FRANCESCO MUSANTE

FRANCESCO MUSANTE
UNA ROSA LA LUNA E LA NOTTE INTERA PER PENSARE A TE

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.
I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita ma se leggevi loro le favole. Betty Hinman

lunedì 28 febbraio 2011

...INTANTO IN CARCERE CI SONO IO!

Sono caduta. Drasticamente. L'omero della spalla destra ha subito una frattura tale da risultare staccato dalla spalla. Così dovrò subire un intervento per la posizionatura di una vite. Forse già domani. Come è successo? Niente...mi lanciavo a più riprese dal paracadute, per salvare, in giro per l'Italia, i bambini vittime delle maestre di scuola elementare; mi son distratta perchè mi è sembrato di sentire puzza di bunga bunga e, considerata la risaputa invidia della gente di sinistra per tali festini, ho perso il lume della ragione e sono andata in caduta libera, come Bersani! Ovviamente il tutto è avvenuto molto più banalmente... Il luogo è il giardino di casa. Il fatto è presto detto: una banale corsetta con il Piccolo, il piede che si punta laddove la mattonella del viottolo crea un insignificante dislivello, le braccia che si muovono convulsamente per ritrovare l'equilibrio, infine la caduta. Il dolore è stato tanto forte da farmi svenire! La corsa in ospedale e poi la diagnosi... Perchè son caduta così? Razionale, incline alla riflessione, per nulla temeraria, credo di non essere mai caduta prima. Forse neppure da bambina. Nei momenti in cui ho rischiato son sempre riuscita a riprendere l'equilibrio. Non è stato così l'altra sera. Mi son proprio lasciata andare. Forse avevo la muscolatura rilassata, avevo perso grinta ed aggressività, non riuscivo più a far spallucce ai deficenti, come mi ha scritto un mio amico psicoterapeuta. Forse... Il risultato è che la notte non dormo per il dolore, il fastidio del tutore e l'ansia (a proposito: Paolo, se mi vuoi mandare il pupo...). Sono completamente dipendente dagli altri. Ferma dal lavoro, nonostante i tremila impegni, che in parte sostengo da casa, sebbene la mia professione si nutra essenzialmente di relazioni, di colloqui, di viaggi. Sono un pò giù, molto reattiva e un filo triste.

venerdì 25 febbraio 2011

L'incontro con una vecchia compagna...

"Tutto su mia madre", di Almodovar, a teatro! Andiamo??Si, andiamo...Siamo un bel gruppetto, una piacevole compagnia; fuori piove a dirotto. Siamo riusciti a piazzarci in galleria, tutti insieme. D'un tratto la vedo arrivare: la mia ex compagna di scuola, la De Stupidis; prende posto proprio sotto Fred, dopo che ci siamo gettate uno sguardo veloce e non ci siamo salutate fingendo di non riconoscerci. Non l'abbiamo mai sopportata Samantha, Miranda ed io, per l' insulsaggine, il conformismo superficiale, il leccaculismo ed anche un'insana e mascherata stronzaggine. Insomma il prototipo dell'elettore di maggioranza. Ma che ci sarà venuta a fare a vedere Almodovar... La rappresentazione è straziante: c'è la morte del figlio, la drammaticità della marginalità, la crudezza di sentimenti ancestrali. Per fortuna Eva Robins, nelle vesti di un'eccentrica presentatrice, ogni tanto smorza i contenuti troppo angoscianti. Non impedisce comunque alle emozioni di sommergerci. Fred, come al solito, nasconde la commozione muovendosi convulsamente: fa ballare il piede, si stropiccia gli occhi, cambia posizione. Con l'ultima scena il groppo alla gola toglie il respiro. Le luci si accendono inopportune. Fred tormenta il giubbetto che ha sulle ginocchia, lo capovolge completamente. Dalle tasche, come dal cilindro di un mago, fuoriesce di tutto: cellulare, occhiali, caramelle e tante, tante, monete. Il pubblico intanto si sta alzando per l'applauso scrosciante. Ci chiniamo a raccogliere tutto. La De Stupidis è piegata a prendere la giacca che ha posato, forse, sullo schienale davanti. All'improvviso la vedo. E' un'allucinazione? No, è una delle tante. Ed è scappata proprio lì. Una moneta è allegramente posizionata tra il perizoma e il jeans a vita bassa della De Stupidis.Dò una gomitata a Fred, in preda a una risata convulsa che non posso esternare liberamente. Lui, ancora commosso, non capisce la mia ilarità, poi vede e, di getto, allunga la mano per recuperare i suoi soldi. Si ferma appena in tempo. Ci fa male lo stomaco per le risate che siamo costretti a soffocare. Anche i nostri amici si accorgono del luogo dove riposa l'audace monetina e siamo costretti a fuggire per sfogarci a dovere. Lasciamo in fretta il teatro mentre la De Stupidis continua a battere le mani, ignorante e felice. Mentre siamo in strada Fred mette la classica ciliegina sulla torta: il soldo non era un euro, come sembrava, bensì uno Zloty, ricordo del recente viaggio in Polonia! Se la De Stupidis già faticava a spiegarsi il tragitto dell'euro nei suoi slip, come spiegherà a sè stessa e ad un ipotetico compagno la moneta polacca? L'ho raccontato a Miranda e Samantha immediatamente e loro, al mio quesito finale, han risposto in coro: "Tranquilla, non se n'è ancora accorta!". Già, come ho fatto a non pensarci? Chi l'ha votato mica si è ancora accorto di aver qualcosa "di strano" tra le chiappe...

