FRANCESCO MUSANTE

FRANCESCO MUSANTE
UNA ROSA LA LUNA E LA NOTTE INTERA PER PENSARE A TE

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.
I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita ma se leggevi loro le favole. Betty Hinman

lunedì 26 gennaio 2009

27 gennaio 2009. Il giorno della memoria.

video

"Quante strade deve percorrere un uomo prima che possiate chiamarlo uomo..." Bob Dylan

Oggi il Piccolino è tornato da scuola con gli occhi lucidi e una gran voglia di raccontare. A scuola gli han parlato degli ebrei, di Hitler, dei nazisti, di uomini che "volevano che vivessero solo i biondi". Ci ha spiegato che esistevano "brutti posti" dove le persone venivano rinchiuse, recintati con il fil di ferro spinato, che dava anche"le scosse di corrente elettrica" se ti ci avvicinavi... Come un'educatore che informa persone ignare, ci ha letto una poesia scritta da un bambino che era stato imprigionato proprio lì, che sognava le farfalle ma che è stato ucciso. E' rimasto stupito di fronte alle nostre notizie aggiunte, agli aggiustamenti che portavamo ai suoi racconti. Ha capito che sapevamo, che eravamo al corrente. Ha guardato me, suo padre. Con tono accusatore ci ha gelato:"Perchè non me l'avevate mai detto?". Gli abbiamo parlato di tutto. Gli abbiamo spiegato la terra, gli animali, la luna e le stelle. Gli abbiamo letto belle fiabe dove vincono i buoni. Lo abbiamo addormentato cantando di sogni e di belle parole. Gli abbiamo trasmesso fiducia nell'uomo, nella vita. Però mai, inspiegabilmente, gli abbiamo raccontato l'orrore. Protezione. Protezione. Protezione. Questo palpita il mio cuore. Impotenza. Incapacità. Paura. Questo mi rimanda la razionalità. Dove avremmo trovato le parole per spiegare? Dove avremmo trovato il coraggio di posare un simile peso su due spallucce che han visto solo otto primavere? Grazie maestre dell'aiuto...

mercoledì 21 gennaio 2009

Silenzio...

Ci sono momenti nella vita in cui si sente, impellente, il bisogno di tacere.
Periodi in cui si ascoltano di più gli altri, pause di riflessione, assenze attive in cui i pensieri si accavallano nella testa e si fatica a trovare un'ordine.
Forse son successe troppe cose. E tutte troppo in fretta. Non ho trovato il tempo necessario ad elaborare. Resto in silenzio. Non immobile. Non indifferente. In posizione di attesa. Pronta all'azione. Sono piena di emozioni e incuriosita.
-Obama Presidente: l'insediamento accompagnato da un discorso bellissimo che farà storia. Non ci sono parole. Il silenzio è l'unico delizioso commento.
-Episodi noti che hanno sancito la fine della sinistra in Italia: dimissioni e addii al partito ormai sembrano le iniziative più efficaci dei maggiori esponenti di quella corrente politica. Davvero abbiamo ancora la forza di spendere parole?
-La scuola italiana della "contro-riforma" con caratteristiche antidemocratiche allarmanti: le proteste, le voci, le proposte che si sono levate in coro, sono state incalcolabili. Assolutamente inascoltate.
-In materia di assistenza sociale iniziative ridicole e di chiara impostazione politica: la social card, il bonus famiglie...Forse rifaranno anche i marciapiedi...
Ho letto riflessioni intelligenti e pertinenti sulla questione, proposte concrete e critiche costruttive che non hanno portato alcuna modifica. Non è previsto l'ascolto nella tendenza attuale.
-Il ministro Brunetta: le sue "iniziative", chiaramente ascrivibili, quantomeno, a rivendicazioni personali, ad un livore alimentato contro madre-natura per essere stata tanto inclemente con lui, non sono più commentabili con riflessioni razionali...
Ho l'impressione che sia stato già detto tutto. Spesso usando argomenti efficaci, parole interessanti, commenti arguti. Anche da voi. Vi ho letto voracemente, amici di blog, confondendovi talvolta, come se foste un'unità indistinta, un pensiero stimolante comune. Ho imparato da voi, mi avete informato, incuriosito, divertito...Conoscervi mi ha un pò cambiato. Mi sento più responsabile quando scrivo. Come chi fa parte di un gruppo di un certo spessore. Consapevole di essere letta da persone preparate e, malgrado tutto, informate. Il mio silenzio è quindi un pensiero in costruzione. Nel rispetto di voi, di noi...
No, tranquilli, non ero assorta nelle vicende dell'ultima versione del Grande Fratello...Solo un pò impegnata con "un'isola che non c'è"...

martedì 20 gennaio 2009

Di nuovo tra voi..grazie a Hulk!

