FRANCESCO MUSANTE

FRANCESCO MUSANTE
UNA ROSA LA LUNA E LA NOTTE INTERA PER PENSARE A TE

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.

La materia dei libri è costituita dalle sottigliezze della vita.
I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita ma se leggevi loro le favole. Betty Hinman

venerdì 30 settembre 2011

LA DIAGNOSI FUNZIONALE

Tra i quaranta e i cinquant'anni le coppie scoppiano. E' un dato di fatto. Saranno i figli adolescenti, che scombinano gli equilibri o che, forse, semplicemente, non sono più tra i piedi e ti lasciano lì, ad aver tempo da trascorrere con l'altro. Sarà lo stress degli impegni quotidiani familiari che dobbiamo affrontare in qualità di affannati rappresentanti della "generazione sandwich": schiacciati da una parte dalla cura dei figli e dall'altra dall'assistenza ai genitori. Sarà che ti senti a metà del guado e sai che non hai più tutto quel tempo perchè la persona che ti sta accanto diventi almeno un pò come lo vorresti tu. Sarà che, inspiegabilmente, si inizia a russare, a dormire peggio, a non aver più sogni da raccontare al mattino. E i desideri non si assopiscono, si fanno incalzanti, reclamano di venir soddisfatti. Così ogni parola detta in maniera diversa, o troppo uguale negli anni, è una goccia che fa traboccare il vaso, è una ferita che, ora, fa più fatica a rimarginarsi. E l'altro non ha più angoli nascosti da scoprire. E' quasi un nostro prolungamento, una canzone imparata a memoria, un film di Benigni, visto almeno mille volte. Ci vuol impegno a stare insieme. E un'abbondante dose d'amore. Oltre che una dettagliata DIAGNOSI FUNZIONALE! Per chi non è "del mestiere": la diagnosi funzionale è un documento che riguarda la disabilità e che viene redatto avendo riguardo solo alle potenzialità, evitando di rilevare le mancanze, i deficit, e puntando solo su ciò che di positivo emerge. Consiglio di costruirla seguendo lo schema già in uso per l'handicap, soffermandosi quindi sulle varie aree: sociale, relazionale, psicologica. Ogni area potrà poi essere suddivisa in punti rilevanti: cura personale, dei figli, del partner, della casa, delle maestre, della suocera, della madre, gestione del denaro, sex-appel, tolleranza, senso dell'umor, generosità, affidabilità...Fondamentale, ripeto, FONDAMENTALE (!!!!) è indicare solo "ciò che c'è di buono", tralasciando le magagne, gli intollerabili difetti, le croniche assenze e le abitudini irritanti!