sabato 19 febbraio 2011

ALZA LE CHIAPPE E VAI

http://votafifo.blogspot.com/
HO DECISO!
Da oggi smetto di chiedere le dimissioni di Berlusconi, tanto è inutile quello è inchiodato sulla sedia perchè gli consente di non andare ai processi, ed inizio a chiedere le DIMISSIONI DELL'OPPOSIZIONE.
Questo Parlamento non rappresenta più nessuno, solo gli interessi privati di chi si è arroccato nel Palazzo.
FORZA, ALZATE IL CULO E VENITE VIA!

domenica 13 febbraio 2011

TEMPO LIBERO A QUARANTANNI

Eccoci qua! Finalmente...Arriviamo trafelate e in ritardo all'appuntamento. Noi tre a cena, dopo mille anni (o almeno così sembra a noi!). Prima di arrivare abbiamo fatto tutto. Ma proprio tutto, tutto! Miranda ha persino fatto il bagnetto ai due micini di casa, dopo averli sgridati perchè non avevano fatto i compiti, Samantha ha già steso le sette lavatrici e nascosto i resti nel sottoscala, io ho compiuto i consueti chilometri giornalieri, pari alla distanza Firenze- Parigi, per accompagnare i “membri fragili” della famiglia (figli e madre) nei loro vari spostamenti. Fortuna son fragili, tremo al pensiero di cosa mi spetterebbe se non lo fossero...

I primi dieci minuti-abbondanti- li riserviamo alla consueta terapia: “aumenta l'autostima” (grazie Morelli, grazie!). Ma lo facciamo ignare e a ragion veduta. Oddio, come siamo belle!!! “Samantha, stai benissimo con questi pantaloni!”, “Beh, non avevo tanta scelta: i jeans non mi stanno più!”, “Miranda, il piumino rosso?? Ma è proprio trendy!”, “Macchè, preso per le manifestazioni in piazza che ci attendono!”, “Wilma, l'abitino è un amore...”, “Si, purtroppo ho dovuto portare anche l'airbag, era incorporato...”.

Arriviamo al ristorante; stasera Samantha ha esagerato, è troppo bello, ce la faremo a pagare il conto? Il cameriere ci raggiunge, sorridente e ventenne: oddio come inizia bene la serata... D'altra parte il modello culturale del Presidente ci condiziona, echevelodicoafà?! Ci ha riservato un tavolo per quattro, chiede se dobbiamo aspettare l'assente. L'assente?! E chi è? Guardiamo Samantha con aria interrogativa ma lei, come al solito pronta a sfruttare ogni situazione a nostro vantaggio, risponde serafica:”No, l'assente non l'aspettiamo, se viene viene, altrimenti noi si mangia che abbiamo una certa fame!”. Uh! Questi ventenni! Ha capito tavolo per quattro...Così l'Assente diventa parte della serata. “Ma verrà?” “Se viene si mette vicino a te Wilma, così cade dentro al decoltè...”, “No, non viene! Ha paura a venire. Siamo in tre!”, “...ma guarda quello, a non venire, cosa si perde!”.

