FRANCESCO MUSANTE

FRANCESCO MUSANTE
UNA ROSA LA LUNA E LA NOTTE INTERA PER PENSARE A TE

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.
I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita ma se leggevi loro le favole. Betty Hinman

sabato 2 luglio 2011

VOGLIO LA NOCCIOLA! NE VOGLIO TANTA. TANTA. TANTA!!!

"Ti ho preso il gelato alla fragola"
"Ma se non mi piace il gelato alla fragola. Lo sai, no?" "Come non ti piace? Mi sembra che l'ultima volta l'hai finito tutto!"
" Sì, va beh... ormai me l'avevi messo nella coppetta e non volevo certo stare a far tanto la schizinosa..."
"A me è sembrato che ti piacesse, eccome!"
"No, te l'ho detto tante volte, non mi piace"
" Ma se ti leccavi i baffi...."
"NO, non mi leccavo i baffi, non volevo offenderti, ecco..."
"Secondo me ti piace ma non lo vuoi ammettere"
"E perchè, scusa?"
"Perchè voi donne siete fatte così..."
... e tu pensi sempre di sapere meglio di me cosa mi piace e cosa no!
Il gelato mi piace. Mi piace all'amarena, alla stracciatella, al bacio. Mi piace con o senza panna, con la cialda o il boscottino. Ma il mio preferito è quello alla nocciola. Adoro il gelato alla nocciola: lo mangerei ogni giorno. Non mi stufa mai. Ma proprio il gelato alla fragola no. Perchè allora cercano sempre di rifilarmi il gelato alla fragola? Non lo voglio! Voglio la nocciola! Posso avere tanta, tanta nocciola?
Morale del giorno dopo: se si sta a discutere sulla scelta del gusto, alla fine, la voglia di gelato passa!
....e, allora, dammi 'sta fragola!

martedì 21 giugno 2011

Aspettando che passi..

Son stanca, demotivata, priva delle energie che mi contraddistinguono e caratterizzano la Samantha che ormai conoscete: combattiva, positiva, determinata e perchè no, un pò frivola!
Sarà perchè siamo agli sgoccioli di questo anno lavorativo ed il desiderio delle ferie si fa sentire, sarà perchè qualche screzio con Zorro ha reso un pò grigia la settimana scorsa, sarà perchè oggi ho avuto l'ennesimo scontro con l'arroganza e l'ipocrisia di chi, dall'alto del ruolo che ricopre, pensa di farti tacere infangando il tuo lavoro e le tue intenzioni.
Sarà perchè.. no! Il motivo Samantha lo conosce bene.
Samantha sa che il gesto del suo Ragazzo, la cazzata di quattro ragazzini poteva trasformarsi in una tragedia.. Samantha sa che se le cose non fossero andate per il verso giusto, oggi le nostre vite sarebbero distrutte. Son stati giorni difficili, abbiamo pianto, ci siamo arrabbiati, abbiamo tirato sospiri di sollievo alternati a momenti di sgomento..
Ma Samantha non resta lì a guardare.. Samantha si espone, si arrabbia, si confronta con la sua famiglia, le sue due Amiche..
Samantha riflette, cerca la metà mezza piena del bicchiere.. e la trova, come sempre..
Samantha è stanca e aspetta che questo periodo passi..