lunedì 26 settembre 2011

PUCCE NO GLOBAL

Tre giorni nel Sud dell'Italia, in Puglia, nei pressi di Taranto, ospiti di una cara amica. Non era la prima volta che visitavo il Salento: già qualche anno prima eravamo partiti tutti e quattro ed eravamo rimasti incantati dai profumi, dal mare, dal colore del cielo, dai sapori e dalla cordialità. Ma eravamo turisti qualsiasi in una struttura alberghiera: un'altra storia. Stavolta invece eravamo "gli amici di Iole". Ho ricevuto, così, l'inaspettato regalo di poter cogliere sfumature preziose e di partecipare ad un universo di relazioni, abitudini, usanze e tradizioni che mi hanno arricchito non poco e che mi hanno suscitato riflessioni a milioni. E' un'altra Italia o l'altra Italia siamo noi? Forse, semplicemente, abbiamo seppellito la nostra identità contadina, aggregante, comunitaria e passionale quasi che il progresso, il futuro, l'evoluzione, implicassero lo spogliarsi di questi fardelli di cui, un po', vergognarsi?
Ci sono stati i parenti a darci il benvenuto, la zia che ci ha mandato una fantastica torta di noci e la granita al caffè preparate da lei, l'amica che ci ha fatto trovare la colazione già pagata nel fornaio del paese, la sorella che ci ha fatto assaggiare le "pucce" cotte nel fuoco a legna, la madre che ha impastato per noi chili di impagabili orecchiette con sugo denso di pomodoro e ricotta secca... Sono tornata, in quei giorni, indietro mille anni; ho ritrovato un pò di me stessa: quella dei pomeriggi a trovare le zie, quella del caffè con la "panna", che preparava la nonna con tanto zucchero e un goccio della prima schiumetta, del primo liquido profumato che usciva dalla moka, quella dei pomeriggi d'estate con una madre casalinga e le sue amiche, tra merende, sbucciature alle ginocchia e canzoni dal jukebox, nell'unico bar del paese.
Mi son detta che la globalizzazione, quella che ferisce le tradizioni, le peculiarità locali, in Puglia è ancora lontana: grazie alle donne, che ancora portano avanti, con cura e impegno, la loro preziosa arte culinaria, grazie agli uomini, ai contadini, ai piccoli produttori di vino, che ancora utilizzano il "capasone" di creta al posto delle botti. Mi hanno commosso la bellezza dei luoghi e, insieme, il degrado. Non so quanto degli antichi palazzi leccesi si potrà conservare negli anni a venire se nessuna amministrazione locale, o centrale, si pone il problema e ci investe. E che ne sarà di Porto Cesareo, di Gallipoli, tra cinquanta, cent'anni, se non si corre immediatamente ai ripari? Sono stanca di sentir parlare del Sud dell'Italia come una zavorra inutile, come la causa di tutti i mali, come un peso da cui staccarsi per la nostra corsa al traguardo del progresso. Mi dissocio con tutta me stessa da queste idee destorificanti, insensate e stolte, perchè mi sento parte di quella terra; sento che le mie radici sono un po' anche lì, tra i vizi e le virtù, la pigrizia e l'ottimismo, la strada facile e il sacrificio, il desiderio di fuggire e la schiavitù degli affetti familiari. E riconoscerlo mi fa sentire a casa.

giovedì 15 settembre 2011

LA RADICE QUADRATA DI UN UOMO

Quest'estate Piero Marrazzo ha rilasciato un'intervista dove raccontava la sua storia: lo scandalo, le dimissioni, la solitudine. E quel bisogno di andare, ogni tanto, in Via Gradoli, di "suonare a quella porta...e che quella porta si aprisse". Non ho opinioni in proposito, non mi sento scandalizzata nè indignata, e, francamente, non ho neanche voglia di impegnarmi ad elaborare un pensiero coerente sull'argomento. Eppure leggendo l'intervista, qualcosa nelle parole dell'ex governatore mi ha disturbato...di più...mi ha offeso. "So che non è bello da sentire e non è facile da dirsi, ma una prostituta è molto rassicurante. È una presenza accogliente che non giudica. I transessuali sono donne all'ennesima potenza, esercitano una capacità di accudimento straordinaria. Mi sono avvicinato per questo a loro. È, tra i rapporti mercenari, la relazione più riposante."
I transessuali sono donne all'ennesima potenza?!? Che è un po' come dire che i cavalli sono zebre al quadrato. O che il cetriolo è uno zucchino alla terza. Una stronzata, insomma! Del resto quando mai uno che ha voglia di zucchini si compra i cetrioli? Se compra i cetrioli è perchè ha voglia di cetrioli! Eppure questa stronzata ha i suoi sostenitori. Forse perchè i transessuali mercenari, recitano la parte della donna non com'è ma come la vorrebbe un uomo. Rispecchiano, insomma, l'idea maschile di donna: arrendevole e sempre pronta ad assecondare ogni richiesta. Estremamente disponibile e sessualmente vorace. Mai polemica, eternamente accondiscendente. Una donna che dice sempre sì, che non fa problemi e non avanza richieste, che non ha idee personali, preferenze, antipatie, interessi. Una donna ossequiente pronta ad accogliere l'eroe che torna dalla guerra. Si accendano i fuochi, si apparecchi la tavola, il guerriero è tornato! Passano i millenni eppure sembra che l'uomo sia fermo al solito punto. Al Medioevo! Incapace di riconoscere nella donna una compagna, un essere umano che desidera, sceglie, ama, odia, sogna e qualche volta ha pure mal di testa. Non bambole, non specchi. Ma donne! Affiora la paura per quell'alterità che ci contraddistingue, per quella parte che gli sfugge, che stenta a comprendere. Ecco che il prode cavaliere che ha attraversato mari ed oceani, che ha sconfitto schiere di nemici, vinto la fame, la sete, la paura... teme e rifugge la donna. Può, del resto, un tale eroe, tornato a casa, dover imbastire una pesante discussione con la moglie su chi doveva passare a prendere i figli a scuola o occuparsi della spazzatura?
Ci vuole coraggio per affrontare la vita, per farsi carico della famiglia, per far fronte a tutti gli inderogabili e stancanti, impegni quotidiani. Un coraggio che tutte le donne hanno. E che possiedono anche molti uomini che conosco e che condividono il carico quotidiano con le proprie donne. Uomini che non sfuggono alle responsabilità. Che gioiscono delle differenze. Che sopportano i battibecchi. Che sanno che l'incontro può essere magico e fecondo se si hanno sensibilità diverse.
Allora, caro Piero, forse facevi meglio a dire che sei tu che sei la radice quadrata di un uomo.