Ordiniamo piatti meravigliosi: zuppetta di vongole, con patate, melanzane e dadolini di pane croccanti, calamari ripieni con verdurine, risotto servito in una ciotola di parmigiano (abbiamo mangiato anche quella!), spaghetti al sugo di mare con capperi, semifreddo ai pinoli tostati, in un letto di frutti di bosco. Il menù ovviamente l'ha preparato Rosanna Lambertucci e, come si può facilmente intendere, è rigorosamente ipocalorico: neanche un etto abbiamo preso, anzi, probabilmente stimola il metabolismo e qualcosina siamo pure dimagrite!

Parliamo di tutto. Di qualsiasi argomento. Un'orgia di commenti, frasi, episodi, resoconti, emozioni. Samantha racconta che, nel pomeriggio, è stata con Kyra su Facebook. Hanno fatto un test che prevede multe a chi, sulla “strada del sesso”, l'ha combinata grossa: Samantha ha preso 400 euro di ammenda (o erano 4000?).

Miranda commenta:”Avete letto l'ultimo commento di Pol? Ci sgrida...Stiamo diventando troppo serie...Mi sa che il nostro amico ha ragione, che c'è da stare allegri in questo paese?”. Ma poi ridiamo, malgrado tutto.

Wilma racconta un po' del suo viaggio in Polonia e della visita al campo di concentramento il “giorno della memoria”; ospiti di amici, sistemati in un lettino così grazioso ma così piccolo che...

Samantha ha litigato con Zorro, lui tenta approcci tratti dal testo letterario “Kamasutra” per riappacificarsi: non è così che fa una coppia responsabile e matura?

Parliamo di vita di coppia, di giorni che passano, di camerette da cambiare, di entusiasmi e sogni infranti.

Ultimamente siamo un po' stanche. Si può dire? Si, tra noi si può.

Miranda la prende alla larga:”...ogni tanto il pomeriggio, quando non sono al lavoro...beh, ogni tanto eh? Io, ecco...non so se anche voi...Beh, IO DORMO!”. C'è un attimo di silenzio. Dormire??! Il pomeriggio?? Ma non si era detto che il nostro tempo libero, a quarantanni, non dovendo più allattare e guardare i bambini a vista, l'avremmo dedicato solo ed esclusivamente ai nostri preziosi e terapeutici hobbies? No, dico, ci si schianta sul divano e si dorme mentre fuori ci sono palestre che attendono di tonificare i nostri glutei, parucchieri che anelano a tinteggiare anche un solo capello simil-bianco per evitarci ogni parvenza di decadimento, estetiste che inorridirebbero a veder le nostre unghie, corsi e corsetti per imparare a fare collane, quadri, armadi, pareti e case?

Dopo il silenzio usciamo allo scoperto. Nude come il re, nella fiaba di Andersen. Ebbene si, anche io e Samantha abbiamo preso il vizietto. Appena si mostra uno spiraglio di tempo libero, zac!, letto e sana dormita! Però siamo più pretenziose di Miranda: ci sprofondiamo proprio sul letto, macchè divano! La classe non è acqua!

sabato 12 febbraio 2011

se non ora quando....?

Continuano le proteste e le manifestazioni di piazza contro Silvio Berlusconi.

Domani toccherà alle donne che si faranno sentire in tutte le città italiane.

