FRANCESCO MUSANTE

FRANCESCO MUSANTE
UNA ROSA LA LUNA E LA NOTTE INTERA PER PENSARE A TE

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.
I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita ma se leggevi loro le favole. Betty Hinman

lunedì 22 giugno 2009

TORNARE A BARBIANA...

Sabato, per una giornata di studi organizzata dall'Università di Firenze sono stata a Barbiana.
Vi si arriva salendo lungo una strada stretta ed irta in mezzo a boschi che d'improvviso si aprono per lasciare intravedere la chiesa e la piccola canonica. Null'altro.
Quando il 7 dicembre 1954 arrivò qui il parroco don Lorenzo Milani, non c'erano strade, acqua, luce e scuola. All'epoca la popolazione di Barbiana ammontava a 40 persone sparse qua e là in casette isolate tra i boschi ed i campi. Per Don Lorenzo Milani il periodo di Barbiana fu un vero e proprio esilio ecclesiastico: un sacerdote di 31 anni mandato lassù per farlo tacere dato che nel suo apostolato applicava il Vangelo senza alibi e compromessi. I ragazzi che abitavano questi luoghi sperduti erano figli di contadini e passavano le giornate a lavorare nei campi. Don Lorenzo capì che per superare le differenze sociali e farne cittadini critici e consapevoli era necessario fornire loro un'istruzione adeguata. Ma la scuola pubblica non era in grado di farlo perchè era una scuola selettiva e classista che promuoveva i figli delle classi più ricche e benestanti, i Pierino del dottore, che sapevano parlare bene mentre bocciava i figli dei poveri, li emarginava, li escludeva dal sapere.
"Prima di venirci né noi né i nostri genitori sapevamo cosa fosse la scuola di Barbiana [...] A poco a poco abbiamo scoperto che questa è una scuola particolare: non c'è né voti, né pagelle, né rischio di bocciare o di ripetere.[...]Questa scuola dunque, senza paure, più profonda e più ricca, dopo pochi giorni ha appassionato ognuno di noi venirci. Non solo: dopo pochi mesi ognuno di noi si è affezionato anche al sapere in sé…"

Don Milani ci ha insegnato che fare scuola non è un fatto neutrale, nè lineare, nè apolitico. Fare scuola significa formare futuri cittadini, dar loro una possibilità di crescita e riscatto sociale. Ci ha mostrato che finchè esiste una differenza tra classi di istruzione, di cultura, di accesso al sapere non sarà possibile per le classi meno abbienti l'accesso effettivo al potere. Fortemente credeva che sapere è potere, e che l'ignoranza in cui veniva forzatanmente tenuta la stragrande maggioranza della popolazione fosse lo strumento migliore di repressione non cruenta. Imperterrito si aspettava che tutti apprendessero, non esistevano somari nella sua scuola perchè, come ci ha detto un suo allievo, "non si andava avanti finchè anche l'ultimo di noi non aveva capito". Ogni mattina arrivavano a Barbiana almeno due quotidiani e la lezione si teneva su quanto letto sui giornali; ogni notizia veniva sviscerata, ritradotta in un linguaggio più usuale e comprensibile, approfondita con ricerche sui paesi, popoli, personaggi, questioni lette. Non vi era ricreazione, nè giorni di riposo, nè vacanze estive. I ragazzi stavano a scuola 365 giorni l'anno (366 negli anni bisestili) per quasi dodici ore al giorno. Parte della giornata però veniva dedicata al nuoto nella stagione estiva, ad imparare a stare sugli sci durante l'inverno e alla lavorazione di legno e ferro nel piccolo laboratorio della canonica.

Barbiana è, oserei dire, un luogo ricco di sacralità, dove il tempo sembra essersi fermato. E nonostante la chiesetta misera dalle pareti scrostate, la stanzetta squallida che fungeva da aula, il semplice pergolato sotto cui d'estate Don Lorenzo insegnava ai suoi ragazzi, nonostante la povertà degli arredi, qui si respira un'aria di ricchezza, di cultura, di giustizia e riscatto sociale, di speranza per un futuro migliore. Barbiana è un luogo sacro per molti di noi che scegliemmo di diventare insegnanti perchè abbiamo creduto di cambiare il mondo cambiando gli uomini, rendendoli più giusti, equi, responsabili attraverso una buona istruzione e formazione.

Tornare a Barbiana per me significa tornare indietro sui miei passi per rammentare a me stessa i motivi e le ragioni alte che mi spinsero a fare l'insegnante. Significa ricordare che, con le mie scelte, il mio esempio, il mio operato, posso fare la differenza, garantire a tutti anche agli ultimi degli ultimi uguali opportunità formative e di crescita, uguali opportunità di scegliere del proprio destino. Significa non dimenticare che non ho esaurito i miei doveri quando ho spiegato puntualmente la mia lezione ma quando sono stata in grado di arrivare a tutti, di esser compresa da tutti. Significa non perdere mai di vista l'idea che la Scuola deve essere uno strumento di promozione dell'individuo non di selezione e pertanto deve accogliere, farsi carico, promuovere la crescita e non escludere, abbattere, tenere ai margini del sapere. E ancora significa aver voglia di mettersi in gioco per costruire insieme ai miei alunni la strada da percorrere, affiancandoli nel tragitto, rialzandoli quando cadono, spronandoli quando hanno bruschi momeneti di arresto. Felice di poterli vedere un giorno camminare da soli.