domenica 11 settembre 2011

"IL SINDACO CHE LA DESTRA CI INVIDIA"

A pelle Matteo Renzi non mi piace. Invece, quando parla, la cosa cambia. Quando parla quella semplice e istintiva antipatia viene sostituita da un certo prurito su per le mani. Quando parla, non so perchè, ma avrei voglia di..., sì,... di frustrarlo con l'ortica. Riesce ad essere, difatti, in ogni suo intervento, stupidamente arrogante, superficiale e borioso. Potrei dire persino violento. Quando i cinquemila lavoratori di Mirafiori hanno dovuto scegliere dolorosamente l'umiliante ricatto di Marchionne il Renzi ha sostenuto, in tono perentorio, con la sicurezza degli stolti: ASSOLUTAMENTE SI', SENZA SE E SENZA MA. Ma quale spazio spetta alla politica e al sindacato se non il territorio tracciato dai se e dai ma? Non avrebbero dovuto, il governo e ancor più l'opposizione, chiedere almeno delle garanzie per quei lavoratori che si apprestavano a rinunciare a molti dei loro diritti basilari? SENZA SE E SENZA MA! Quanta violenza in quelle parole e nella mancanza di quell'empatica condivisione, della presa in carico che richiederebbe il fare politica.
Quanta tracotante presunzione nell'assenza totale di ascolto, di comprensione, di disponibilità a capire.
Stessa odiosa, tautologica sicumera nei confronti del TAV: "Quando le amministrazioni decidono, ci sono le garanzie ambientali e tutti i passaggi democratici, ad un certo punto bisogna fare le cose, altrimenti diventiamo il Paese dei ritardi".
Cittadini considerati sudditi, che devono subire passivamente e compostamente le scelte della politica che decide e che agisce autonomamente, indifferente alle problematiche sollevate, ai dubbi, alle domande di un movimento di cittadini che a proprie spese, con le proprie forze, contro tutti, ha prodotto una mole enorme di carte, di tabelle sui costi, di previsioni di traffico, di studi approfonditi, di analisi scientifiche, di dati ben documentati che contestano l'utilità di quel tunnel e che meriterebbero risposte concrete e mirate.

Infine, l'attacco al sindacato, le polemiche con Bersani che, una volta tanto, seppur tiepidamente, aderisce allo sciopero, scende in piazza con migliaia di persone. Renzi no. L'infaticabile Renzi resta al lavoro, chiuso nel suo ufficio a salvare il mondo. Inconsapevole di ciò che accade fuori, lontano anni luce da tutti noi. Lavoratori, pensionati, studenti...

Ma siamo sicuri che di questo Renzi ci sia proprio bisogno?

Credo sia solo una questione di tempo... appena possibile l'indefesso boy scout striscerà verso altre sponde. Anzi, a quanto pare, ha già iniziato...

Rottamare non gli è riuscito però... può sempre RICICLARSI!!!

martedì 6 settembre 2011

Luigi, un post solo per te, non te lo aspettavi, eh?