Indignato, il Primo Ministro ha dichiarato:
“E’ inammissibile in un paese democratico!!!
Salirò al Colle e chiederò le dimissioni del popolo italiano!”

martedì 8 febbraio 2011

L'INFERNO IN TERRA

Sono le tre e non dormo. Mi rigiro nel letto inutilmente. La puntata dura e dettagliata, di Presa Diretta sulla "Spazzatura" mi ha scaraventato all'inferno. La città delle ecoballe, accatastate come funeree piramidi per diversi km quadrati, assomigliava proprio, in effetti, ad un girone dantesco. Poi le zolfatare, coi loro fumi perniciosi causati dall'immondizia mal sotterrata, la strada dei rifiuti, accatastati lungo i bordi per vari, interminabili km a Giuliano, lo sversamento del percolato nel golfo di Napoli, la comparsa sospetta di viscidi vermi bianchi sulla spiaggia, un depuratore da un milione di euro che non ha mai funzionato, il miracoloso termovalorizzatore di Acerra, inaugurato in pompa magna dal Presidente del far finta di fare, militarizzato peggio di una base Nato, l'aumento delle displasie osservato dai medici, i deodoranti spruzzati sui rifiuti per nascondere, vanamente, il loro puzzo nauseabondo, discariche costruite in deroga con il beneplacido del governo, bonifiche di terreni mai effettuate, zucche e melanzane che non arrivano a maturazione, falde acquifere avvelenate e chiuse, ed infine l'indifferenza di Bertolaso, che, arrogante, svia alle domande imbarazzanti e nega l'evidenza dei fatti. E, dietro tutto questo, il malgoverno, lo sperpero di denaro pubblico (gli addetti alla raccolta della spazzatura in Campania sono in numero doppio rispetto a tutte le altre regioni), la propaganda politica che non sente ragioni, che non accetta critiche, che nega il problema, e, soprattutto le mani della camorra sulle aziende che si dovevano occupare dei rifiuti, per le quali era più conveniente non attivare la raccolta differenziata. Osserva crudamente Riccardo Iacona: "la mala politica ha trasformato la spazzatura in oro e la salute dei cittadini in spazzatura". Per denaro hanno trasformato uno dei luoghi più belli del mondo in un letamaio, e quello splendido mare in una cloaca. E tutto questo solo per soldi, inseguendo una concezione distorta ed egoistica di ricchezza, che è solo accumulo personale e materiale di roba. E, in fin dei conti, inutile se anche i loro figli, proprio come i nostri, si tuffano in un mare contaminato, se, proprio come noi, non possono sapere quanto velenosi siano le verdure che mangiano, il latte che bevono, l'aria che respirano. Bastardi, hanno costruito un inferno da cui neanche loro, nonostante il potere, le amicizie importanti, gli agganci politici, potranno salvarsi.

lunedì 24 gennaio 2011

OBBLIGO DI PARTECIPARE

Passano i giorni da quel voto, da quel referendum vergognoso imposto ai lavoratori della Mirafiori, ma lo sdegno, lo sconforto, la vergogna, la paura e la stanchezza non mi abbandonano. Non posso fare a meno di scrivere. Non posso fare a meno di far sentire il mio dissenso. Ho pensato mille volte a quelle mani che hanno tracciato il "NO", ricattate dalla perdita di lavoro, schiacciate dalla nefasta promessa di un destino incerto e dall'accusa di esserne stati responsabili, ma con una dignità umana più forte di qualsiasi tentativo di sottometterla. Ho pensato a quegli occhi che si sono soffermati sul "NO", scegliendolo contro il privilegio della certezza, contro la forza di chi detiene un potere economico al di sopra dell'immaginabile, come un inno alla speranza che ancora alberga nel cuore della gente, a dispetto di chi coltiva il contrario. Ho pensato che quelle mani, quegli occhi, quei cuori, quel giorno lì non avevano età, e se l'avevano erano i vent'anni carichi di aspettative di chi ha la vita davanti e la forza di progettarla e di immaginarla con tutte le possibilità che ogni uomo dovrebbe avere. Quei "NO", così incredibili, che ti vien da mettere in dubbio che possano essere stati così tanti (il 45,95%!, non uno scherzo...), sono la voce del nostro passato, di mio padre che è morto di tumore al polmone dopo aver respirato per anni, in fabbrica, le polveri della lavorazione dell'acciaio, tra turni massacranti e scarso stipendio, sono la promessa per l'avvenire dei miei figli a cui insegno l'equità sociale, la giustizia e il dovere di ribellarsi alle ingiustizie ma anche ai privilegi. Avrei voluto vederli quegli operai, quelli lì, quelli del "NO", la sera che han votato: son certa, erano pieni di passione, con un'emozione in più tra lo stomaco e il cuore, proprio qui, nel mezzo, nonostante l'epilogo certo della vittoria dei "SI", beffardi e pieni di forza. Quella sera han fatto l'amore con le loro donne, è sicuro. E la vita, per un giorno, si è fermata su quel "NO": nient'altro ha avuto importanza. Nè Marchionne, nè la crudeltà di strumentalizzare uno strumento di partecipazione democratica in maniera tanto immorale, nè le coseguenze a cui andavano incontro. Quel "NO" è stata una rivoluzione, che piaccia o meno. Ed è solo l'inizio.

