FRANCESCO MUSANTE

FRANCESCO MUSANTE
UNA ROSA LA LUNA E LA NOTTE INTERA PER PENSARE A TE

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.
I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita ma se leggevi loro le favole. Betty Hinman

lunedì 23 marzo 2009

RADICI PER VOLARE

Io credo che la nostra nascita risalga a molto tempo prima della nostra venuta al mondo. Esistiamo, infatti, già un po' nei sogni materni, nelle aspettative di nostro padre, nell'amore o nel caso che ci generò. Gran parte di quello che siamo ha radici in ciò che è stato prima di noi. In chi ci ha preceduto ed atteso. Nelle idee in cui ha creduto e per cui si è battuto. Nelle pene che ha sofferto. Nelle esperienze che ha fatto. Negli eventi più o meno dolorosi di cui è stato attore o testimone. Poi veniamo al mondo noi e tutto questo diventa nostro perchè ci viene raccontato. E le storie familiari diventano le nostre storie, e noi diveniamo parte di quelle storie. Come molti della mia generazione sono cresciuta ascoltando, con garbata sopportazione, storie familiari cui non prestavo molta attenzione. Sempre le stesse storie, ripetute identiche ogni volta, con le stesse parole, gli stessi gesti, lo stesso tono. Storie che mi scivolavano addosso e che oggi vorrei poter ascoltare ancora... Devo a mia nonna materna molti di questi racconti. Attraverso quella sua voce ruvida mi sono arrivati il dolore e l'atrocità della guerra ma anche la solidarietà e il mutuo sostegno che essa generava. Lei così selvatica ed indomabile, con quella scorza dura e la faccia rugosa, impossibile immaginarla ragazza, impaurita sotto i bombardamenti alleati. Ci raccontava sempre quando, accovacciata sotto il grande pero di fronte casa, aveva visto i tedeschi, giù nella valle, dopo un rastrellamento, decimare la popolazione inerme.. eins, zwei, drei,... zehn...BUUM.. Durante la guerra aveva ospitato e sfamato molti povericristi scappati o rimasti senza casa. C'era poco ma quel poco veniva diviso e condiviso. La guerra finiva per avvicinarti. Molti tornavano spesso a trovarla con pacchi di biscotti e una bottiglia di anicino o di marsala. Non ancora ventenne aveva perso un figlio: il più buono, il più bello, nei suoi ricordi. Si era accasciato, un giorno, sul ciglio del sentiero mentre andavano a rastrellare il fieno. In soli quattro giorni l'aveva perduto. Meningite. Tornava sempre nelle sue parole quel dolore immutato, il senso di una mancanza che i tre figli nati dopo non avrebbero mai colmato. Con mio nonno non andava d'accordo. Gliel'avevano fatto sposare. Convincendola che era per il suo bene, che si sarebbe sistemata. Il giorno del matrimonio, incontrando il suo futuro marito di fronte alla porta del Municipio, gli aveva intimato: "Stammi lontano perchè non voglio che la gente mi veda con un vecchio come te!" Lei aveva a malapena sedici anni, lui trentasette. Pur non amandolo e mal sopportandolo si prese cura di lui per quasi cinquant'anni. A suo modo, inveendo e contraddicendolo sempre. Il giorno in cui lui, dopo aver bevuto troppo, tentò di picchiarla, lei prese un ciocco dal caminetto e glielo diede in testa. Mio nonno non ci riprovò mai più. Era una donna dura, mai tenera, forte ed insancabile. Era una nonna insopportabile. Con le sue certezze indiscutibili, i suoi giudizi lapidari, la sua ruvidezza, la sua incapacità di scendere a compromessi. Una roccia, temprata dalla guerra, dal dolore, dalla fame e dalla fatica di una vita passata a lavorare nei campi.
Quando depose le armi, troppo stanca per lottare ancora contro tutto e tutti, imparò ad amarmi. Forse fui una delle poche persone che riuscì ad amare, amare semplicemente, senza combattere, senza difendersi e senza ferire. Lei e la sua infanzia fottuta, di miseria dolente, percosse e lavoro; io e i miei ricordi sereni di Cicciobelli a Natale ed estati al mare. Lei che sapeva far figliare una coniglia e accagliare il latte; io che leggevo Freud e scribacchiavo racconti. Lei che attraversava a piedi l'Appennino per portare la sua frutta al mercato; io che correvo in sella ad una vespa incontro al mio primo amore. Lei che la storia l'aveva subita, io che la studiavo sui libri, sognando un mondo migliore. Io e lei, così diverse. Due mondi opposti che pure s'incontrarono e si capirono. Me ne innamorai anch'io. Per la sua vulnerabilità ben nascosta sotto la scorza, per quel senso di giustizia che l'aveva sempre guidata a fare la cosa giusta, per la sua umanità mai limitata alle sole parole.
Fu una bella lezione per me. Scoprire che si può amare, e amare molto, anche chi non è amabile, simpatico, affettuoso. Anche chi non ti dà sempre ragione ma ti contesta, ti fa riflettere. Che si può amare perchè si intuisce l'umanità sotto una dura corazza. Perchè dietro ad ogni persona c'è una storia. C'è vita e sangue e dolore.
L'amai ma non ebbi mai il coraggio di dirglielo. L'ebbe lei, invece. Prima che la malattia le scolorisse i contorni della vita. Me lo disse abbandonando la sua solita rabbiosa ruvidezza, con una dolcezza che raramente aveva... Quel ricordo ancora mi commuove....