Luigi è il nostro peggior amico. Da più di vent'anni ormai. Un bravo ragazzo, certo. Simpatico, affettuoso, generoso. Disponibile e sempre presente. Pure fin troppo a volte... E, non si può negare, ci fa fare anche tante risate. Per questo nonostante tutto gli vogliamo un gran bene. Ma Luigi è pure un gran casinista, un pasticcione, un piantagrane, un guastafeste imperdonabile. Ci accompagna Luigi? Possiamo star certe che qualcosa andrà storto. Conosce lui la strada? Di sicuro finiremo per perderci! E che dire della bolletta non pagata, del credito telefonico finito proprio quando devi fare una chiamata urgente, della smagliatura nell'ultimo paio di calze "buone", di quei documenti importanti che non riesci a trovare ma ti servono proprio ora? Neanche a dirlo: sempre Luigi!
Luigi che ci fa perdere tempo, arrivare in ritardo, perdere il treno, dimenticare di fare quella telefonata... Una sera, maldestro, ha persino rotto uno dei sandali di Wilma, costringendola a zoppicare fino al ristorante. Per non parlare di quel vestito rosso comprato in saldo, taglia 42, che giace mai messo in fondo al mio armadio... fu Luigi ad insistere perchè lo acquistassi convincendomi che tanto sarei dimagrita...
Un amico così meglio perderlo che trovarlo. Eppure ho il sospetto che anche qualcuno di voi lo conosca... Luigi è, infatti, la parte più superficiale, qualunquista, avventata, che è in ciascuno di noi e che quotidianamente rinneghiamo. L'Homer Simpson, il re delle gaffe più spaventose, che è in noi, e che non vorremmo mai riconoscere. Quando ci troviamo difronte, inaspettata e indesiderata, la nostra zona buia, la parte peggiore che mai vorremmo ammettere di avere, ecco allora che spunta fuori Luigi. E come il più noto tra i capri espiatori, Benjamin Malausséne, si becca tutte le colpe. Lui, solo Lui, sempre Lui!!! Chi altro sennò? Non posso essere stata io! Sono troppo attenta, seria, responsabile per aver fatto questo!
Luigi, meno male che ci sei tu!

lunedì 5 settembre 2011

FIGLI E PRINCIPI

C'è molta più gente di quanto mi aspettassi che affolla lo spazio attorno all'arena. Spingo mio figlio a farsi largo per raggiungere le transenne dove si appoggiano diversi bambini per vedere meglio. Noto, infatti, che c'è ancora spazio; basta stringersi un poco... Inoltre mio figlio è talmente minuto che non può impedire la visuale a nessuno. Invece i padri dei bambini che già si appoggiano alle transenne la pensano diversamente. Fanno muro, allargano braccia e gambe per occupare più spazio e non farlo passare, fingono di non vedere i suoi sforzi per trovare un posticino tra un bimbo e l'altro. Proteggono la comodità dei propri figli. Sopra a tutto. Egoisticamente indifferenti ad ogni altro bimbo che allunga il collo, si alza in punta di piedi, si abbassa, si accorcia, si stringe... per vedere lo stesso spettacolo.



Guardo quel padre, giovane, tatuato che si erge, imponente, davanti a mio figlio, e, con le braccia allargate, gli impedisce di passare. Un metro e ottanta di uomo adulto, impegnato a far la guerra ad un bambino, che, come il suo tenta di farsi spazio nel mondo. Un adulto incapace di vedere il figlio che c'è in ogni altro bambino.

Questo siamo diventati: adulti responsabili solo del proprio orticello, del proprio cerchio familiare, insensibili ed incuranti di tutto il resto. Genitori soli di piccoli principini innalzati al di sopra di tutto. A cui riconosciamo ogni diritto, ogni privilegio, qualsiasi gratificazione. Anche a scapito degli altri.