sabato 1 gennaio 2011

A. GRAMSCI: Voglio che ogni mattino sia per me un Capodanno

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna. E sono diventati cosí invadenti e cosí fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Cosí la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa la film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.

Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore. Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.”
BUON ANNO A TUTTI!!!!!!!

martedì 28 dicembre 2010

INDAGINE OCSE-PISA: tra strumentalizzazioni, demagogia e dubbi legittimi

La ricerca PISA (Programme for International Student Assessment) è un'indagine internazionale promossa dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) con l'ambizione di valutare il sistema dell'istruzione attraverso l'accertamento delle conoscenze e capacità dei quindicenni scolarizzati verificando se e in che misura i giovani che escono dalla scuola dell'obbligo hanno acquisito alcune competenze giudicate essenziali per svolgere un ruolo consapevole e attivo nella società e per continuare ad apprendere per tutta la vita.
L'indagine, che viene effettuata ogni tre anni, accerta il possesso di conoscenze e abilità nelle aree della lettura, della matematica e delle scienze e alcune competenze trasversali in gioco nel ragionamento analitico e nell'apprendimento.
Dai risultati dell'indagine OCSE-PISA il Sistema Scolastico Italiano è sempre risultato inadeguato e gli studenti italiani insufficientemente formati, infatti, i punteggi ottenuti li hanno sempre collocati ampiamente sotto la media OCSE, a livello dei Paesi più poveri. Inevitabilmente questi risultati hanno fatto sorgere molti interrogativi e molti dubbi sulla qualità della Scuola Italiana, sulle sue finalità, sulla preparazione dei suoi docenti. Di fronte a ciò era forse necessario aprire un dibattito costruttivo, aperto, non ideologico per individuare punti deboli e criticità del sistema scolastico nostrano, per cercare soluzioni, avanzare proposte innovative, confrontarci con altre realtà, rivedere priorità e finalità, ridiscutere i percorsi proposti, ripensare la formazione dei formatori. Ed invece abbiamo assistito, in questi due anni, alla strumentalizzazione di questi risultati usati per tagliare ore ed insegnanti alla scuola pubblica, per limitare i già scarsi fondi, per ridurre il tempo pieno, per colpevolizzare e screditare gli insegnanti.

Quando sono usciti i risultati dell'ultima indagine PISA (2009), che ha rilevato un miglioramento nelle performances degli studenti italiani risaliti dal 33esimo al 29esimo posto nella graduatoria, la Ministra della Pubblica Distruzione non ha perso tempo in riflessioni argute e analisi dettagliate ma, subitaneamente, ha dichiarato orgogliosa, prendendosi il merito di qualcosa che proprio non le spetta: "In questi anni si è investito tanto sulla valutazione degli apprendimenti e ora i risultati ci premiano. Cresciamo nelle materie più importanti salendo di sei posizioni nelle classifiche europee per la comprensione della lingua italiana, di tre per la matematica e di una per le scienze. Sono risultati eccezionali che dimostrano come la scuola italiana sia migliorata e non peggiorata”. Insomma, a detta della Ministra, se gli studenti migliorano nella classifica OCSE è segno che i provvedimenti presi vanno nella giusta direzione. Peccato che i risultati siano relativi al 2009, neanche un anno dopo il suo incarico e prima ancora che la "sua riforma" si abbattesse sulla Scuola Italiana mortificandola e depauperandola.