7 commenti:

Samantha ha detto...

Devo leggere in fretta..sono al corso,im mezzo ai miei colleghi..
Invece vorrei la privacy della mia cucina,sola, per rileggere ed essere libera di emozionarmi e far scendere liberamente le lacrime che sto trattenendo. Grazie Miranda ci hai regalato un pezzo della tua storia..

Wilma ha detto...

Che bella condivisione Miranda...Mentre leggevo riuscivo a vederla, attraverso le tue parole. Sono ricordi preziosi che non possono andare perduti. E' la tua identità, ed è anche un pezzo di tuo figlio...

Nikka ha detto...

Le persone che non ci sono più e che abbiamo amato rimangono sempre con noi.
Un altro regalo della vita.

monteamaro ha detto...

E bello leggerti, emozioni e sentimenti giungono come un qualcosa di assolutamente naturale.
Parli di te, dei ricordi che a ritroso ripercorrono quel cammino che poi, conduce a ciò che siamo ora, e riesci a far sentire a ognuno come suoi, quegli anni che abbiamo vissuto forse con un pò di fastidio, perchè avevamo troppa fretta di crescere.
E tornano volti e parole, di chi non c'è più, e con loro una grande tenerezza accompagna questi attimi.

Miranda ha detto...

Samantha e Wilma sono contenta che l'abbiate riconosciuta nelle mie parole. Voi l'avete conosciuta la mia bisbetica nonnina.
Samantha speriamo che il tuo pc venga presto riparato (anche se per ora è nella mia auto) perchè sentiamo molto la tua mancanza in questa mansarda.

Nikka hai proprio ragione: un bel regalo della vita!

Monteamaro grazie per le tue parole, temevo che il mio racconto fosse troppo pesonale, troppo "mio", troppo legato alla mia storia personale. Mi fa piacere scoprire che invece certe storie accomunano e richiamano altri ricordi. Grazie.

amatamari ha detto...

Uno scritto che mi ha rapito fino alla commozione.
Grazie, davvero notevole.

Miranda ha detto...

Grazie a te Amatamari

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!
L'Italia è sull'orlo del precipizio, ci aspettano mesi di tagli e manovre "lacrime e sangue", l'opposizione è inesistente e Mario Monti non è il nostro eroe ma almeno...BERLUSCONI SI E' DIMESSO!!!

SE NON ORA QUANDO?

SE NON ORA QUANDO?
FIRENZE, 13 FEBBRAIO 2011.