Ho avuto, come molti della mia generazione cresciuti in piccolo paese di campagna, un'infanzia privilegia e protetta. Pur senza privilegi e tutele assillanti. Non c'erano principini. In nessuna famiglia. Solo bambini. Ed i bambini erano bambini per tutti. Da tener d'occhio, assecondare, aiutare in caso di bisogno, e, qualche volta, anche sgridare... I genitori in tal modo condividevano con il resto del paese la responsabilità dei propri figli. Erano più tranquilli, meno apprensivi. Perchè sapevano che i propri figli non erano mai soli. Dieci, venti, cento paia d'occhi curiosi e interessati a spasso per il paese li controllavano. Li consigliavano. Impedivano che facessero sciocchezze. Oggi invece i genitori sono soli, senza rete di appoggio. Ha vinto la filosofia falsamente libertaria del Farsi i cazzi propri e così ci siamo ritrovati da soli a sopportare il peso eccessivo e gravoso delle responsabilità educative. Soli. Insicuri. Pieni di angoscia. E nessuno con cui condividere dubbi e paure.



Non saremmo più sicuri se, quando i nostri figli sono lontani dai nostri occhi, per le strade del mondo, ciascun adulto ne avesse cura come figli propri?

martedì 30 agosto 2011

Fantastico.. incontrare kyra è stato semplicemente fantastico!
Lei è proprio così come me la immaginavo: bella, sorridente, affascinante, disponibile, ironica..e terribilmente ospitale!
Io e le ragazze ci siamo dedicate ad ozio e relax (oddio, io forse mi sono impegnata di più! ; )..la piscina, le nostre chiacchiere, le strepitosi colazioni che Kyra preparava all'alba, ( ma dove trova tutte le energie e soprattutto, perchè al mattino non ha le occhiaie come tutti noi comuni mortali?! Mistero).
Alla sera con le ragazze, mentre ci prepariamo per la notte, ( per dormire..che avete capito? ) Wilma si fa seria, entra in camera e dice: " Ci raggiungi di là?!"
Ed io : "Riunione? In ufficio? Arrivo!"
Così raccolte sulle sedie della cucina si è tenuto l'incontro.. riflessioni tra il serio e il faceto, condite da risate a crepapelle!
I Piccoli si son comportati da "grandi"; la Ragazza che era in buona, ci ha scattato decine di foto, così finalmente ne avremo una bella da incorniciare.
Con kyra abbiamo avuto interessanti confronti e ipotizzato alcune situazioni..del tipo:
Se un giovane ed aitante trentenne dopo una piacevole serata, esordisce con un: " Sei veramente bella, che corpo che hai.. chissà a vent'anni com'eri..!!"
......
Mentre Samantha si esprime con un 7- e opta per una seconda possibilità, Kyra boccia il giovane con un bel 4!
Quando si presenta la nuova occasione, il giovane entusiasta si lascia andare e ... ripete la dichiarazione!!
Questa volta la risposta un pò secca, è pronta:
" A dir la verità sono molto meglio oggi che vent'anni fa!! "
Al che Lui serafico risponde:
" ...Allora son fortunato!"
Vostra confusa-Samantha

giovedì 25 agosto 2011

AVVISO:
A TUTTI GLI AMICI..
LE RAGAZZE SI SEX STANNO PREPARANDO LE VALIGIE...
Kyra ci sta aspettando.. SI SALVI CHI PUO'!!
Mi spiace per tutti coloro che non hanno preso
parte all'iniziativa..
NON SAPETE COSA VI PERDETE!!
Baci, Vostra Samantha