Per chi lavora nella scuola con passione, impegno quotidiano e serietà professionale, le dichiarazioni del Ministro appaiono superficiali, sommarie, demagogiche e strumentali. Dovrebbe sapere la Signora Gelmini che i ragazzi formati nella "sua" scuola, parteciperanno all'OCSE-PISA tra dieci anni. Inoltre dovrebbe aver notato, con giustificata preoccupazione, che i risultati italiani sono fortemente penalizzati dalle scuole private; infatti, senza i loro punteggi, gli studenti italiani scalerebbero la classifica anche di dieci posizioni. Le scuole private italiane, pertanto, risultano tra le peggiori nel mondo. Infatti, nella maggioranza dei paesi OCSE, a differenza dell'Italia, gli studenti delle scuole private ottengono punteggi mediamente superiori rispetto a quelli delle statali e contribuiscono così ad alzare la media complessiva. Nonostante l'evidenza di questi fatti i finanziamenti alle scuole private sono in continuo aumento mentre quelli alla scuola pubblica in costante calo. Un paradosso che la Ministra della Meritocrazia ci dovrebbe spiegare.

Resta da spiegare il mistero dell'aumento delle performances degli studenti italiani. Può darsi, semplicemente, che gli studenti siano più preparati dei loro fratelli maggiori, che abbiano acquisito più competenze, che la scuola abbia fornito loro maggiori capacità di utilizzare i saperi appresi. Così, semplicemente. Ma, senza voler sottovalutare le prove dei nostri ragazzi, a me viene qualche dubbio. Nella nostra scuola, infatti, gli studenti sono sempre stati valutati, tradizionalmente, attraverso interrogazioni orali, relazioni scritte, temi, domande aperte. Quale interrogazione su Dante non iniziava con la terrificante richiesta: "fai la parafrasi dei versi..."? e quale compito di geometria non poteva che terminare con la rituale ed ambiziosa frase "come volevasi dimostrare"? Prove impegnative, difficili da giudicare, suscettibili di una valutazione poco oggettiva, facilmente dipendenti dalla soggettività del valutatore: il prof di turno con le sue simpatie, la sua esperienza, le sue aspettattive, l'umore del momento. Prove particolarmente complesse che richiedevano un ampio ventaglio di svariate competenze: buona padronanza dell'italiano, logica e deduzione, comprensione linguistica, capacità di analisi e sintesi, conoscenza dei contenuti, abilità argomentative. E un po' di sfacciataggine all'orale. Gli studenti italiani sono sempre stati valutati in base a prove di questo tipo. Sono stati formati, cresciuti, abituati a sostenere compiti di questo genere. Non altri. Le prove somministrate ai quindicenni durante l'indagine OCSE-PISA si basano, invece, su quiz, su un'ampia gamma di domande a risposta chiusa in cui bisogna individuare e crocettare la risposta giusta tra quelle date. Un tipo di prova alla quale i nostri studenti non erano abituati. Ma che di recente anche gli insegnanti italiani, adeguandosi al resto del mondo, hanno iniziato ad infliggere ai loro studenti. E che, come si vede dai miglioramenti delle performances del 2009, rende i nostri studenti più bravi in quel tipo di prove. In quel tipo di prove! Non più bravi in generale. Non più bravi dei loro fratelli maggiori. Solo più capaci di affrontare compiti così strutturati. Io credo.

Allora emerge un ulteriore dubbio: può l'indagine OCSE-Pisa verificare le reali competenze dei 15enni e di conseguenze valutare e descrivere il sistema d'istruzione? Perchè c'è ancora una cosa che i risultati dell'OCSE-PISA non riescono a spiegare: perchè al CNR francese un terzo dei ricercatori stranieri assunti nei settori di matematica e fisica è italiano, formato in una scuola giudicata inadeguata. Un terzo!!!