Eccomi qua care Amiche di blog,quanto mi siete mancate!!
Il mio amato pc,Luigi,mi ha abbandonato proprio all'alba del nuovo anno,mentre stavo inserendo le foto della cena di capodanno in diretta su facebook..! Pensare che il suo acquisto risale solo a due anni fa,ed era da tempo che lo desideravo!! Dal momento che in materia di hardw..sotf..sono totalmente ignorante,fu il marito di Wilma,Fred,esperto in tecnologia e sempre disponibile a dare una mano,ad accompagnarmi per l'importante acquisto.Da li la scoperta della rete e di tutto ciò che desta ancora in me meraviglia..come quel fantastico.. clic!
Capite quindi il mio rammarico,sia per la mancanza del pc,sia per la nuova spesa da affrontare che si trovava proprio in fondo alla lista delle necessità della famiglia.In effetti il fattaccio, si è verificato in seguito ad una serie di rivolte tecnologiche avvenute a casa nell'ultimo periodo:il suicidio del fon, il prepensionamento della lavastoviglie;e di urgenze come:l'attesa da parte della libreria dei ragazzi degli elementi ikea, causa scadenza chiusura cantiere.
Così mentre cercavo di chiarirmi le idee tra preventivi e soluzioni varie,ecco fare capolino la proposta di Hulk!! Un pc usato che fa proprio al caso mio e il consiglio di non fare l'acquisto di cui avevo parlato con Miranda poichè non sarebbe stato un buon affare!
Così Hulk,da uomo pratico quale lui è ,in quattro e quattrotto è arrivato a casa con il nuovo pc,rischiando grosso tra l'altro,perchè nel frattempo a casa era anche venuta a trovarci l'Australiana,no,non la cugina dall'estero,proprio lei l'influenza del caz..che mi sta ancora trattenendo a casa!!
Così con un pensiero al caro buon Luigi, ed una mano alla tastiera,eccomi qui a far pratica,tra cavi, prese e il nuovo abito del mio pc.!
A proposito come lo chiamo?? : )
Grazie ai miei cari amici,grazie a Hulk!!
Dimenticavo : ) Hulk,alias fantastico marito di Miranda!

I HAVE A DREAM. Che il sogno si stia realizzando?

"Ai nostri più accaniti oppositori noi diciamo:
Noi faremo fronte alla vostra capacità di infliggere sofferenze con la nostra capacità di sopportare le sofferenze;
andremo incontro alla vostra forza fisica con la nostra forza d'animo.
Fateci quello che volete e noi continueremo ad amarvi.
Noi non possiamo in buona coscienza, obbedire alle vostre leggi ingiuste, perché la non cooperazione col male è un obbligo morale non meno della cooperazione col bene.
Metteteci in prigione e noi vi ameremo ancora.
Lanciate bombe sulle nostre case e minacciate i nostri figli e noi vi ameremo ancora.
Mandate i vostri incappucciati sicari nelle nostre case nella notte, batteteci e lasciateci mezzi morti e noi vi ameremo ancora.
Ma siate sicuri che noi vi vinceremo con la nostra capacità di soffrire.
Un giorno noi conquisteremo la libertà, ma non solo per noi stessi:
faremo talmente appello al vostro cuore ed alla vostra coscienza che alla lunga conquisteremo voi e la nostra vittoria sarà una duplice vittoria.
L'amore è il potere più duraturo che vi sia al mondo. "
(La forza di amare. Martin Luther King)
l l l AUGURI PRESIDENTE l l l

lunedì 19 gennaio 2009

TREMATE..TREMATE..

