impegnative, difficili da giudicare, suscettibili di una valutazione poco oggettiva, facilmente dipendenti dalla soggettività del valutatore: il prof di turno con le sue simpatie, la sua esperienza, le sue aspettattive, l'umore del momento. Prove particolarmente complesse che richiedevano un ampio ventaglio di svariate competenze: buona padronanza dell'italiano, logica e deduzione, comprensione linguistica, capacità di analisi e sintesi, conoscenza dei contenuti, abilità argomentative. E un po' di sfacciataggine all'orale. Gli studenti italiani sono sempre stati valutati in base a prove di questo tipo. Sono stati formati, cresciuti, abituati a sostenere compiti di questo genere. Non altri. Le prove somministrate ai quindicenni durante l'indagine OCSE-PISA si basano, invece, su quiz, su un'ampia gamma di domande a risposta chiusa in cui bisogna individuare e crocettare la risposta giusta tra quelle date. Un tipo di prova alla quale i nostri studenti non erano abituati. Ma che di recente anche gli insegnanti italiani, adeguandosi al resto del mondo, hanno iniziato ad infliggere ai loro studenti. E che, come si vede dai miglioramenti delle performances del 2009, rende i nostri studenti più bravi in quel tipo di prove. In quel tipo di prove! Non più bravi in generale. Non più bravi dei loro fratelli maggiori. Solo più capaci di affrontare compiti così strutturati. Io credo.
Allora emerge un ulteriore dubbio: può l'indagine OCSE-Pisa verificare le reali competenze dei 15enni e di conseguenze valutare e descrivere il sistema d'istruzione? Perchè c'è ancora una cosa che i risultati dell'OCSE-PISA non riescono a spiegare: perchè al CNR francese un terzo dei ricercatori stranieri assunti nei settori di matematica e fisica è italiano, formato in una scuola giudicata inadeguata. Un terzo!!!
La discussione è aperta!
lunedì 27 settembre 2010
VE LO GIURO...E' SUCCESSO!!!
a oggi.". Wilma e Fred, democratici e accoglienti, rispondono in coro:"Basta, preparati che è tardi!". Wilma si catapulta in tutta fretta nel traffico cittadino seguita a rafica dall'Adolescente e non pensa più al piccolo dissidente che, intanto, continua a piagnucolare per casa. Alla fine, alle otto meno venti circa, Fred entra in cucina per sollecitarlo ad uscire e lo trova intento a trafficare, seppur contro voglia, con il quaderno e il libro di religione. Lì l'arcano si svela: doveva eseguire un compito piuttosto impegnativo e decisamente noioso proprio in quella materia. Non avendo ottenuto il consenso per l'esonero dalla lezione, tentava di rabberciare...
A cena, suo fratello, dopo averlo deriso fino alle lacrime, ha riferito che è sua intenzione creare un nuovo gruppo su facebook: "Quelli che...per non fare il compito di religione diventano ATEI"!
giovedì 2 settembre 2010
Mio figlio ha perso una scarpa...
giovedì 17 giugno 2010
LA TELEFONATA...
sabato 6 marzo 2010
ABBASSO LA SQUOLA!!!
lunedì 22 giugno 2009
TORNARE A BARBIANA...
Don Milani ci ha insegnato che fare scuola non è un fatto neutrale, nè lineare, nè apolitico. Fare scuola significa formare futuri cittadini, dar loro una possibilità di crescita e riscatto sociale. Ci ha mostrato che finchè esiste una differenza tra classi di istruzione, di cultura, di accesso al sapere non sarà possibile per le classi meno abbienti l'accesso effettivo al potere. Fortemente credeva che sapere è potere, e che l'ignoranza in cui veniva forzatanmente tenuta la stragrande maggioranza della popolazione fosse lo strumento migliore di repressione non cruenta. Imperterrito si aspettava che tutti apprendessero, non esistevano somari nella sua scuola perchè, come ci ha detto un suo allievo, "non si andava avanti finchè anche l'ultimo di noi non aveva capito". Ogni mattina arrivavano a Barbiana almeno due quotidiani e la lezione si teneva su quanto letto sui giornali; ogni notizia veniva sviscerata, ritradotta in un linguaggio più usuale e comprensibile, approfondita con ricerche sui paesi, popoli, personaggi, questioni lette. Non vi era ricreazione, nè giorni di riposo, nè vacanze estive. I ragazzi stavano a scuola 365 giorni l'anno (366 negli anni bisestili) per quasi dodici ore al giorno. Parte della giornata però veniva dedicata al nuoto nella stagione estiva, ad imparare a stare sugli sci durante l'inverno e alla lavorazione di legno e ferro nel piccolo laboratorio della canonica.