TORNARE A BARBIANA... SEMPRE.

13 commenti:

Angelo azzurro ha detto...

E certo che l'esempio, l'operato possono fare la differenza! Anzi, sono la miglior scuola! Mi piace questo post e penso tu sia una gran bella persona.Ad avercene d'insegnanti così!
Grazie!

Miranda ha detto...

Grazie Angelo...stavo ancora correggendo questo post...ci sono errori di cui mi rendo conto dolo dopo aver pubblicato. Scusami.

lella ha detto...

Ohhhhhh come ti ammiro!quando ho letto cosa significa x te essere insegnante nn mi sono meravigliata + di tanto, xkè avevo capito di ke pasta era fatta la Miranda:-),ma ho apprezzato tantissimo ciò ke hai scritto.
Averne di colleghe come te........ma xkè siamo lontane,accidenti!!!!!!!
bacio
Lella

sospesanelviola ha detto...

don Milani è stato un gran uomo...sfortuna ha voluto che il suo operato fosse messo a atacere dalla chiesa, ma poi, per fortuna, è stato rivalutato.
nel mio quartiere abbiamo intitolato una piazza a Don Milani, perchè il mio parroco è molto affezionato alla sua persona, abbiamo fatto anche incontri-dibattiti.
spero anch'io un giorno di andare a Barbiana.
ciao

giardigno65 ha detto...

anche se è la strada più difficile ...

Percorsidipensiero ha detto...

Complimenti per la storia e complimenti per il blog!

Bonsarto, ha detto...

Sono capitato a Barbiana, la prima volta, una quindicina di anni fa durante una banale gita mugellana. La scuola era chiusa da anni. Ciò nonostante si sentiva nell'aria e non poteva non tornarmi in mente quella "Lettera ad una professoressa" letta all'inizio della mia seconda liceo. A Barbiana, raramente, ma ogni tanto ci torno. Non solo per mangiare i tortelli di patate. Il tuo post, Miranda, è bellissimo. Conto sempre sulla possibilità che a mia figlia, che ha appena finito la sua seconda liceo, capiti una professoressa che interpreti la scuola come fai tu. Un abbraccio.

animafragile... ha detto...

bellissimooooooooooo post! sapere è potere..... grazie!!! ora ho + consapevolezza e + voglia di studiare...
Io sono stata forunata nella mia vita ho avuto degli insegnatni brillanti (e non) xò nn potrò mai dimenticare la mia maestra delle elementari che quando finiva di spiegare un argomento chiedeva a tutti noi bambini di ripetere la lezione... non c'era distinzione tra figli di operai o di avvocati, tra bambini di colore o più pallidi, tra ritardati, svogliati o curiosi....eravamo tutti bambini a cui far apprendere il PIACERE D'IMPARARE.... xkè è quello il messaggio + importante da trasmettere.... e forse devo a lei (in parte) i risultati scolastici che ho conseguito... un GRAZIE A TUTTE/I LE MAESTRE(i), gli/le INSEGNANTI, PROF.E DOCENTI che riescono a trasmettere questo messaggio ogni giorno e alle diverse generazioni! un abbraccio

la signora in rosso ha detto...

la scuola di Barbiana - letto negli anni '70 è ancora sulla mia libreria, consumato per tutte le volte che l'ho preso in mano. Brava.

Miranda ha detto...

Lella, peccato non poter lavorare insieme, anch'io ti stimo molto, lo sai...cmq non è mai detto...chissà cosa ci riserva il futuro... un bacio

Sospesanelviola, il tuo nik mi piace da morire... sono contenta di sapere che si fa di tutto per non dimenticare Don Milani ed i suoi insegnamenti


Bonsarto, i tortelli di patate mi sono sfuggiti...mannaggia, non me lo posso perdonare! Un abbraccio anche a te.

Miranda ha detto...

Giardigno e Percorsidipensiero benvenuti. Che bello ogni tanto trovare nuove persone con cui sentirsi in sintonia, anche se solo via blog. Grazie di esser passati di qui


Animafragile...meraviglioso il tuo entusiasmo! Ed hai proprio ragione sarebbe già molto se noi insegnanti insegnassimo il piacere di studiare, tutto il resto verrebbe di conseguenza.


Lasignorainrosso, a volte dicono anche a me che sono la donna in rosso... Anch'io ogni tanto ho bisogno di rileggere alcune parti...come una bibbia...

Clelia ha detto...

Magari avessi avuto più insegnanti co me te!

Clelia

PS.: mi sono inscritta anche io alle donne pensanti... alla mignottocrazia ho dedicato pure un post.

Paola ha detto...

Miranda complimenti per questo post l'ho letto tutto d'un fiato... e Don Milani è ineguagliabile e tu... trasmetti positività... grazie

Non ci conosciamo Miranda son passata per ringraziare Wilma del suo passaggio e commento... è stata gentilissima...

Vi lascio una buona serata e se vi aggrada passare da me siete le benvenute... un abbraccio

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!
L'Italia è sull'orlo del precipizio, ci aspettano mesi di tagli e manovre "lacrime e sangue", l'opposizione è inesistente e Mario Monti non è il nostro eroe ma almeno...BERLUSCONI SI E' DIMESSO!!!

SE NON ORA QUANDO?

SE NON ORA QUANDO?
FIRENZE, 13 FEBBRAIO 2011.