TREMATE,TREMATE..LE STREG..EM SAMANTHA E' TORNATA!!!!
Si,lo so, sono un pò megalomane..ma concedetemelo!! Dopo 19 gg lontana da tutte voi,finalmente son di nuovo qui,lasciatemi tempo di dare una sbirciatina a TUTTO e poi vi racconto!
Vostra Affezionata-Samantha

domenica 18 gennaio 2009

LADIES AND GENTLEMAN...

...THE WINNER IS...

Abbiamo ricevuto un premio, anzi due, dall'amica Lella e non un premio qualsiasi ma addirittura l'OSCAR DEI REI DEI BLOG!!!! che ne dite abbiamo ragione ad esserne orgogliose e felici?

Grazie Lella! Grazie, grazie, e ancora grazie!

Le regole da seguire sono le seguenti:

1. Nominare 5 cose da cui si è dipendenti. 2. Linkare la persona da cui hai ricevuto il premio e mettere il premio nel proprio blog. 3. Nominare 5 bloggers (o più) a cui desideri assegnare il premio.

Ci abbiamo riflettuto bene e dopo lungo confronto ed accesa discussione ecco le cose di cui non possiamo fare a meno:

  1. Incontrarsi, e davanti ad un barattolo di gelato o ad una cioccolata calda, fare due chiacchiere tranquillamente tra di noi;
  2. buone letture e, qualche volta, anche meno buone;
  3. ironizzare e provare a riderci su anche quando tutto sembra brutto, ingiusto, sbagliato;
  4. gli uomini...che ci fanno sì incxxxare ma come potremmo vivere senza?
  5. osservare, ascoltare cercare di capire la gente che incrocia il nostro cammino

Siamo felici di premiare questi amiche per le parole, le riflessioni, i pensieri che hanno condiviso con noi rendendoci così più ricche:

  • KYRA, la nostra prima lettrice, la cui vita misteriosa ed avventurosa, raccontata sempre con un'impareggiabile ironia, ci incuriosisce e ci diverte;
  • MINU, una donnetta di Pianezza, coraggiosa, grintosa e sagace;
  • PUNZY, di cui stiamo aspettando trepidanti l'uscita di un libro, che saremo tra le prime ad acquistare;
  • CAMU, che non si arrende mai;
  • NIKKA, ironica e seducente, che rinnova in noi l'amore per l'arte e per il bello in generale;
  • SEMALUTIA, che guarda alla vita con sguardo simile al nostro;
  • RED, per il suo ottimismo e per la carica che mette nelle cose che fa;
  • The MUFFIN WOMAN PAT, perchè ci piace perderci nelle sue metafore e nella poesia dei suoi racconti

ed infine dopo tante donne e donnette:

  • MAURIZIO, perchè con la sua dolcezza, cortesia ed intelligenza è l'uomo che tutte vorremmo sposare (si accettano proposte).

sabato 17 gennaio 2009

La scuola va a nozze con i fichi secchi...