mercoledì 8 giugno 2011

UN ATLETA SPECIALE

"...Mettiti le cinture quando sei in macchina...", "...Non puoi rispondere al cellulare quando guidi, devi metterti l'auricolare...": nel tragitto da casa all'ambulatorio medico mi inonda di regole, imperativi, raccomandazioni, con il suo linguaggio disarticolato, la lingua un pò troppo grande per la bocca e l'andatura scomposta da trampoliere. Ti parla e si tocca la testa, con mani lunghe che chissà quante cose potrebbero fare; se la tocca con leggerezza, come a mettere ordine nei pensieri, intento a far piano, quasi timoroso di far ancora più danno. Il mondo per lui è diviso in buoni e cattivi, semplicemente. E i cavalli son la sua unica passione. Buoni di quà, cattivi di là, seguendo un criterio assolutamente personale. Cattivo è il medico sportivo che "non ha messo la firma" e l'ha mandato dal cardiologo, buono è "quello di stamani", che ha fatto le foto al cuore e ha detto che può partire per Atene. Atene è il suo sogno realizzato. Come uno slogan, un ritornello, un'ecolalia, ripete convinto:"Ho già vinto perchè sono stato convocato...non è vero?". Dani, oggi, è un uomo speciale, un diversamente abile; quando era bambino e cresceva nel quartiere era un handicappato, uno scemo, un matto. Dani è stato convocato alle Olimpiadi Speciali per l'equitazione e sua madre è finalmente fiera di lui, dopo tanti pianti. Partirà con la sua istruttrice, in aereo, da solo come i grandi, con la carta prepagata e il costume per fare il bagno a Corfù. Se lo incontrate per strada, in questi giorni, lo riconoscete perchè lo dice a tutti che parteciperà alle Olimpiadi, a luglio. E aspetta da suo fratello, mio marito, un articolo sul giornale che parli solo di lui; in cambio gli dedica la vittoria.

giovedì 2 giugno 2011

ITALIA BUON GIORNO!

Mi sono svegliata così: piena e felice.
Piena di speranza, di fiducia, di Primavera
di partecipazione, di sollievo, di senso di libertà
di aspettative, di attese, di possibilità impreviste
di leggerezza, d'ironia, di risate spontanee
di entusiasmo, di vitalità, di energia travolgente
di ottimismo, di possibilità, di un nuovo domani
di amore, di sorpresa, di genuino incanto
di cordialità, di gentilezza, di tollerante pazienza
di voglia di vivere, di godere, di spensieratezza
di baci, di abbracci, di sorrisi per tutti.
Piena e felice. Quasi da scoppiare.
Perchè questa felicità non è mia personale
ma è condivisa da cento, mille, un milione di persone
che oggi come me sono piene e felici
e che moltiplicano la mia gioia
per cento, mille, un milione di volte.
BUON GIORNO,
ITALIA!

sabato 28 maggio 2011

Cena per tre..

Stasera ho deciso!
Dopo la deliziosa cena in compagnia delle ragazze:
dopo il cous cous con le verdurine..
il pecorino con la marmellatina al sangiovese..
i gamberetti in salsa rosa..
i grissini al sesamo..
il tomino alla piastra..
il mezzo chilo..em le due cucchiaiate di gelato..
dopo le chiacchiere, le riflessioni..
dopo aver dato uno sguardo ai fiori in giardino..
dopo aver accudito i piccoli cuccioli..
dopo aver fatto un pò di prove d'abito in
camera davanti allo specchio come tre adolescenti..
Dopo il caffè e i saluti..
Ho deciso.
Quest'anno a settembre per la nostra tre giorni di relax andremo da Kyra!!
Il posto è fantastico; un vero paradiso immerso nel verde, splendide colline a fare da cornice..e finalmente potrò abbracciare Kyra non solo virtualmente! ; )
Non ne ho ancora parlato con lei, ma tanto leggerà e avremo tempo per decidere..
Pensavo che potrebbe essere una piacevole occasione per incontrare anche il resto degli amici di blog...questo però a Miranda e Wilma non l'ho ancora detto..sapete che Samantha è sempre un pò..impulsiva no!?
Amici, che pensate, approveranno le mie amiche?!
Vostra Amica-Samantha

giovedì 19 maggio 2011

...e meno male che non avevo ancora versato l'acconto...

