FRANCESCO MUSANTE

FRANCESCO MUSANTE
UNA ROSA LA LUNA E LA NOTTE INTERA PER PENSARE A TE

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.
I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita ma se leggevi loro le favole. Betty Hinman

giovedì 8 luglio 2010

CERCASI MINISTERO PER HAMED

Hamed è in Italia da un mucchio di anni; ha vissuto più qui che nel suo paese. Ha due mogli e qualche figlio; credo quattro. D'estate vende in spiaggia. D'inverno si sposta in città, sempre con la solita merce , dentro borsoni pesantissimi. E' un "vu-cumprà". Qualche anno fa ha comprato un contratto di lavoro da un'italiano che ha finto di assumerlo come domestico, così da allora ha un regolare permesso di soggiorno e si paga i contributi per una pensione che non avrà mai. Porge teli da mare, brutti vestiti, calzini e lenzuola con gli animali stampati. E' timido, non insiste; se rifiuti ti saluta discreto e un pò imbarazzato. Parla male l'italiano, ma ha capito perfettamente le richieste insistenti: "Hamed, non hai i giubbetti Moncler? Lo vorrei rosso brillante, taglia 40!", "me le trovi un paio di Nike Air per mio figlio?", "hai le felpe Napapijri?". E lui a tali sollecitazioni ha risposto, rischiando ogni giorno di più. Alla fine, come in un film di Ken Loach, sul più bello ("sono in pari con i debiti, mando i soldi anche alla famiglia di mio fratello che è morto, forse tra qualche anno torno al mio paese...") è stato arrestato. Racconta di due mesi infernali, devastanti sul piano psicologico, fatti di notti insonni e di lacrime, di pensieri angoscianti e preoccupazioni per il futuro dei suoi figli. Ora è fuori Hamed, in attesa di processo. Rischia due anni. Non ha soldi per pagare l'avvocato: gli ha già dato mille euro. Non si fida del gratuito patrocinio, i suoi compaesani gli han detto che non ci si può contare, che la difesa, se non paghi, in Italia non c'è. E' dimagrito e ha occhi bui Hamed, non riesce più a intravedere il futuro, qualunque sia il verdetto del giudice. La sua storia, uguale a quella di cento altri Hamed, era costruita sulla sabbia ed è crollata. Senza speranza. Mi chiede aiuto Hamed, ma io mi sento enormemente impotente e mi vien da consigliargli, superficialmente, di far le valigie e tornare alla sua terra, che se fame e dolore e miseria dev'essere, che almeno siano profumate di agrumi e spezie, di coriandolo e pepe. Anche perchè, se resta in Italia, credo che abbia una sola via d'uscita: dovrebbe sperare di essere nominato ministro! E non mi par tanto facile per lui...

4 commenti:

lella ha detto...

ci sono migliaia di Hamed da noi e quando mi capita l'opportunità di parlare con qualcuno di loro avverto una gran tenerezza e mi sento assalita da un senso di impotenza.
Ho conosciuto tanti Hamed anche nella loro terra e francamente credo che, pur tra i tanti disagi, starebbero sicuramente meglio nella loro terra con pane e riso(quando va di lusso) piuttosto che essere trattati da clandestini qui e vivere in modo così disumano.
Bellissimo il pezzo finale del tuo racconto;sorridiamo per non piangere.....
un abbraccio
Lella

Carlo De Petris ha detto...

brutta storia :(
ma si sa, forte contro i deboli e debole contro i forti ... la nostra italietta :(

monteamaro ha detto...

Sentirsi impotenti, a fronte di situazioni che colpiscono la propria sensibilità, lascia sempre una amarezza difficile da "metabolizzare."
E' che il mondo che ci stiamo costruendo intorno, sembra non prevedere termini come solidarietà, condivisione, accoglienza, compassione.
Abbiamo relegato questi significati, in comunicati astratti e formali che fanno bella mostra sulle varie locandine, a pubblicizzare questa o quell'altra iniziativa a favore di.... Ma resta quasi tutto una pura enunciazione di intenti: Concretamente sono veramente pochi i passi sostanziali per eliminare differenze e ingiustizie.
Nella mia città, meridionale a tutti gli effetti, è in emanazione una ordinanza comunale che copia pari-pari, quella dei comuni leghisti del nord: La povertà in tutte le sue forme (Venditori di tappeti o di aquiloni, mendicanti, senza fissa dimora, ecc.) NON deve esistere per legge.
Avvilente vero?
A noi resta la rabbia, e speriamo ancora la voglia di non rimanere in silenzio...
Ciao Wilma, e su con la vita: Ok?!

Anonimo ha detto...

Leggendo le tue parole mi sento offesa nel profondo, in quanto italiana e quindi "ospitale"! Ma lo sai perchè vengono tutti in Italia? Perchè gli altri paesi europei sono molto più restrittivi e razzisti di noi, ma nessuno dice niente. Inoltre vendere sulle spiagge è reato (anche chi compera da loro dovrebbe pagare la multa), quindi dovrebbe trovarsi un lavoro serio, per poter vivere onestamente. Se non applichiamo la legge, dove andremo a finire?
Un'altra piccola cosa: ogni popolo ha nel suo paese leggi, usi e costumi che pretendono di portare anche qui da noi, ma se noi andiamo lì sono severissimi. Per esempio la vicina Slovenia: per aver buttato giù con la macchina un paletto della strada, una notte in carcere!!!!!!!!! Ma secondo voi dobbiamo proprio calare le mutande?
Scusa se ho detto la mia. Ciao, Patrizia.

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!
L'Italia è sull'orlo del precipizio, ci aspettano mesi di tagli e manovre "lacrime e sangue", l'opposizione è inesistente e Mario Monti non è il nostro eroe ma almeno...BERLUSCONI SI E' DIMESSO!!!

SE NON ORA QUANDO?

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FIRENZE, 13 FEBBRAIO 2011.