Se si perde loro (i ragazzi più difficili)
la scuola non è più scuola.
É un ospedale che cura i sani e respinge i malati.
Don Milani Lettera a una professoressa
Il sipario massmediatico sulla scuola è calato, l'onda di studenti ed insegnanti scesi in protesta nelle piazze di tutta Italia s'è infranta e sciolta nel mare tranquillo del quotidiano tran tran, le famiglie hanno indirizzato altrove la loro buona dose di preoccupazione... ma il governo e la Ministra non hanno abbandonato il loro progetto di scuola. E così dopo il violento temporale estivo della Finanziaria, che si abbatteva come una mannaia sulla scu0la, riducendo risorse, insegnanti, tempo orario e classi, ora cade sulla scuola la pioggerellina lieve dei decreti attuativi e dei regolamenti che reneranno ufficiale ed irrimediabile il volto nuovo della scuola targata Berlusconi. Una pioggerellina leggera ma costante, che passa inosservata ma che si sta infiltrando, maligna, in ogni fessura e finirà per far franare completamente la nostra scuola. Quanto emerge da questa normativa non lascia adito a dubbi: il profilo della scuola cambierà radicalmente e più in fretta possibile. Infatti, se in un primo tempo, c'era stato detto che la riorganizzazione sarebbe stata graduale (cioè iniziando dalla classe prima poi di anno in anno estendendosi a tutte le classi) ora è chiaro invece che già dal prossimo anno tutte le classi dovranno adeguarsi al nuovo regime: insegnante unic@ (che non sarà unic@ perchè comunque sarà affiancat@ da insegnanti di religione e forse, di inglese e se il tempo orario supera le 24 ore da altri insegnanti), abolizione delle compresenze, aumento del numero di alunni per classi.
Si torna dunque ad una scuola d'altri tempi?
Il vecchio modello di scuola basato su un insegnante unic@, durato in Italia più di secolo, rispondeva alle esigenze della società di allora, rurale e scarsamente alfabetizzata, dove il dialetto per molti era ancora l'unica lingua. Pertanto si richiedeva alla scuola elementare di fornire una prima alfabetizzazione, di insegnare a leggere, a scrivere, a far di conto. Era una scuola selettiva, classista e sanzionatoria che privilegiava un ceto sociale, quello medio-alto, e tagliava fuori tutti gli altri. In questa società e attraverso questa scuola i figli degli operai e dei contadini sarebbero stati fatalmente operai e contadini, non avevano scampo. Solo ai figli di famiglie di ceto sociale medio-alto era consentito l'accesso al sistema scolastico secondario: tra di essi sarebbero stati scelti i membri della classe dirigente del Paese. Questa scuola perdeva ogni anno 46000 studenti, che appartenevano tutti agli strati sociali più poveri (ve ne stupite?).
Il processo graduale di democratizzazione della società, l'industrializzazione e un benessere più diffuso, portarono a rimettere in discussione l'assetto sociale e di conseguenza il sistema scolastico che di quell'assetto era la catena di trasmissione. Le rivendicazioni operaie, la speranza, diffusa in tutti gli strati sociali, di poter garantire ai propri figli un futuro migliore del proprio, grazie ad una maggiore istruzione, e dunque per l'operaio di avere un figlio dottore, le contestazioni studentesche del 68, l'esperienza e le riflessioni di Don Milani e delle Nuove Scuole portarono ad un ripensamento delle finalità educative e dei sistemi d'insegnamento e di valutazione. Sotto tutta questa pressione la Scuola mutò gradualmente aspetto, facendosi più democratica e aperta alla società civile, con i Decreti Delegati del '74 che permettevano la partecipazione dei genitori e degli studenti alla vita della scuola, più egualitaria, con la chiusura delle scuole speciali e l'inserimento nelle classi dei portatori di handicap, più promotiva e non più sanzionatoria con l'introduzione della valutazione formativa, più motivante ed efficiente con l'individualizzazione e la diversificazione dei percorsi di apprendimento. Con i provvedimenti successivi riuscì a garantire una maggiore formazione, passando dall'insegnante unic@ al team docente, ampliando il tempo scuola, introducendo l'insegnamento della lingua2 (inglese), dell'informatica e permettendo attività laboratoriali e progetti di recupero grazie alle ore di compresenza che il modulo permetteva.
Ecco che oggi, con i provvedimenti del Governo Berlusconi, tutto questo viene cancellato! Senza un progetto educativo coerente, trascurando i bisogni formativi dei ragazzi, negando le esigenze e le aspettative delle famiglie, dimenticando i danni che una scuola "povera" di tempo scuola, di insegnanti, di risorse, di progetti, può causare. Il modello scolastico che si propone, anzi si impone non è un semplice ritorno al passato, al buon tempo andato, quando il formaggio ed il latte si compravan dal pastore e i pomodori si coglievano nell'orticello dietro casa e, mamma!, quant'eran più buoni! Semplicemente perchè quella società non c'è più, si è modificata, e son mutate le nostre esigenze e le aspettative che ogni famiglia riversa sulla scuola dei propri figli. A meno che il fine ultimo non sia proprio ripristinare quel tipo di società, dove le classi sociali sono nette, chiuse e ben differenziate, dove l'ascesa sociale è di fatto impedita da differenti opportunità formative, dove il destino di ciascuno è già ben scritto nell'appartenanza a questa o a quella classe sociale. Non so che dire...il dubbio è legittimo e terribile...
STIAMO IN GUARDIA!!!!
Quanti vocaboli possiedi? Al massimo 250.
Il tuo padrone non ne possiede meno di 1000;
questa è una delle ragioni per cui lui resta padrone
e tu rimani nelle condizioni in cui sei, povero e servo.
Don Milani