In tempi di elezioni e di candidati sindaci io ho un... candidato-amante.
Lui è carino, solare, estremamente premuroso ed affettuoso.
Dopo 26 anni (26!) di fedeltà assoluta ed incontrastata (!) mi sono detta, perchè no? In fondo più che una virtù, questa fedeltà mi appare, ormai da tempo, come una limitazione, che nasconde la paura di lasciarsi andare, di mettersi in gioco, di rischiare il ridicolo. Una quasi-fissazione che cela la difficoltà a riconoscere ed accettare i propri desideri, ad entrare in contatto con gli altri, a mostrare le proprie fragilità. E' orgoglio, paura, pigrizia. Perchè, diciamolo, avere un amante costa anche tanta fatica, tempo, energia. E fantasia nell'inventare scuse, impegni improvvisi, giustificazioni. Oltre alla capacità fondamentale di occultare ogni traccia, di smontare ogni sospetto, di mascherare qualsiasi imbarazzo.
In questi giorni, saranno i quaranta-e-passa che pesano come una condanna, sarà la primavera che incalza malgrado tutto, sarà la determinazione del mio candidato che corre risoluto come un treno diretto, sarà ... ma, mi sono detta, perchè no? Perchè non prendersi una vacanza dalla vita, concedersi una debolezza, lasciarsi andare alle emozioni, darsi la possibilità di riscoprire una parte di sè dimenticata, censurata, trascurata?
Come una sorta di Crociera Costa: niente impegni solo relax.
In fondo, in tutti questi anni, non mi sono forse dedicata completamente e strenuamente ai bisogni, alle esigenze, alle aspettative di tutti gli altri intorno a me? Non sono forse la prima ad alzarsi la mattina per preparare la colazione per tutti, inviare la lavatrice, portare la prole a scuola prima di correre a lavoro? Non sono io, da sola, a pulire, rassettare, stirare? Sempre io a pagare le bollette, innaffiare i fiori, pulire la lettiera dei gatti? Io a cucinare, chiamare il dentista, firmare gli avvisi di scuola. E chi se non io a fare la coda in banca, parlare con i prof, rinnovare l'abbonamento? E ancora a telefonare al commercialista, al pediatra, all'ufficio abbonamenti RAI, ai suoceri, al veterinario, al numero verde per il contatore del gas, al tecnico della caldaia, alla mamma di un compagno di scuola per sapere i compiti...?
Non ho diritto, dunque, ad una bella Crociera Costa?
E così, da quella porta un poco socchiusa mi assalgono prepotenti emozioni dimenticate di un'altra età, di un'altra epoca della vita. D'improvviso torno ragazza: leggera, stordita, sentimentale: il sangue che pulsa veloce, la testa vuota, lo stomaco chiuso. Ci vediamo? Ho voglia di vederti... Quando ci vediamo?... Pensieri e desideri che si rincorrono, si cercano, si sognano...
Pensa tu a trovare un posto tranquillo dove incontrarci !
Io? Ioooo? Vuol dire che, pure in questo caso, mi devo occupare IO ANCHE di QUESTO???
Ma non doveva essere una rilassante Crociera Costa, di quelle in cui qualcuno provvede persino a sistemarti il pigiama, a stropicciarti il cuscino per lasciare un cioccolatino sul letto appena rifatto? Al Diavolo!
Torno, senza nostalgia, ai miei rassicuranti ed onesti quarant'anni...

lunedì 9 maggio 2011

...COME FOSSE VENERDI' O NOTTE FONDA...