Barbiana è, oserei dire, un luogo ricco di sacralità, dove il tempo sembra essersi fermato. E nonostante la chiesetta misera dalle pareti scrostate, la stanzetta squallida che fungeva da aula, il semplice pergolato sotto cui d'estate Don Lorenzo insegnava ai suoi ragazzi, nonostante la povertà degli arredi, qui si respira un'aria di ricchezza, di cultura, di giustizia e riscatto sociale, di speranza per un futuro migliore. Barbiana è un luogo sacro per molti di noi che scegliemmo di diventare insegnanti perchè abbiamo creduto di cambiare il mondo cambiando gli uomini, rendendoli più giusti, equi, responsabili attraverso una buona istruzione e formazione.
Tornare a Barbiana per me significa tornare indietro sui miei passi per rammentare a me stessa i motivi e le ragioni alte che mi spinsero a fare l'insegnante. Significa ricordare che, con le mie scelte, il mio esempio, il mio operato, posso fare la differenza, garantire a tutti anche agli ultimi degli ultimi uguali opportunità formative e di crescita, uguali opportunità di scegliere del proprio destino. Significa non dimenticare che non ho esaurito i miei doveri quando ho spiegato puntualmente la mia lezione ma quando sono stata in grado di arrivare a tutti, di esser compresa da tutti. Significa non perdere mai di vista l'idea che la Scuola deve essere uno strumento di promozione dell'individuo non di selezione e pertanto deve accogliere, farsi carico, promuovere la crescita e non escludere, abbattere, tenere ai margini del sapere. E ancora significa aver voglia di mettersi in gioco per costruire insieme ai miei alunni la strada da percorrere, affiancandoli nel tragitto, rialzandoli quando cadono, spronandoli quando hanno bruschi momeneti di arresto. Felice di poterli vedere un giorno camminare da soli.
TORNARE A BARBIANA... SEMPRE.
martedì 9 giugno 2009
E in quanto a Pierino...
D'accordo: lo ammetto! Dando voce solo alla mamma di Pierino ho trascurato la cosa essenziale: il dolore di Pierino. Perchè sì, il dolore della mamma di Pierino è profondo e ignoto ai più. Ma ancora più profondo e angosciante è il dolore di Pierino. Mascherato, certo, dietro quella sua aria strafottente, nascosto dai frizzi e dai lazzi con cui ripara alle sue mancanze. Ma profondo, assordante, incontrastato. E talmente radicato che Pierino porterà a lungo le cicatrici di quelle ferite, subite nell'età in cui si è più fragili, incerti, indifesi.
martedì 19 maggio 2009
Riflessioni OPPORTUNE di una maestra
Oggi Piccolouomo è corso da me perchè aveva un problema. In cortile la macchinina con cui stava giocando è scivolata aldilà della recinzione, nel terreno confinante la scuola. Recuperarla da lì è impossibile. Piccolouomo è un bambino di poche parole ma i suoi occhi parlano e ti inchiodano alle tue responsabilità. Non ti lasciano scampo, non ti consentono di essere superficiale o indiffente o frettoloso. I suoi occhi silenziosi oggi chiedono il mio aiuto. E allora che fare? Mi chiedo che cosa farebbero al mio posto le mie colleghe. Quelle più anziane, più esperte, quelle col bollino e la garanzia di sapere sempre qual'è la cosa giusta da fare, senza indecisioni nè dubbi. giovedì 5 marzo 2009
VALUTAZIONI FANTASIOSE...