sabato 20 agosto 2011

Amore in stand-by

Ehi! Che ci fai da queste parti?
Mi volto e...: Bernardo!
Mi abbraccia e mi bacia, affettuoso. Lo stringo e lo bacio, affettuosa. Quanto tempo che non ci vediamo...
Quando ci siamo conosciuti, molti anni fa, lui era già un uomo, quasi trentenne, mentre io sfioravo i vent'anni a malapena alzandomi in punta di piedi. Quell'estate ero andata a lavorare nell'azienda della sua famiglia per racimolare qualche soldo per pagarmi gli studi. Sognavo di iscrivermi all'Università.
Lui non lo conoscevo ma ne avevo sentito parlare molto in giro: un viziato, uno sciupafemmine, uno che aveva tradito e abbandonato la fidanzata e cambiava donne con la frequenza con cui si cambiava le mutande. Preferibilmente svedesi, tedesche, inglese. Uno insomma da cui guardarsi. Non lo conoscevo e già lo detestavo, quell'infingardo figlio di papà dei miei stivali. Con quel nome del cazzo da piccola borghesia di città che sogna l'ascesa sociale, io, dal mio mondo di provincia di Stefani, Paoli, e semplici Giovanni, lo disprezzavo. Prima di conoscerlo. Poi lo incontrai. E sì, bello era bello davvero! Occhi scurissimi ed insondabili come la notte più profonda, sempre adombrati da una persistente, misteriosa nota triste. Bocca carnosa e dentatura perfetta per un sorriso franco e aperto che però non arrivava mai a coinvolgere lo sguardo. Ma era anche gentile, serio, rispettoso. E profondamente intelligente. Me ne innamorai. Lievemente, come capita a vent'anni. In punta di piedi, senza far rumore, senza accorgermene neppure io stessa. Colta di sorpresa da un amore così meravigliosamente gratuito. Lui se ne accorse? Chissà... Di certo non lo diede a vedere, e non ne approfittò mai; temeva, credo, di farmi male.
Lo guardo: è ancora bellissimo. Un viso da ragazzo nonostante qualche capello grigio. Ho voglia di abbracciarlo, di stringerlo a lungo, di riempirlo di baci. Nell'aria una sottile tensione erotica che rende tutto più naturale, più spontaneo, più magico. C'è un'attrazione palpabile, c'è incanto e stupore, una gran voglia di toccarsi, un piacere immenso di ritrovarsi. Mi chiedo se il sesso avrebbe cambiato le cose. Ci avrebbe avvicinato, arricchito, reso più intimi, più amici o addirittura più felici? O ci avrebbe invece allontanato, diviso, spento? Il sesso rende tutto più facile o, invece, finisce per complicare irrimediabilmente le cose? Ci sarebbe oggi questa stessa magia, lo stesso perpetuo struggente desiderio? Questo febbrile piacere di ritrovarsi?
Come sono felice di vederti... Mi abbraccia e mi bacia ancora prima di salutarmi. Vienimi a trovare, dai qualche volta... Può un solo amore riempire tutta una vita? Soddisfare quella complessa e sfaccettata ricchezza di desideri, bisogni, aspettative, emozioni, slanci accesi e avventati capricci che fanno l'essere umano? Non può, semplicemente. Ce ne dimentichiamo ma ne viviamo tanti di amori, di molteplici varietà ed intensità. Amori che magari ci sforziamo di non coltivare, che lasciamo ai margini della nostra vita sentimentale, che disinneschiamo prima che esplodano e facciano male a qualcuno. Amori in stand-by... e uno struggente rimpianto.
Verrò! Sì, credo proprio che verrò.

mercoledì 17 agosto 2011

Zavorra e amore...

Ci sono momenti, giorni, periodi, in cui mio marito detesta ciò che più gli piace di me. Sì, perchè ci sono virtù che, diciamolo, pesano come piombo. Che alla lunga stancano, infastidiscono, tediano. Serietà, impegno, rettitudine, senso di responsabilità... sono doti, è vero, ma per chi ci guarda da lontano. A chi ci sta vicino, invece, paiono talvolta fardelli pesanti, macigni gravosi, zavorre insopportabili. E questa immagine indigesta che mi arriva di riflesso piace poco anche a me. Riesce persino a farmi diventare antipatica a me stessa. E insopportabile.
Chissà se mio marito sarebbe stato più felice con una allegra irresponsabile come la ragazza del bar, con le unghie ben laccate ed una spensierata inconsapevolezza della crisi economica mondiale, dell'art. 18, del pericolo di default...
A volte penso di sì...
A volte io stessa mi vorrei con un po' più di leggerezza, con un pizzico di spensierata noncuranza. Poter dire gaiamente un distaccato chissenefrega!

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!

12 novembre 2011: VIVA L'ITALIA LIBERATA!!!
L'Italia è sull'orlo del precipizio, ci aspettano mesi di tagli e manovre "lacrime e sangue", l'opposizione è inesistente e Mario Monti non è il nostro eroe ma almeno...BERLUSCONI SI E' DIMESSO!!!

SE NON ORA QUANDO?

SE NON ORA QUANDO?
FIRENZE, 13 FEBBRAIO 2011.