Stamani mi sono alzata, come al solito alle 6.45, stanca come se fosse venerdì, o notte fonda. Ho chiamato l'Adolescente, ricambiato il bacio del Piccolino che, ogni mattina, prende il mio posto nel lettone, accanto al padre, per pochi minuti, giusto il tempo di fare il pieno di coccole. Mi sono preparata, disapprovando la cellulite e la pancetta. Mi son guardata allo specchio, poco gratificata dall'immagine. Ho apparecchiato per la colazione: mi sono preparata poco latte, un pò di caffè, i biscotti leggeri. Ho preso le chiavi, il cellulare, i soldi, ho spronato, almeno mille volte, l'Adolescente, il Piccolo, Fred. Sono uscita, ho salutato il cane, ammirato i fiori, sono rientrata per mettermi il profumo e il foulard trendy, ho richiamato l'Adolescente. L'ho accompagnato a scuola e ho ringraziato il cielo perchè stamani era la mattinata delle chiacchiere, del "...ma' lo sai?, ti volevo dire...". Sono arrivata al lavoro, ho timbrato un pò in ritardo, ho guardato la posta,mi son sentita stanca come fosse venerdì, o notte fonda. Sono scappata alla riunione con il dirigente, ho fatto diversi interventi dirompenti, sentendomi, come al solito, molto sessantottina e molto più giovane di quello che sono. Mi sono ingozzata di caramelle per consolarmi dell'arrabbiatura che mi prendo sempre in riunione. Sono tornata in ufficio, dove mi attendeva una bambina che ha una grande confusione nella testa perchè ama la madre affidataria ma pure quella disgraziata che l'ha messa al mondo ed ha deciso che tutta la rabbia che prova la vuol portare a me perchè, dice, è tantissima e io, forse, so dove metterla. Mi sono sentita stanca, come fosse venerdì, o notte fonda. Il colloquio è stato intenso e molto empatico, ci siamo scambiate emozioni, sorrisi e un pò di speranza. Ho salutato la bambina, mi attendeva una giovane coppia che vuol adottare: belli, innamorati, pieni di sogni. Il cellulare e il telefono dell'ufficio hanno suonato a più riprese: il direttore di una Casa Famiglia, la responsabile del Servizio di Assistenza Domiciliare, una giovane mamma che mi vuol parlare con urgenza...Ho cercato le caramelle, ma le avevo lasciate sul tavolo della stanza riunioni. Una collega mi ha aggiornato sugli ultimi casi in carico, le ho dato indicazioni. Ho guardato l'ora, ho pensato che avrei timbrato un pò più tardi, come al solito. Sono arrivata a casa. Mia madre mi aveva preparato il pranzo; ho assaggiato anche un pò di torta di mele, mi sono sentita di nuovo bambina, come ogni volta che mi è concesso di farmi viziare. Ho mangiato in fretta, mi sono ricordata di disdire la seduta di fisioterapia, sono corsa al Gruppo di sostegno per genitori affidatari. Ho ascoltato mille e più storie, ho salutato piccoli uomini che, ogni volta, mi mostrano quaderni con i voti, denti che scappano, piccole prodezze di cui son capaci. All'uscita, ad attendermi, c'erano tanti messaggi sul cellulare e Fred, con il Piccolo e il suo polso gonfio. Siamo andati al Pronto Soccorso: alla dottoressa ha raccontato che andava in bicicletta ed è caduto. Mi sono sentita stanca, come fosse venerdì, o notte fonda. Lo hanno ingessato, mentre mi teneva la mano e diceva:"...voglio te, non il babbo ok?". Siamo usciti, gli ho comprato un gelato. Siamo andati a prendere l'Adolescente, siamo tornati a casa. Ho tagliato l'arrosto di ieri, con gli spinaci surgelati, ho preso anche un pezzetto di torta di mele. Ho riordinato, da sola, mentre Fred si appisolava sul divano e i due si erano dileguati, come al solito. Alla fine mi son buttata sul letto, pensando che a fine mese ho l'esame di storia e dovrei studiare. Mi ha raggiunto Fred, si è sdraiato accanto a me, mi ha accarezzato come fosse venerdì, o notte fonda...

lunedì 25 aprile 2011

BUON 25 APRILE!

Io, quella volta lì, avevo sessant’anni. Eravamo nel 2000 o giù di lì. Praticamente ora. E vedendo le nuove generazioni, i venticinquenni di ora così diversi mi domando: che eredità abbiamo lasciato ai nostri figli?

Forse, in alcuni casi, un normale benessere. Ma non è questo il punto.

Voglio dire… un’idea, un sentimento, una morale, una visione del mondo… No, tutto questo non lo vedo.

Allora ci saranno senz’altro delle colpe. Sì, il coro della tragedia greca: i figli devono espiare le colpe dei padri. Siamo stati forse noi padri insensibili, autoritari, legislatori di stupide istituzioni? No. Allora dove sono le nostre colpe?

Un momento, era troppo facile per noi essere pacifisti, antiautoritari e democratici.

I nostri padri avevano fatto la Resistenza. Forse avremmo dovuta farla anche noi, la Resistenza. E’ sempre tempo di Resistenza.

Perché invece di esibire il nostro atteggiamento libertario non abbiamo dato uno sguardo all’avanzata dello sviluppo insensato?

Perché invece di parlare di buoni e di cattivi non abbiamo alzato un muro contro la mano invisibile e spudorata del mercato?

Perché avvertivamo l’appiattimento del consumo e compravamo motorini ai nostri figli?

Perché non ci siamo mai ribellati alla violenza dell’oggetto?