lunedì 9 febbraio 2009
UNA MATTINA COME TANTE
Questa telecronaca doveva essere, in realtà, lo spunto per fare un commento sulla difficoltà per ogni madre lavoratrice, spesso a nero o con contratti di precariato, a provvedere alla cura dei propri figli quando ne hanno bisogno, sulla professione d'insegnante, ultimamente così denigrata e ridotta in maniera sterile a prima alfabetizzazione, sull'impegno, la serietà, la passione che richiede l'occuparsi di bambini e del loro quotidiano, sull'impossibilità di lavorare serenamente, rispondendo ad ogni richiesta, aspettativa, necessità di ognuno con classi così numerose, sulla carenza di strutture, personale, strumenti essenziali nella nostra scuola (un solo collaboratore in una scuola di quasi cento alunni, mancanza di carta, di telefono portatile...).
Rileggendo però, credo non ce ne sia bisogno...
sabato 17 gennaio 2009
La scuola va a nozze con i fichi secchi...
sabato 13 settembre 2008
CONTRO IL MAESTRO UNICO
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un solo insegnante si dovrà occupare di tutti gli ambiti disciplinari con conseguente maggior approssimazione nell'insegnamento impartito (non è possibile programmare adeguatamente tutte le dieci materie invece delle tre-quattro che ci spettano oggi),
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verranno meno le ore di contemporanea presenza utilizzate in questi anni per attuare percorsi individualizzati, lavori di gruppo e per il recupero (insomma potevi lavorare separatamente con quei due o tre che ancora non sapevano fare la divisione, o con gli altri che avevano difficoltà a leggere, o altro e consentivi loro di raggiungere l'obiettivo);
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non sarà possibile fare alcune attività che in questi anni hanno riscontrato molto successo nella scuola e sono risultate altamente formative. Ad esempio l'uso del pc (chi se la sente di portare 25 bambini in un laboratorio di informatica da solo?), o il teatro, o progetti ambientali di semina...;
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non saranno più possibili uscite e visite guidate (per legge non può un insegnante da solo portar fuori più di 15 bambini);
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si avrà una drastica riduzione delle ore curricolari dedicate alle materie fondamentali (a meno che la Ministra non voglia abolire storia e geografia -probabile-). Facciamo due conti: 24 ore in totale saranno distribuite così: 2 religione (non credo proprio abolisca religione), 2 inglese, 3 per le educazioni (immagine, motoria e musica), 2 storia, 2 geografia, 2 scienze, e siamo a 13. Rimangono 11 ore da cui togliere 1 ora e mezza di pausa (vogliamo dare ai bambini almeno i 15 minuti canonici d'aria al giorno?) e 1 d'informatica. TOTALE: 8 ore e mezzo per italiano e matematica!
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avremo differenze enormi nella preparazione dei nostri figli, poichè non si può pensare che chi sta a scuola 24 ore sia ugualmente preparato come chi ci sta per 40 ore (la Ministra ha detto che manterrà il tempo pieno)
...E volutamente tralascio le valutazIoni psico-pedagogiche, che indicherebbero come più facilmente un team docente sia in grado di attivare più canali comunicativi, possa mettere in campo competenze diversificate e modalità relazionali differenziate... e via dicendo con quel vuoto pedagogismo sessantottino che ha rovinato la scuola! Mi chiedo, inoltre, cosa faranno i nostri figli tutti i pomeriggi in casa da soli? Saranno le famiglie in grado fornire delle valide alternative a tv e play station, che permettano l'aggregazione e la socializzazione con il gruppo dei pari?
Sono stanca! Non è questa la scuola in cui sognavo di insegnare....
PER FIRMARE CONTRO IL MAESTRO UNICO:
12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!
L'Italia è sull'orlo del precipizio, ci aspettano mesi di tagli e manovre "lacrime e sangue", l'opposizione è inesistente e Mario Monti non è il nostro eroe ma almeno...BERLUSCONI SI E' DIMESSO!!!
SE NON ORA QUANDO?
FIRENZE, 13 FEBBRAIO 2011.