martedì 13 gennaio 2009

Da diversi giorni, ormai medito di scrivere questo post ma poi ogni volta finisco per rinunciarvi. Da qualche tempo, infatti, c'è una separazione in corso tra il comitato di redazione di Liberazione (il giornale di RC), il suo direttore Piero Sansonetti e la maggioranza del Partito con il suo Segretario Paolo Ferrero. Di tutti i motivi, le controversie e le questioni che hanno portato a questa rottura per la verità io ne ho compreso ben poco. Temo che molte sfumature mi siano sfuggite. Temo di non aver colto molti significati nascosti tra le righe. Forse non ho nemmeno ben colto le reali motivazioni e le possibili conseguenze.
Liberazione è un giornale che mi piace. E' un giornale che compro quando ho voglia di sentirmi a casa, quando ho bisogno di un'altra angolazione da cui guardare le cose, quando tutto il resto del mondo sembra parlare un'altra lingua. In Liberazione riconosco affinità di pensieri e una sensibilità verso temi trascurati dalla maggioranza dei giornali, ormai votati al pensiero unico, univoco, conforme; qui trovo una visione del mondo che mi è consona e che ormai sfugge alla maggior parte della gente che conosco. Per questo mi è difficile comprendere ed accettare quanto sta accadendo. Non so chi abbia ragione, non riesco ad esprimere un'opinione ma voglio dire come mi sento.
Imbarazzata! Arrabbiata! Confusa! Delusa! Tradita!
Per la brutta immagine che ne esce, per le sensazioni spiacevoli che mi suscita: un Segretario che caccia il suo direttore perchè non si conforma alla linea politica del partito. Ma si vuole un giornale o un bollettino di partito? Quale considerazione viene data all'autonomia dei giornalisti, alla pluralità, alla divergenza creativa di pensiero? E soprattutto di che cosa si ha paura? Che circolino idee non consone a quelle della maggioranza del partito? Che vengano pubblicate opinioni discordanti da quelle della segreteria? Che si trattino temi che il partito non approva? Che le decisioni prese a livello politico non abbiano il necessario spazio sulle pagine del giornale? Proprio non capisco. Non ci arrivo. Mi era bastato quel 13 aprile! A voi no? Proprio ora che c'è bisogno delle energie, delle opinioni, delle idee, della forza mobilitante, della capacità creativa di tutti, si fanno scelte che forse, io temo porteranno a nuovi dissapori, a nuove scissioni, a ulteriori abbandoni. E' questo il momento dell'unità non della divisione!

domenica 11 gennaio 2009

...anche giocando si può morire...

Da oramai tre anni io, Wilma e le nostre rispettive famiglie passiamo gli ultimi giorni di vacanze natalizie in montagna. Non immaginateci però con tute da sci scintillanti e paraorecchie abbinati a far la coda per risalire su attrezzate piste innevate di qualche rinomata località sciistica delle Alpi. No! La nostra meta è un piccolo e caratteristico paesino di montagna che si trova sull'Appenino Tosco-emiliano a poco più di 1500 m sul livello del mare, costituito da poche casette in pietra che furono un tempo un alpeggio e dove oggi risiedono ben 11 abitanti (11!). Una volta raggiunto in auto il paese, ci carichiamo gli zaini in spalla e scendiamo lungo un sentiero che rompe il pendio della montagna fino al rifugio. La vista del rifugio che ci appare, dietro l'ultima curva è accolto di solito dal coro delle voci esultanti ed impazienti dei nostri ragazzi, già stanchi della breve passeggiata. Non c'è nessuna pista, nessun albergo, nessun impianto di risalita, nessun maestro di sci, anzi non ci sono nemmeno gli sci. Soltano noi, il rifugio in pietra con la legnaia a pochi metri, e un paesaggio incantanto che pare di essere passati per l'armadio delle Cronache di Narnja. Dalle finestre del rifugio il panorama è incredibile, lo sguardo può perdersi giù nella vallata sconfinata e poi risalire a toccare un'altra corona di montagne dalle cime aguzze, che si ergono difronte, lontane. Intorno al rifugio, boschi di faggi i cui rami spogli e rossastri si scontrano con un cielo che, in certe giornate serene, appare così azzurro da sembrare finto. Anche il silenzio che ci assorbe e la neve incontaminata, così bianca da riflettere il cielo con bagliori celestini, sembrano irreali.