Il mercato ci ringrazia. Gli abbiamo dato il nostro prezioso contributo.

Ma voi, sì, voi come figli, non avete neanche una colpa?

Dov’è il segno di una vita diversa? Forse sono io che non vedo.

Rispondetemi: dov’è la spinta verso qualcosa che sta per rinascere?

Dov’è la vostra individuazione del nemico?

Quale resistenza avete fatto contro il potere, contro le ideologie dominanti, contro l’annientamento dell’individuo?

D’accordo, non posso essere io a lanciare ingiurie contro la vostra impotenza. C’ho da pensare alla mia.

Però spiegatemi: perché vi abbandonate ad un’inerzia così silenziosa e passiva?

Perché vi rassegnate a questa vita mediocre senza l’ombra di un desiderio, di uno slancio, di una proposta qualsiasi?

Forse il mio stomaco richiede qualcosa di più spettacolare, di più rabbioso, di più violento? No! Di più vitale, di più rigoroso, qualcosa che possa esprimere almeno un rifiuto, un’indignazione, un dolore…

Quale dolore? Ormai non sappiamo neanche più cos’è, il dolore. Siamo caduti in una specie di noia, di depressione… Certo, è il marchio dell’epoca. E quando la noia e la depressione si insinuano dentro di noi tutto sembra privo di significato. Il dolore è visibile, chiaro, localizzato, mentre la depressione evoca un male senza sede, senza sostanza, senza nulla…salvo questo nulla non identificabile che ci corrode.

GIORGIO GABER

domenica 17 aprile 2011

UN CAVALIERE INVINCIBILE

Sono passate le tredici da pochi minuti. E' già suonata la campanella e i ragazzi si sono lanciati in strada, come ogni giorno, allegri, chiassosi, invadenti. E' una giornata di sole bellissima. B. ha tredici anni: è bislungo, vivacissimo, viziato e antipatico, come la maggior parte dei suoi coetanei. Si incammina per andare a casa a piedi, come ogni giorno da quando si è fatto più grande e non vuole più che la madre si faccia trovare all'uscita di scuola. A casa i genitori lo aspettano. E' una giornata come le altre, nè migliore nè peggiore. E' con il gruppo, qualcuno avanti, altri dietro. Lo chiamano. O lui chiama gli altri. Si fanno dispetti, si prendono in giro. Son distratti, ridono. Sopraggiunge un suv: l'autista non ha tredici anni, ma è distratto anche lui. E' al telefono? Cambia il canale della radio? E' arrabbiato, triste, felice? Dove sta andando così di fretta mentre i ragazzi, in gran gruppo, spuntano da ogni angolo? B. non ricorda più nulla di quel momento, ma chi l'ha visto racconta che il colpo è stato terribile e il volo sembrava non aver fine. Il corpo informe dell'adolescente si è rimpicciolito, raggomitolato su se stesso: è tornato feto, ha preso le sembianze di un pesante fagotto, poi, drasticamente, si è accasciato sull'asfalto. Ci ha chiamato la madre, intontita e incredula, come spettatrice di un film, emotivamente lontana per poter sopravvivere al dolore dello choc. "B. è stato investito, è in coma farmacologico nel reparto di rianimazione...". B. che è pieno di mille richieste. B. che è logorroico e secchione. B. che è figlio unico ed è pretenzioso. B. che ha i brufoli e gioca a basket. B. che mi fa spesso perdere la pazienza perchè parla a voce alta, ed è polemico e litigioso. B. che è mio nipote. Non so proprio cosa ho fatto dopo la notizia, credo di essermi mossa in maniera inconcludente; ricordo che, invece, i pensieri, le emozioni, si muovevano molteplici nella testa, nel cuore. Ma come può cambiare una vita così all'improvviso? Se un Dio ha inventato questo mondo, doveva pensare di prevedere almeno due finali alle storie, così da poterle modificare quando son troppo brutte. Se tutto ha un senso, un ordine, in questo caso mi sfugge quale sia. Non riesco proprio a trovarlo, per quanto mi sforzi. Per un giorno e una notte la prognosi è rimasta riservata. Palese era invece il dolore di tutti. E tra la sofferenza emergevano preoccupazioni e speranze, alternandosi. Per fortuna venerdì mattina è uscito dal coma; dalla rianimazione è stato quindi trasferito in ortopedia. La sua vita non è più in pericolo. Ma adesso si contano le ferite, le fratture, i traumi. Dovrà subire interventi, terapie, esami, controlli. Piange per il dolore, non si da pace per la gita scolastica a cui non potrà partecipare. Immobilizzato e impotente, lui che non stava mai fermo, mi appare come un leone in gabbia, come un cavaliere invincibile che mostra la sua umana paura. Mi fa tenerezza. E rimpiango quando mi faceva rabbia.