La discussione è aperta!

lunedì 27 dicembre 2010

NOI CRESCIUTI AL TEMPO DI BERLUSCONI dal blog di Federico Mello

Noi che siamo cresciuti ai tempi di Berlusconi. che abbiamo visto il Parlamento della Repubblica lavorare su 40 leggi ad personam, le vallette del “Sabato del villaggio” diventare ministre;
noi che abbiamo sentito le parole “crisi” e “debito” come unico racconto possibile dell’economia italiana;
noi che la laurea non serve a niente e “l’elettore medio ha la cultura di uno studente di seconda media, e neanche nelle prime file”;
noi che abbiamo visto uomini di governo e delle istituzioni indagati e condannati per mafia e camorra;
noi che “se un uomo a 38 anni non può pagarsi un mutuo è un fallito”; quelli che “vi dovete abituare ad avere un lavoro precario e una pensione da fame”;
noi che corruzione ci hanno dimostrato che è la regola, la compravendita un dovere;
noi che “i magistrati sono una metastasi” e “Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, mandava la gente a fare la vacanza in confino”;
noi che Sandro Bondi è ministro della Cultura, e prima di lui Rutelli, e prima ancora Rocco Buttiglione;
noi che l’anagramma di Silvio Berlusconi è “l’unico boss virile” tanto che “non ho mai pagato una donna” e Patrizia D’Addario, Noemi Letizia, Ruby Rubacuori, il bunga bunga sono soltanto “una cortesia verso le persone che ospito”;
Noi che siamo cresciuti ai tempi di Berlusconi, che saremmo dovuti diventare tutti aspiranti tronisti, veline, genitori di figli canterini in uno show in prima serata il sabato sera;
noi che avremmo dovuto prendere ad esempio Fabrizio Corona, Costantino Vitaliano, Lele Mora, Emanuele Filiberto, Alessio Vinci;
noi che avremmo dovuto pensare che “il Grande Fratello è un’ottima occasione per fare carriera”, “se ho problemi economici sposo un miliardario”;
noi che avremmo dovuto credere che “non si fa gossip sulla vita privata dei politici” e comunque “evadere le tasse è giusto” e “la cricca, la P2, la P3, la P4 sono un’invenzione dei giornali”;
noi che ce la saremmo dovuta bere che a quel tale avevano pagato la casa “a sua insaputa”;
noi che ci saremmo dovuti alienare, perdendoci dietro la realtà virtuale di blog, chat, forum, siti web, videogiochi;
Noi che siamo cresciuti ai tempi di Berlusconi,
invece, oggi siamo nelle piazze, in rete, nelle città, anche se qualcuno ci ha chiamato “assassini” mentre proponeva “arresti preventivi”; andiamo per strada con i nostri genitori, o con i nostri figli;
noi che rimaniamo sospesi nell’aria per dire a tutti che la ricerca è appesa a un filo;
noi che cerchiamo di entrare con la forza a Palazzo D’Orleans a Palermo, sede della Regione, simbolo del potere colluso che da anni tiene sotto scacco la Sicilia;
noi che in un mare di blog, siti di news, pagine Facebook, giornali indipendenti, proviamo a fare vera informazione, ad arginare la grancassa dell’impero mediatico del padrone;
noi che veniamo ricevuti dal Presidente della Repubblica, manco lui fosse Pertini e noi la nazionale di Bearzot;
noi che abbiamo detto subito che la ricostruzione a L’Aquila era un bluff, e il piano per togliere i rifiuti da Napoli anche;
noi che i poliziotti sono dalla nostra parte; gli automobilisti, i passanti e i lavoratori ci applaudono;
noi che nonostante tutto non ci arrendiamo, non ci adeguiamo, non smolliamo, non tacciamo, non abbassiamo né la testa né la voce, non insabbiamo, non ci “conteniamo”.
Noi cresciuti ai tempi di Berlusconi, siamo quelli che stanno festeggiando nel modo migliore, urlando a squarciagola Democrazia! e Costituzione!, i centocinquant’anni dell’Unità d’Italia.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/24/noi-cresciuti-ai-tempi-di-berlusconi/83636/

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!
L'Italia è sull'orlo del precipizio, ci aspettano mesi di tagli e manovre "lacrime e sangue", l'opposizione è inesistente e Mario Monti non è il nostro eroe ma almeno...BERLUSCONI SI E' DIMESSO!!!

SE NON ORA QUANDO?

SE NON ORA QUANDO?
FIRENZE, 13 FEBBRAIO 2011.