Il rifugio è accogliente, pulito e gestito con rigore e serietà da Marinella e Lupo Solitario, che hanno scelto di rinunciare ai molti vantaggi della società civile per vivere in armonia della natura e offrire agli altri questa stessa opportunità. Spesso con loro c'è nonna Elga, un'anziana tedesca antifascista, che solitamente impersona la Befana per i nostri figli la sera del 5. Nonna Elga, è una persona davvero piacevole e rilassante: ha sempre il sorriso pronto e non si dimentica mai di portare in tavola una bottiglia di buon vino, nè magari di offrirti, strizzandoti l'occhio, qualche biscotto con l'ammazzacaffè a fine pasto.
Nel rifugio tutti dobbiamo dare una mano e contribuire a tenere pulito: Fred cucina e, nonostante si lamenti spesso perchè tocca sempre a lui, ne è orgoglioso perchè tutti sappiamo che soltanto lui riesce a trasformare i pochi ingredienti presenti nella cucina di Marinella in un menù d'alta cucina; mio marito si occupa delle legna; il vecchio compagno di scuola, che si è aggiunto a noi quest'anno, dell'apparecchiatura e, mentre cerco di aiutarlo, mi ammonisce: "Miranda, il coltello va a destra!" Io scherzo: Ah! Che incorreggibile, tento sempre di mettere tutto a sinistra!
Il pomeriggio passa in fretta, i bambini si lanciano giù con lo slittino e a volte addirittura solo con il sedere, instancabili, spericolati, senza sentire il freddo, nè la fatica. Ci provo anch'io. Quando mi rialzo mi sembra di essere passata sotto lo schiacciasassi: decisamente non ho più l'età!
Dei giorni che in questi anni abbiamo passato al rifugio ci sono rimasti molti ricordi sereni e piacevoli: le passeggiate, la bufera di neve vista dalla finestra, le partite a macchiavelli, le sfide con i tappini, le scivolte sulle pozze ghiacciate, la storia di Robbio, il cane percosso e abbandonato nel bosco, l'arrivo della Befana, le chiacchere intorno al camino... Ma anche la condivisione degli spazi, il dormire insieme in una stessa camerata, il dividersi i compiti, l'aiutarsi a vicenda nei percorsi più difficili, il tenersi per mano sul crinale, la collaborazione nelle attività quotidiane...
Momenti felici e spensierati che ci sforziamo di regalare ai nostri figli perchè li accompagnino e li sorreggano anche quando la vita li porterà lontani da noi...
Ma non sempre la vita è così prodiga.
Quest'anno ci ha insegnato che anche nel mondo incantato di Narnja una vita può essere tragicamente spezzata, che può bastare un attimo di distrazione, un piede messo male perchè tutto finisca. Ognuno di noi, di fronte alla tragedia irreparabile di un bambini scivolato sulla neve ghiacciata, si è scoperto muto, spaventato, impotente e così irrimediabilmente fragile.
Mi sento come spezzata in due, un dubbio mi lacera mentre, in preda all'ansia, rimprovero il mio Piccolo di stare attento, di non correre, e lo sgrido perchè non guarda dove mette i piedi: forse glielo dovrò insegnare a mio figlio che anche giocando si può morire?
(mi accorgo che, mentre sto per pubblicare il post sulla nostra esperienza al rifugio, anche Wilma ne ha già parlato, lo pubblico lo stesso anche se è un po' ripetitivo. Come si può ben comprendere parlarne non è stato facile per nessuna delle due. Ecco perchè abbiamo aspettato un po' prima di affrontare la questione)