sabato 16 aprile 2011

TRENI PERSI

Mi sono persa.
Questa settimana, approfittando delle belle giornate, ho iniziato ad avventurarmi in lunghe passeggiate nei boschi che sovrastano la Valle Incantata. Ogni giorno tento nuovi percorsi, per godermi il fresco e il silenzio dei castagni, mi arrampico fino alla sommità della collina, dove lo sguardo può spaziare fino al mare, che luccica in lontananza. Oggi mi sono spinta oltre, fino al paese dove è nata mia madre: un antico villaggio medievale di poche case di sasso, arroccate l'una sull'altra e di stradine lastricate circondate da alte mura di malta. Il sentiero che ho percorso finisce proprio sulla strada a pochi metri dalla porta che, un tempo, portava al castello ed, ora, introduce al paese. Il vecchio borgo pare fuori dal tempo ed il panorama da lì è spettacolare. E' tardi, il sole sta rapidamente calando. Torno indietro. Sul ciglio della strada sosta un giovane motociclista. Proseguo dritto, facendo finta di non vederlo. Invece lo vedo, eccome se lo vedo! Venticinque anni più o meno (lo ammetto, non so più definire con esattezza l'età di chi è sotto i trenta...), giubbotto di pelle sulle spalle ampie, spettinato tanto che sembra di vederlo correre, spericolato senza casco su per la collina..... E terribilmente bello nella sua sfrontata gioventù!
Passo oltre, il sentiero dovrebbe essere qui..., no, forse è più giù, dietro quella curva...neanche qua e neanche dietro quella successiva... IL SENTIERO E' SPARITO! E' evidente: mi sono allontanata troppo. Torno indietro. Ripercorro tutta la strada. Niente! Sono confusa. Il ragazzo è ancora là, le mani che stringono le manopole, i capelli scuri sugli occhi. Mi guarda avanzare, retrocedere, cercare... Sorride. Che figura di m!!! E' dovrò pure di nuovo passare davanti a lui, perchè il sentiero, ora ne sono convinta, è proprio dall'altra parte della strada.
Speriamo che riparta, speriamo che riparta...
Rallento, tergiverso, faccio finta di niente: magari riparte...
"Ehi?! Bisogno di un passaggio?"
E' un attimo! Il cervello mi fa un brutto scherzo: visualizza me sfrecciare sulla moto abbarbicata alle spalle di questo ragazzo. Per un istante intravedo un'altra vita possibile. Come se dietro una curva mi attendesse qualcosa di sorprendente, imprevisto, completamente inaspettato. Una nuova leggerezza. Come se fosse possibile tornare indietro, recuperare la spensieratezza, lasciarsi alle spalle le proprie responsabilità, gli impegni familiari, i consueti doveri, inventarsi un'altra biografia.
E' un attimo, breve come il tempo di una vertigine. Forse è il caldo, la Primavera nell'aria, o, come direbbe Samantha, gli ormoni a briglia sciolta ma vorrei quasi dire di sì...
"Solo se fai guidare me!"
Mette in moto, sorride..."Magari un'altra volta..." parte e rombando scompare veloce dietro la curva.
Finalmente l'ha capito che qui non c'è trippa per gatti!!!

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!
L'Italia è sull'orlo del precipizio, ci aspettano mesi di tagli e manovre "lacrime e sangue", l'opposizione è inesistente e Mario Monti non è il nostro eroe ma almeno...BERLUSCONI SI E' DIMESSO!!!

SE NON ORA QUANDO?

SE NON ORA QUANDO?
FIRENZE, 13 FEBBRAIO 2011.