Befana sulla neve

Come di consuetudine, ormai da qualche anno, trascorriamo la befana in un rifugio di montagna immerso in uno scenario quasi incantato, sul crinale dell'Appennino, con suggestivo panorama sull'intera catena delle Alpi Apuane e sull'ampia valle della Garfagnana. La neve è bianchissima, incontaminata, su boschi di faggi antichi e giovani e un sentiero che ti avvicina alla natura, che ti fa sentire parte di "quel" sistema.
Siamo partite io e Miranda, zaini in spalla, scarponi e famiglia al seguito. Quest'anno è venuto anche Francesco, con i suoi "piccolini". Eravamo pieni di entusiasmo, desiderosi di lasciare dietro di noi gli stress della comoda vita di città, di seguire gli orari fissati dal sole, di assaporare il vento.
Il percorso di circa due chilometri, che dal paesino porta al rifugio, al nostro arrivo era accarezzato da raggi del sole caldi e invitanti. Abbiamo camminato sereni, tra le allegrie dei bambini, qualche intemperanza e un panorama che riconciliava le fatiche. Arrivati al rifugio, con il sole ancora alto, le scivolate con gli slittini non le avremmo potute contare: sono state infinite, divertenti, alcune comiche... Di tanto in tanto ci chiedevamo, senza grande curiosità, il destino di un elicottero che, da un pò di tempo ormai, ci "ronzava" sulle teste. Ma l'attenzione era catturata da quello che ci circondava, da ciò che la natura ci regalava. Il resto era fuori. La crisi economica, la striscia di Gaza, il lavoro, le difficoltà scolastiche, le incomprensioni e i dissapori. Tutto fuori. Verso sera, in attesa della simpatica vecchietta che ogni anno, in maniera suggestiva, arriva fino al rifugio, in un'atmosfera goliardica e rilassata, ci piomba addosso la notizia: un bambino di soli dieci anni è morto a pochi passi da noi, scivolato sulla neve ghiacciata, davanti ai genitori atterriti...Non diciamo niente ai nostri figli, cerchiamo di non parlarne, fingiamo di non pensarci, ma la notizia, la tragedia, ormai è tra noi...E' come se la vulnerabilità umana si fosse presentificata, avesse preso forma, occupando uno spazio eccessivo e costringendoci a tenere le spalle strette, gli occhi abbassati, sormontandoci ed invadendoci. Mi sono sentita legata ai miei figli in maniera viscerale, animalesca. Ho sentito l'impotenza della condizione umana a fronte di un destino imprevedibile, di circostanze e casualità non calcolabili. Il coraggio dell'uomo, la tenacia, la forza, la ricerca del senso del nostro essere qui, la presenza o meno di Dio, all'improvviso sembravano questioni minori, riflessioni di un formicaio alla mercè di un soffio di vento. Nonostante tutto, inspiegabilmente, ho avvertito anche l'urgenza di cogliere l'attimo.

domenica 4 gennaio 2009

L'urlo...

Purtroppo, ciò che non prevediamo può succedere da un momento all'altro! Tragedia! Il caro, carissimo, pc portatile di Samantha è deceduto...Nessuna cura è stata efficace! Così, la nostra disperatissima amica, per un pò, non sarà presente tra noi. Sarà nostra cura farle avere tutta la vostra partecipazione alla sua infelice perdita.
Che dite? Ci sono i saldi? Avrà risparmiato qualcosa della sua tredicesima? Potrà comprarne un'altro? Purtroppo no, per il momento. Ed è meglio cambiare argomento "che la crisi non c'è, gli alberghi son tutti pieni e le svendite promozionali stanno andando alla grande, (è contento anche Tremonti!!!)"...
Comunque, nonostante la sorte "avversa", non si abbatte: dalla perdita del "suo amato" non fa che macinare libri. La potete immaginare lì, poltrona morbida, plaid bianco che l'avvolge tutta e un immancabile libro da leggere tutto d'un fiato, con Zorro e le "due perle" che la invadono di richieste...A presto Samantha!

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!
L'Italia è sull'orlo del precipizio, ci aspettano mesi di tagli e manovre "lacrime e sangue", l'opposizione è inesistente e Mario Monti non è il nostro eroe ma almeno...BERLUSCONI SI E' DIMESSO!!!

SE NON ORA QUANDO?

SE NON ORA QUANDO?
FIRENZE, 13 FEBBRAIO 2011.